Teatro Bonifazio Asioli - Correggio

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
450 posti
1968-1973/1991-2002
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
R. Finzi, Guida storica artistica biografica di Correggio, Reggio Emilia 1949;
R. Finzi, L'urbanistica della città di Correggio dalle origini ai giorni nostri, Correggio 1959;
R. Finzi, Teatro comunale "B. Asioli": notizie storiche, Correggio 1966; Progetto di Restauro Teatro comunale "B. Asioli", a cura del Comune, Correggio 1966;
R. Finzi, Correggio nella storia e nei suoi figli, Reggio Emilia 1968, p. 125-131;
"Pagine correggesi" a cura del Comune di Correggio, Correggio 1973, numero unico;
B. Cernaz, Correggio un teatro una storia, in: "Banca popolare di Modena", 5 (1975), p.5;
Indagine conoscitiva sulle strutture e gli organismi culturali della provincia di Reggio Emilia, a cura dell'Amministrazione provinciale, Reggio Emilia, 1977;
S. M. Bondoni, Sette teatri allo specchio, Reggio Emilia 1980, p. 21-22; La rete teatrale nella provincia di Reggio Emilia, a cura di W. Baricchi, Reggio Emilia 1982;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 191-193;
Il teatro Comunale Bonifazio Asioli, a cura di A. Ghidini, Correggio 1982;
V. Masoni, Correggio, Cinque secoli di politica culturale, Bologna 1988, passim;
V. Masoni, Attività e istituzioni culturali dal Rinascimento al fascismo, Parma 1991, passim;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 152-154;
L. Bortolotti, Teatri storici? E' di scena il restauro, in: "IBC", X, 3 (2002), p. 53;
Il teatro della città. 450 anni di attività teatrale a Correggio, quaderno di mostra a cura di V. Masoni e G. Fabbrici, Correggio, Comune di Correggio - Assessorato alla Cultura, 2002.
Via Cavour 9
42015 Correggio (RE)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Lucrezia Borgia di Gaetano Donizetti
Fondazione: XIX (1800-1899)
Tra la fine del sec. XV al sec. XVI le rappresentazioni teatrali erano espressione della vita aristocratica della corte. Nel carnevale del 1554, ad esempio, fu rappresentata "una sorta di lavoro epico-encomiastico" (Il teatro [...] Asioli, 1982, s.p.) dal titolo: Gli onori della Casa di Correggio del grammatico umanista Rinaldo Corso. Quattro anni dopo lo stesso autore allestiva uno spettacolo che raccontava una Genealogia con intermezzi ispirati ai Trionfi del Petrarca. Anche il genere della commedia ebbe una certa fortuna se in una lettera di Claudia Rangone indirizzata a Francesco Gonzaga si racconta "che andrà a sentire una commedia di Zanni "(Il teatro [...] Asioli, 1982, s.p.). Per festeggiare il passaggio di Correggio a Principato, nel 1615, vengono allestiti due grandi teatri: uno in piazza e uno in un vicino bosco dove verrà rappresentata "Filli in Sciro" di Guidobaldo Bonarelli.
Si ricorda inoltre che il piano terreno dell'abitazione che un tempo era stata dell'umanista Niccolò conte di Correggio detto il Postumo (1450-1508), ospitò per alcuni anni una compagnia di giovani dilettanti. I locali erano stati concessi dal duca di Modena e signore di Correggio nel 1654 dopo una prima richiesta nel 1642 e una seconda nel 1653; le sale erano situate a fianco del palazzo dei Principi, sede attuale del Teatro Comunale Bonifazio Asioli. Nel 1654 Pietro Rosa, come soprintendente alle iniziative del teatro, fa eseguire i primi lavori che proseguono ancora nel 1660.
Nello stesso anno fu rappresentata "La fida ninfa" con intermezzi in musica dell'"Erminia e Tancredi", di Torquato Tasso.
Il teatro è terminato nel 1661 e viene inaugurato nel maggio 1662 con le tre commedie "La Genovinda", "La moglie di quattro mariti", "La Rocca incantata", in onore di Alfonso d'Este. Una parte del palazzo era stata abbattuta per poter costruire un teatro in legno che ospitava novantacinque palchi distribuiti su cinque ordini con un palco ducale e la platea. Il teatro ebbe lunga esistenza perché non si ha notizia che i cittadini chiedessero al Consiglio un nuovo edificio prima del 1850 quando fu deliberato di costruire un teatro più moderno e funzionale. In quell'anno si scelse di non variare il luogo da sempre deputato e fu acquistata un'area limitrofa al vecchio teatro. L'architetto Francesco Forti disegnò e realizzò il progetto per un teatro con pianta a ferro di cavallo, con 60 palchi ordinati su tre ordini, un loggione e un palco reale. Dopo due anni, nel 1852, il nuovo teatro decorato dai pittori Capretti, Tosi e Manzini, era terminato e fu inaugurato con l'opera lirica "Lucrezia Borgia" di Gaetano Donizetti. Il teatro intitolato "Nuovo Teatro Comunale Antonio Allegri" era stato dotato di un Ridotto al primo piano e di un vasto palcoscenico ma era ancora senza facciata che verrà realizzata solo nel 1872-73, dall'ingegnere Tegani di Reggio, con colonne di marmo appartenute al palazzo ducale di Modena. "[...] il Consiglio Comunale di Correggio [...] nel 1880 votava che il teatro venisse di poi dedicato al musicista correggese Bonifazio Asioli (1769-1832) maggiore gloria musicale della città" (Finzi 1968, p.128).
Pochi anni dopo nel 1889 l'ingegnere Giuseppe Aimi dovette procedere alla ricostruzione parziale del teatro lesionato da un violento incendio e costruì un nuovo ingresso a tre aperture con frontone. Il soffitto della platea fu dipinto da Giulio Ferrari con l'aiuto di G. Ponga. I lavori terminarono solo nel 1898 in occasione dei quali fu realizzato anche un sipario di velluto rosso "splendidamente ricamato, affidato all'opera della ditta Gedeone Levi di Correggio" (Finzi 1968, p. 129). Nel corso del sec. XIX, [...] la sola istituzione "veramente ritenuta un servizio attivo e utile per la città [...] fu il Teatro: l'unico del resto, che ricevette attenzioni e finanziamenti veramente cospicui (Masoni, 1988, p.92).
Nel 1943, l'edificio fu adattato a sala cinematografica. Da quando il teatro tornò ad essere gestito dal Comune nel 1960, si apprestarono importanti restauri dal 1968 al 1973. Furono rinnovati gli stucchi e le decorazioni pittoriche e le dorature. Le strutture lignee sono state conservate ad eccezione del palcoscenico che si è preferito ricostruire in cemento con danni però all'acustica e all'elasticità della struttura.
Il teatro "Asioli" è stato chiuso nel 1991 dapprima per opere di adeguamento alle norme di sicurezza, successivamente ha subito ingenti danni a causa dei rovinosi terremoti del 1996 e del 2000. Il lungo e complesso intervento di restauro cui il teatro è stato sottoposto ha consentito sia l'adeguamento alla normativa di sicurezza che il recupero e il consolidamento antisismico. Dal novembre 2002 per l'antico e prestigioso teatro della città è iniziata una nuova stagione.
(Caterina Spada / Lidia Bortolotti)

