Pinacoteca Civica "Melozzo degli Ambrogi" - Forlì

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Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi

Viroli G., La Collezione Pedriali nella Pinacoteca Civica di Forlì, Forlì, 1985.


De Micheli M., Il lavoro nell'arte. Collezione Verzocchi, Milano, 1984.

Pinacoteca Civica Melozzo degli Ambrogi, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 48.

Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.

Foschi M., Pinacoteca Civica, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, pp. 172-174, n. 16.

Viroli G., Per un modello di cultura figurativa. Forlì, città e museo, Bologna, 1980.

Viroli G., La Pinacoteca Civica di Forlì, 1980.
Palazzo del Merenda
Corso della Repubblica, 72
47121 Forlì (FC)
Tel: 0543 712 606, 0543 712 609
Fax: 0543 712 618
Arte
Arti applicate
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Arte figurativa
Arte astratta
Arte informale
Arte concettuale
Le origini della Pinacoteca risalgono al 1838, quando furono accorpate nel Palazzo della Missione, sede della Biblioteca Civica, le opere rimaste al Comune dopo la prima soppressione napoleonica, quelle acquisite dal Comune per iniziativa del conte Pietro Guarini, gonfaloniere della città, i dipinti e gli affreschi staccati dalla Residenza Municipale e dal Duomo a cui si aggiunsero successivi incrementi dovuti ad acquisti promossi dall'amministrazione comunale. Nel 1845 vennero aperte le prime due sale, la Galleria delle Stampe e il Gabinetto dei Disegni; l'anno successivo fu la volta delle sale degli Arazzi e del Palmezzano. Considerevoli incrementi determinarono le donazioni dello stesso Guarini e di Melchiorre Missirini, amico e biografo di Canova. Trasferita nel 1922 nell'Ospedale Vecchio, edificato nel XVIII secolo su progetto di Giuseppe Merenda, fu suddivisa nelle sale dell'Ebe, la celebre scultura del Canova recentemente trasferita nel complesso del San Domenico, dei Monumenti, dei Forlivesi, dei Ritratti, del Pestapepe e dei Primitivi, nel 1935 la pinacoteca si accrebbe di nuovi ambienti: la sala Paolucci, con sculture di Wildt e il corridoio delle ceramiche.

Nel 1938 la mostra su Melozzo e la pittura del '400 romagnolo indussero un riallestimento del percorso espositivo. Nello stesso anno giunse la donazione Piancastelli, comprensiva di una grande biblioteca, di un'ingente quadreria di scuola romagnola del quattro e cinquecento, con dipinti di Innocenzo da Imola, Palmezzano, Luca Longhi, Bagnacavallo e Bertucci. Nel 1961, l'ingresso della quadreria Pedriali guadagnò alla pinacoteca un nucleo di ventotto dipinti, nel quale emergono un dipinto del francese Jacques Sablet, una pregevole natura morta di fiori di Rachel Ruysch, tele di G.B. Tiepolo, A. Magnasco, G.B. Ruoppolo e Fattori. L'anno successivo (1962) fu la volta della donazione della raccolta Verzocchi costituita da circa 70 opere di artisti italiani contemporanei ispirate al tema del lavoro tra queste si segnalano opere di Moreni, Morlotti, Afro, Santomaso, Birolli, Capogrossi, Turcato, Carrà, Casorati, de Chirico, Depero, Sironi, Rosai, Soffici e de Pisis. Altri incrementi si ebbero con le incisioni e gli oli di Morandi del lascito Righini (1964); la sezione moderna è composta in prevalenza da opere romagnole dell'800 e contemporanee, dove figurano Lega, Wildt, Drei, Savorana, Vinzio, Ugonia, Angeloni, Giacomelli, Capogrossi Servolini, Vedova, Magnavacca, Campi, Vinea.
Per quanto riguarda le esposizioni afferenti al mondo del contemporaneo si ricordano i lavori del gruppo Undostudio (Andrea Francia, Andrea Mandalari, Roberto Fabbri), di Maurizio Battaglia e Tommaso Zavatti per "Gemine Muse" 2003 e più recentemente le mostre "Balla e dintorni. Tracce futuriste nella Pinacoteca di Forlì" (2011) e "En plein air. Pittoriche impressioni nella Pinacoteca di Forlì" (2011) entrambe rientranti nel progetto espositivo "Novecento Rivelato".

The Art Gallery's origins date back to 1838. In that year, Palazzo della Missione, which housed the civic library, received the municipal administration’s remaining artwork after the Napoleonic purges, artwork purchased by the municipality at the suggestion of the town’s gonfaloniere Count Piero Guarini , and the painting and frescos from city hall and the Duomo. Subsequently, the collection was augmented by purchases made by the municipal administration. The first two halls were opened in 1845: the Gallery of Prints and the Cabinet of Drawings. The following year, the Tapestry Hall and the Palmezzano Hall were opened. Donations from Guarini and Melchiorre Missirini, Canova’s friend and biographer, considerably augmented the collection, which was transferred in 1922 to the Ospedale Vecchio, built in the 18th century and designed by Giuseppe Merenda. There, it was displayed in different halls: the Hebe hall – named after Canova’s famous statue displayed therein and now transferred to the San Domenico compound – the hall of monuments, the hall of Forlivese painters, and the hall of portraits, the Pestapepe hall, and the hall of primitives. In 1935,the Art Gallery acquired new halls: the Paolucci hall, featuring sculptures by Wildt, and the pottery gallery.

In 1938, and exhibition on Melozzo and 15th century painting in Romagna led to a re-organization of the Art Gallery, which acquired the Piancastelli donation that same year. This collection included a large library and many 15th and 16th century paintings from the Romagna school, by artists such as Innocenzo da Imola, Palmezzano, Luca Longhi, Bagnacavallo, and Bertucci. In 1961, the Pedriali collection added 28 new paintings, including one by the French artist Jacques Sablet, a valuable still life with flowers by Rachel Ruysch, and works by G.B. Tiepolo, A. Magnasco, G.B. Ruoppolo and Fattori. The next year (1962) the Verzocchi collection was donated to the Art Gallery. It was made up of about 70 pieces on the topic of work by contemporary Italian artists including Moreni, Morlotti, Afro, Santomaso, Birolli, Capogrossi, Turcato, Carrà, Casorati, de Chirico, Depero, Sironi, Rosai, Soffici and de Pisis. The collection was further augmented when Righini (1964) bequeathed Morandi’s engravings and oil paintings. The Art Gallery’s modern section mostly features work from 19th century and contemporary artists from Romagna, including Lega, Wildt, Drei, Savorana, Vinzio, Ugonia, Angeloni, Giacomelli, Capogrossi Servolini, Vedova, Magnavacca, Campi, and Vinea. As regards exhibitions concerning the contemporary world, there were the works of the Undostudio group (Andrea Francia, Andrea Mandalari, Roberto Fabbri), of Maurizio Battaglia and Tommaso Zavatti for "Gemine Muse" 2003 and more recently the exhibitions “Balla e dintorni. Tracce futuriste nella Pinacoteca di Forlì” (2011) and “En plein air. Pittoriche impressioni nella Pinacoteca di Forlì” (2011) both included in the exhibition project “Novecento Rivelato”.

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