Sezione dedicata alla castanicoltura
Casa museo, il portale (foto a cura di B. Fabbri)
La cucina (foto a cura di B. Fabbri)
La castanicoltura: ruota orizzontale del mulino (foto a cura di B. Fabbri)
La pastorizia: forbici, campanaccio e musola (foto a cura di B. Fabbri)
Lizzano in Belvedere

Museo Etnografico "G. Carpani"

Orari e Tariffe
Per orari di visita e costi del biglietto consultare il sito web o contattare telefonicamente.
Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Parco Regionale del Corno alle Scale, Regione Emilia - Romagna 1996 Giunti Museo Etnografico G. Carpani, in Franzoni G., Baldi F. (a cura di), Bologna: una provincia, cento musei: l'archeologia, le arti, la storia, le scienze, l'identità: guida, Bologna, Provincia Settore cultura, Pendragon, 2005, p. 181.

Tozzi Fontana M., Museo Etnografico “Giovanni Carpani”, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 110, n. 54.

Pedroni G., Rosciglione L., Varoli M., Baratta C., I minerali delle ofioliti nell'Appennino Bolognese e Modenese, Gruppo A.V.I.S. mineralogia e speleologia Bologna, 1996.

Biagi A., Brunini E., Museo etnografico Giovanni Carpani, Lizzano in Belvedere, 1998.
loc. Poggiolforato
Lizzano in Belvedere (BO)
Tel: 0534 533 40, 339 120 0242, 371 345 7491
Etnografia e antropologia
Arti e tradizioni popolari
Etnologia/Etnografia
Fondato nel 1976, conserva raccolte di oggetti, strumenti di lavoro e suppellettili dell'alta valle del Reno che fin dagli anni Sessanta del Novecento un gruppo coordinato da Giovanni Carpani aveva salvato dalla dispersione. La consistenza del patrimonio ammonta a circa tremila oggetti, di cui duemila esposti; la sezione relativa alla vita quotidiana è presentata come ricostruzione ambientale presso un'abitazione del XVIII secolo di Poggiolforato, mentre il nucleo numericamente più consistente, relativo ai lavori agricoli, è custodito nell'ex scuola elementare della frazione Querciola, recentemente restaurata. Di un certo interesse sono le testimonianze delle attività boschive, in particolare quella della raccolta della castagna.

L’esposizione di numerosi oggetti della cultura materiale della zona copre un arco di tempo che va dal XVIII secolo ad oggi è supportata da pannelli didascalici, che consentono un più chiaro inquadramento storico-culturale degli oggetti presenti, Il museo è articolato in cinque sezioni: in quella dedicata al castagno si ha ricostruzione dell'intero ciclo di lavorazione della castagna ; nel settore riferibile all’artigianato sono rappresentate le attività degli artigiani del legno e della pietra, illustrate da numerosi utensili. La sezione della pastorizia si concentra su una serie di oggetti che ricostruiscono tutte le fasi del lavoro del pastore, mentre la sezione della religiosità costituisce uno spazio riservato agli oggetti devozionali più diffusi e particolari, espressione di una religiosità non sopravvissuta nel tempo. Nel settore che ha per tema la tessitura c’è una rassegna degli utensili per la filatura, la cardatura e la tessitura delle fibre un tempo utilizzate: la lana e la canapa. Nell’adiacente edificio detto "le Catinelle" è possibile ammirare la fedele ricostruzione di una tipica casa di montagna con arredi originali databili tra il XIX secolo e il periodo fra le due guerre.

Founded in 1976, the museum houses collections of objects, tools and furnishings from the Upper Reno valley, preserved by a group co-ordinated by Giovanni Carpani in the 1960s. It is home to a total of around 3000 objects, 2000 of which are on display. The section on everyday life takes the form of a reconstructed room in an 18th-century house in Poggiolforato, while the largest section, illustrating farm work, is housed in the recently restored former elementary school in the hamlet of Querciola. It also comprises an interesting collection of items associated with woodland activities, particularly chestnut gathering.

The display of numerous objects belonging to the material culture of the area covers the period from the 18th century to the present day and is accompanied by panels with captions offering historical and cultural information on the exhibits. The museum is divided into five sections: the one dedicated to chestnuts features a reconstruction of the entire processing cycle; the handicrafts sector illustrates the activities of the wood- and stoneworkers with numerous tools. The sheep-farming section concentrates on a series of objects that reconstruct all aspects of the shepherd’s work, while the religious one houses a selection of both common and unusual devotional objects that are the expression of a now-extinct piety. The weaving section contains an array of implements used for spinning, teasing and weaving the fibres used in the past: wool and hemp. Finally, the adjoining building known as “Le Catinelle” allows visitors to admire the faithful reconstruction of a typical mountain home with original furnishings, all dating from the 19th century to the interwar period.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, propri e di terze parti.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookie.