Fondazione Gastone Biggi, interno, particolare di un'opera. Foto di Luca Bacciocchi
Fondazione Gastone Bigggi, esterno. Foto di Luca Bacciocchi
Fondazione Gastone Biggi, interno. Foto di Luca Bacciocchi.
CSI
CSID Artisti
Langhirano

Fondazione e Archivio Gastone Biggi

Orari e Tariffe
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Servizi
Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Strada Tordenaso 21A
Langhirano (PR)
Tel: 0521.1523525
casa con giardino
Arte
Arte astratta
Arte informale
Arte figurativa
Biggi Gastone (1925/ 2014)

L’Archivio è gestito dalla Fondazione Gastone Biggi ed è custodito nella "casa rossa" di Langhirano, sui colli parmensi, scelta come dimora degli ultimi anni dal pittore che visse tra Roma, Milano, Verona e viaggiò moltissimo. La casa è sita in una posizione da cui si può ammirare il panorama collinare, ha una grande stanza ricca di opere appese alle pareti come ai soffitti, che sprigionano tutta la forza cromatica e l'intensità pittorica creata dall’artista. Sono presenti i colori, le tempere, i guanti, gli attrezzi utilizzati nel suo lungo percorso artistico. Oltre che pittore Biggi è stato poeta, scrittore e saggista, pubblicando nel corso degli anni diversi libri che la Fondazione provvede ad incrementare, nell’intento di pubblicare il corpus di tutti gli scritti. La Fondazione Biggi organizza eventi e cura mostre dedicati all’artista come “Luce degli Appennini”, esposizione diffusa tra Langhirano e la Reggia di Colorno in occasione di Parma Capitale della cultura 2020-2021.

Paesaggi culturali

Gastone Biggi era romano ma emiliano romagnolo d’adozione: nel 1976 diventava preside del Liceo Artistico di Ravenna, trasferendosi a vivere nella località di Marina di Ravenna. La sua vita nomade lo portava a trasferirsi altre numerose volte per approdare definitivamente a Langhirano nel 1994. Da questo momento in poi, l'Appennino ad est di Parma, paesaggio di alto valore estetico, viene spesso dipinto nei quadri del Biggi la cui produzione è stata molto ampia, in particolare nel progetto Anno padano che riflette gli umori, le luci le passioni, le stagioni e l’humus della terra emiliana che lo ha accolto., Una cospicua collezione di dipinti e disegni veniva donata dallo stesso artista allo CSAC, il Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma: un patrimonio culturale e un insieme di documenti spesso unici, che permettono di restituire il tessuto e il dibattito nella cultura italiana negli anni dal dopoguerra ad oggi e che sono state esposte da Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino nella mostra a lui dedicata alle Scuderie della Pilotta nel 2004. Altre opere dell'artista sono visibili anche alla Collezione Civica d'Arte Contemporanea di Neviano degli Arduini e alla casa museo Remo Brindisi.

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