From the late 15th to the 16th century, theatre performances were part of aristocratic life at court. During Carnival 1554, for example, "a sort of epic-encomiastic play" (Il teatro [...] Asioli, 1982) was staged, titled Gli onori della Casa di Correggio and written by the humanist and grammarian Rinaldo Corso. Four years later, the same author staged a performance that told of a family history, with interludes inspired by Petrarca’s I Trionfi. Comedies were also well represented, since a letter from Claudia Rangone to Francesco Gonzaga states that the author "will soon attend one of Zanni’s comedies "(Il teatro [...] Asioli, 1982). In order to celebrate Correggio’s new status as a principality, in 1615 two large theatres were set up: one in the town square, and one in a nearby forest, where Guidobaldo Bonarelli’s Filli in Sciro was staged.
The ground floor of the former home of the humanist Niccolò, Count of Correggio, also known as Il Postumo [1450-1508] hosted a theatre troupe of young amateurs for several years.
The premises were granted by the Duke of Modena and Lord of Correggio in 1654, after an initial request in 1642 and a second one in 1653; the halls were located next to the Palazzo dei Principi, where the Bruno Asioli municipal theatre is currently located. In 1654, Pietro Rosa, the theatre superintendent, gave the green light for the work to start; it continued until 1660.
In that year, La fida ninfa was staged, with musical intervals, along with Torquato Tasso’s Erminia e Tancredi. The theatre was completed in 1661 and officially inaugurated in May 1662 with three comedies - La Genovinda, La moglie di quattro mariti, and La Rocca incantata – in honour of Alfonso d'Este. A section of the building was demolished in order to build a wooden theatre with 95 boxes in five orders, a Ducal box, and a main floor. The theatre had a long life, since there is no record of citizens’ requests to the council for a new theatre until 1850, when it was decided to build a more modern, functional theatre. In that year, it was decided to build the theatre next to the old one, and an adjacent plot of land was purchased for this purpose. The architect Francesco Forti designed the project and oversaw the construction of the theatre, which had a horseshoe-shaped main floor with 60 boxes in three orders, a gallery, and a Royal box. After two years, in 1852, the new theatre, decorated by the painters Capretti, Tosi, and Manzini, was ready, and it was inaugurated with Lucrezia Borgia by Gaetano Donizetti. The theatre was named Nuovo Teatro Comunale Antonio Allegri and featured a ridotto on the ground floor and a vast stage; however, it did not yet have a façade, which would be built in 1872-73, by an engineer from Reggio Emilia named Tegani; it had marble columns that once belonged to Modena’s Ducal palace. "[...] In 1880 the Correggio municipal council [...]voted in favour of dedicating the theatre to the local musician Bonifazio Asioli (1769-1832), the city’s crowning glory in the musical field" (Finzi 1968, p.128).
A few years later, in 1889, the engineer Giuseppe Aimi had to partially rebuild the theatre, which had been damaged by a violent fire, and built a new entrance with three openings and a pediment. The main floor’s ceiling was painted by Giulio Ferrari with the help of G. Ponga. The work was completed only in 1898, and on this occasion a red velvet stage curtain was made, "splendidly embroidered by the Gedeone Levi firm di Correggio" (Finzi 1968, p. 129). During the 19th century, [...] the only institution that "was truly thought to provide an active, useful service to the city [...] was the theatre: indeed, it was the only institution to receive significant attention and funding” (Masoni, 1988, p.92).
In 1943, the theatre was turned into a cinema. It was back under municipal management in 1960, and important restoration efforts took place between 1968 and 1973. The stuccos, gildings, and painted decorations were restored. All wooden structures were maintained, except for the stage, which was rebuilt using concrete, to the detriment of its elasticity and the hall’s acoustics.
The theatre was closed in 1991, initially to ensure its compliance with safety regulations, and subsequently sustained major damage from the 1996 and 2000 earthquakes.
The long and complex restoration efforts the theatre was subject to made it possible to bring it into compliance with safety regulations, and to make it earthquake resistant. In November 2002, a new era began for the theatre’s ancient and prestigious theatre.

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