Museo Dantesco
Via Dante Alighieri, 3 (c/o ex Convento di San Francesco)
Ravenna (RA)
Wostry Carlo
1865/ 1943
bozzetto

cartone/ matita/ inchiostro/ pittura a tempera
mm 163 (la) 268 (a)
sec. XX (1921 - 1921)
n. 043
In questo bozzetto l’artista raffigura gli Invidiosi nella seconda cornice del Purgatorio. La scena ha un taglio verticale ed è inquadrata dal profilo curvo della cornice, in primo piano due gruppi di anime coperte da un manto nero, quelle a sinistra sono sedute vicine e si sorreggono a vicenda, dei due a sinistra uno è sdraiato di lato a torso nudo e si copre gli occhi con un braccio mentre l’altra le sta seduta accanto. In lontananza si vedono, appena abbozzate, schiere di anime che in processione risalgono il monte. Per questo soggetto l’artista prepara tre bozzetti.
Vi è allegata al bozzetto una vecchia didascalia, realizzata - è opportuno presumere - dall'autore stesso, la quale reca l'indicazione del soggetto rappresentato: "Invidiosi- Purg. XIII - XV.".


Bozzetto realizzato in occasione del concorso bandito dal Ministero della Pubblica Istruzione nel 1921 per la realizzazione (mai eseguita) della decorazione interna della chiesa di San Francesco a Ravenna che avrebbe dovuto ospitare, nelle navate laterali e nell'abside, scene delle Cantiche dantesche e i funerali di Dante. I progetti, a garanzia dell’anonimato, dovevano essere contrassegnati da un motto, Wostry scelse "Maria".
Il concorso indetto molto tardi, a ridosso delle celebrazioni, vide fra i 18 candidati 3 progetti classificati: come vincitore il marchigiano Adolfo de Carolis, al secondo posto il veneziano Guido Cadorin, al terzo posto i triestini Carlo Wostry e Arduino Berlam, questi ultimi a pari merito col romano Rodolfo Villani.
L'artista preparò 21 bozzetti di piccole dimensioni, 4 cartoni e un progetto tridimensionale per l'abside insieme all'architetto Arduino Berlam (Trieste, 20 luglio 1880 – Tricesimo, 28 luglio 1946).
In questo progetto Wostry “mostrò la sua vena narrativa e uno stile dai colori vividi, vicino alle esperienze dei preraffaelliti inglesi e dei simbolisti francesi” (Fontana, 2015); artista cosmopolita e poliedrico, studiò infatti a Vienna e Monaco di Baviera, avendo quindi la possibilità di confrontarsi con lo stile degli artisti stranieri. Suoi dipinti vennero esposti al Salone di Parigi dal 1893 al 1902 dove ottenne nel 1898 la menzione d’onore. Insegnò dal 1926 alle scuole artistiche di Trieste e in seguito, per alcuni anni, negli USA.