Teatro del Convitto Nazionale Maria Luigia - Parma

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta rettangolare con balconata
178 posti
2017-2018
Pubblicazioni e Cataloghi
G. Capasso, Il Collegio dei Nobili di Parma. Memorie storiche pubblicate nel terzo centenario della sua fondazione (28 ottobre 1901), Parma 1901, pp. 240-242;
G. Mordini, Il Convitto Nazionale Maria Luigia in Parma, Parma 1926, pp. 29-30;
L. Gambara, I teatri minori, in: I teatri di Parma "dal Farnese al Regio", a cura di I. Allodi, Milano 1969, pp. 213-214;
V. Gandolfi, Il Teatro Farnese di Parma, Parma 1980, p. 155; voci: Parma, Collegio dei Nobili; Parma, Collegio Lalatta e Parma, Convitto Maria Luigia, in Dizionario della Musica del Ducato di Parma e Piacenza al sito: http://www.lacasadellamusica.it/vetro/pages/homepage.aspx consultato il 13/06/2018.
Convitto Nazionale Maria Luigia
Borgo Lalatta, 14
43121 Parma (PR)

Fondazione: XIX (1800-1899)
Il Ducale Collegio Maria Luigia, che alla fine dell’Ottocento diventerà Convitto Nazionale, viene istituito nel 1831 unificando due storiche istituzioni quali il Collegio dei Nobili e il Collegio Lalatta. Promuovendo la fusione dei due collegi la Duchessa Maria Luigia sceglie di collocare la nuova istituzione formativa nell’antico Palazzo Imperiale dell’Arena, dal XVI secolo dimora della famiglia Lalatta e dalla metà del ‘700 sede dell’omonimo Collegio per volere dell’ultimo discendente il canonico Antonio Lalatta. La ristrutturazione e i necessari ampliamenti dell’edificio per renderlo idoneo alle rinnovate funzioni sono affidati a Nicola Bettoli e hanno luogo tra il 1836 e il 1847.
Nel 1821 lo stesso Bettoli realizza nella sala d’armi del Collegio Lalatta, sempre su incarico di Maria Luigia, il teatro tuttora esistente che è compiuto nel 1829. Posto al primo piano del palazzo il teatro è raggiungibile dallo scalone monumentale. La sala ha uno sviluppo rettangolare e vi si accede lateralmente da un’ampia e luminosa galleria ornata da alcuni dei 140 ritratti dei cosiddetti Principi dell’Accademia dei Scelti, ossia gli allievi più importanti e meritevoli del passato che ornano i corridoi del collegio.
La platea è sovrastata da una balconata a fascia continua sorretta da decorative mensole che ne segue l’intero perimetro fino al boccascena. Sul lato corto, di fronte al palcoscenico, la balconata si allarga in una sorta di ampio palco la cui parete di fondo è ornata da una finta architettura costituita da mensola, colonne e specchiatura; dopo i recenti restauri questo spazio, precluso al pubblico, ospita la cabina di regia. Dalla balconata si sviluppa l’intero apparato decorativo pittorico della sala che trova nel soffitto l’esito più felice. L’elegante decorazione del plafond, cui i recenti restauri hanno restituito brillantezza e luminosità, è compiuta dal parmigiano Giovanni Gaibazzi nel 1865. Entro una cornice mistilinea a monocromo con ovali a cameo su ogni lato in cui sono raffigurate le allegorie delle Arti maggiori, volteggiano nel cielo e tra ghirlande floreali graziosi putti alati intenti a manovrare i simboli delle Arti e delle Scienze.
Il boccascena, anch’esso interamente decorato a monocromo, presenta agli angoli elaborati mensoloni con volute, teste leonine e tralci di fiori e frutta. Opera di Girolamo Magnani è il bel sipario che raffigura l’allegoria del Maestro che conduce il giovane Discepolo al tempio della Fama. Come le altre decorazioni anche il sipario è stato oggetto di un restauro a cura di Anna Morestori.
Il palcoscenico conserva ancora le originali graticciate lignee e le scalette d’accesso che tuttavia non sono più utilizzabili.
Nel 2006 il teatro è stato chiuso in quanto non rispondeva alle norme di sicurezza, il cantiere è stato avviato nel 2017 e si è concluso nel maggio del 2018, ha riguardato sia le opere relative alla messa in sicurezza e l’adeguamento alla normativa di legge che il recupero dell’intero apparato decorativo.
In origine è sede delle accademie degli allievi, si ha notizia della rappresentazione, tra le altre, della farsa La pianella perduta di Luigi Finali. Nel 1944 quando il Teatro Reinach viene distrutto da un bombardamento alcune attività di quel teatro sono trasferite in questo. Prima della chiusura è stato utilizzato oltre che per i saggi dei convittori, per presentazioni e conferenze.
Dopo i recenti lavori è pronto per una rinnovata e adeguata attività. (Lidia Bortolotti)


In 1833, the fusion of the Collegio dei Nobili with Collegio Lalatta gave birth to the Convitto Maria Luigia, located in Palazzo dell'Arena, which had been restored and enlarged by the court architect Nicola Bettoli, and included a small, still extant theatre built between 1821 and 1829.
The theatre is accessed via a monumental stairway and two doors opening onto a luminous gallery.
The hall has a rectangular floor plan, with a continuous balcony running along three sides on the same level as the second order, and which connects with the proscenium decorated with elegantly carved shelves.
The polychrome ceiling was decorated by Giovanni Gaibazzi with images of the major arts, cherubs, and flower garlands, while the balcony’s perimetral walls have false niches containing monochrome busts of famous poets and musicians.
The recently restored stage curtain, which is still in the theatre, is the work of Girolamo Magnani, the Teatro Regio’s scenographer, who was also the author of the only remaining stage backdrop, which depicts a woodland scene. The original trellises also remain, and are accessible via stairs located on the stage.

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