Museo dei Burattini
Via Garibaldi, 29
Budrio (BO)
Frabboni Emilio
notizie 1935/ 1952
Frabboni Augusta
notizie 1918 ca.-1940 ca.
burattino

legno scolpito,
legno inciso,
legno/ pittura,
capelli,
lana,
cotone,
pelle,
canapa
cm. 35.5 (la) 64.5 (a)
altezza testa 19//profondità testa 12//larghezza testa 10//altezza col cappello 73
sec. XX, sec. XX (1918 - 1949)
n. 103
Burattino con testa di legno scolpito e dipinto. Gli occhi sono concavi e dipinti di azzurro. Il collo è conico. I capelli biondi sono veri. Le mani sono del tipo piatto con dita incise. Il buratto è di cotone a canapa; l'anello per appendere il burattino è attaccato al buratto per mezzo di una linguetta. Il burattino indossa una giacca in tessuto pied de poule bordata di rosso. Ha un paio di gambe di legno, fissate a dei pantaloncini di cotone a quadretti; le gambe indossano un paio di calze a righe bianche e rosse e un paio di scarpe di pelle. Il burattino tiene in mano una scopa di paglia. I caratteri fisionomici e l'abito appartengono al personaggio di Sganapino.

Il burattino è pervenuto al Museo dei Burattini di Budrio nel 2004. Esso è stato acquistato dal Comune di Budrio (con l'aiuto dei contributi della Fondazione Carisbo della Cassa di Risparmio di Bologna, della ditta Comet di Budrio) da Angela e Piero Menarini di Bologna, per interessamento del burattinaio Vittorio Zanella, che, in data 13 dicembre 2003, presentò alla giunta comunale una relazione tecnica sulla collezione. Il burattino appartiene a una collezione raccolta da Alessandro Cervellati e Alberto Menarini e in gran parte costituita da materiale da essi acquistato nell'aprile del 1963 dal burattinaio Amilcare Gabrielli (allievo di Arturo Veronesi), che nel 1964 confluì in un'importante mostra bolognese (cfr. CERVELLATI A. - MENARINI A., Il burattino a Bologna, mostra del Museo Civico di Bologna 29 marzo - 20 aprile 1964, Bologna 1964). Dopo la mostra la collezione fu ripartita tra i due studiosi, che tornarono a dare visibilità ad alcuni pezzi con la mostra milanese organizzata da Maria Signorelli nel 1967 (cfr. SIGNORELLI M., Burattini e marionette italiani, catalogo della mostra, Milano 4 marzo - 2 aprile 1967, s.l. 1967). Con la morte di Alessandro Cervellati, il suo nucleo ritornò a far parte dell'intero gruppo Cervellati-Menarini presso la casa di Alberto Menarini, dopo la cui morte la raccolta subì un'ulteriore divisione intorno alla metà degli anni ottanta del Novecento, quando fu in gran parte acquistata da Liliana e Marino Perani, mentre la restante andò a costituire l'attuale nucleo Angela e Piero Menarini. Un primo inventario critico della collezione giunta al museo è stato approntato da Vittorio Zanella e da Eugenia Varone. I caratteri stilistici del burattino rispecchiano in parte quelli dei burattini prodotti dalla compagnia dei Frabboni, che vendevano teste e abiti ai burattinai. La compagnia Frabboni, composta dai fratelli Emilio, Filippo ed Augusta, fu una delle più importanti famiglie di burattinai bolognesi. "Essi possedettero i più bei burattini di Bologna, scolpiti da Emilio, che di professione faceva l'intagliatore. Non c'è stato burattinaio bolognese che non si sia valso del talento di questo artigiano per arricchire la muta dei suoi burattini. Quando i due fratelli si ritirarono dall'attività burattinesca ed ebbero venduto tutto il loro materiale, non cessarono dall'avere dimestichezza con le teste di legno, giacché continuarono a scolpirne, a costruirne e a vestirne in gran copia, che poi vendevano al prezzo di cinquecento lire ciascuna: questo avveniva poco prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Dalla "Gosta", come famigliarmente veniva chiamata la Frabboni, in via del Pratello, spesso capitavano signore della buona borghesia per farsi insegnare a vestire i burattini del consorte appassionato del genere. L'Augusta non è stata fortunata: morti prematuramente i fratelli è finita al ricovero, ultimo asilo di non pochi burattinai. Le mute dei burattini dei Frabboni sono sparse un po' ovunque presso burattinai ed animatori. Emilio e Filippo erano anche abili animatori delle loro creature di legno, particolarmente il secondo, interprete delle maschere del Dottore, Sandrone e Fagiolino" (da A. CERVELLATI, Storia dei burattini e burattinai bolognesi, editore Cappelli, Bologna 1964, pag. 255). La testa di legno presenta i caratteri stilistici delle teste scolpite da Emilio Frabboni: il padiglione auricolare è inciso, mentre è evidenziata la protuberanza centro-anteriore dell'orifizio uditivo; il collo è di forma conica; le pupille sono concave. Oltre che per il Fratello Filippo, Emilio scolpì teste per molti altri burattinai bolognesi (per notizie storiche su E. Frabboni e per confronti fotografici, cfr: CERVELLATI A., Storia dei burattini e burattinai bolognesi (Fagiolino & C.), Bologna, Cappelli, 1964; Burattini, Marionette, Pupi. Mostra di Palazzo Reale 25 giugno - 2 novembre 1980. Silvana Editoriale, Milano 1980, p. 295; VARIGNANA Franca, Note intorno a burattini e burattinai a Bologna, in "Baracche, burattini e marionette dalle collezioni emiliano-romagnole" a cura di Micaela Guarino, Bologna 1999, pp. 19-23; PARMIGGIANI P., Frabboni in Il castello dei burattini. Museo Giordano Ferrari, a cura di Remo Melloni, Milano, Mazzotta, 2005, pp. 138-139). Il camiciotto (o buratto) è tipico di Augusta Frabboni: di solito è costituito da un panno di lana o di cotone su cui sono applicati una camicia e un gilet. Il camiciotto è cucito, per mezzo di un orlo di pelle o di tela, a un tessuto interno di canapa o cotone. Un anello per appendere il burattino è applicato all'orlo per mezzo di una linguetta di pelle (raramente di tessuto). Al camiciotto doveva essere aggiunto un abito supplementare (per esempio una giacchetta) che completava la vestitura del burattino.