Una trappola per il bracconaggio
Il Castello di Bardi
Bardi

Museo della Fauna e del Bracconaggio

Orari e Tariffe
Per orari di visita e costi del biglietto consultare il sito web o contattare telefonicamente.
Barriere architettoniche
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Venturi S., Museo del Bracconaggio e delle Trappole, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 28, n. 2.
Castello di Bardi
Via Castello 1
Bardi (PR)
Tel: 3801088315, 0525 73 30 21
Fax: 0525 716 26
Tematico e/o specializzato
Etnologia/Etnografia
Tematico
Il Museo, attualmente in corso di aggiornamento per cura del Comune di Bardi in collaborazione con l'Università di Parma, documenta attraverso reperti e diorami la storia e gli attrezzi utilizzati nel bracconaggio e nel trappolaggio lungo i secoli e in più continenti. In relazione al fenomeno del bracconaggio, che ebbe inizio in Europa nel IX-X d. C., si espone una serie di trappole o di loro ricostruzioni utilizzate dall'antichità fino ad oggi. Per meglio documentare espedienti e meccanismi utilizzati nella cattura di varie specie animali, si fa ricorso a numerosi diorami a grandezza naturale e ad altri in scala.

Principale obiettivo museale è quello di spiegare l'antico significato che tale attività illegale ha avuto nella vita delle popolazioni montane e al tempo stesso illustrare i principali aspetti di protezione della fauna e dell'ambiente.
Il percorso si articola in vetrine-diorami che ripropongono porzioni di ambiente naturale con gli esemplari imbalsamati delle specie oggetto di bracconaggio (tra cui il lupo, la poiana, lo sparviero) e gli attrezzi per la cattura. Ogni vetrina è affiancata da pannelli a scopo didattico che illustrano la biologia degli animali e le particolarità del loro ambiente naturale. Di sicuro interesse è la sezione dedicata alla legge Cites (che regola il commercio e la detenzione di specie rare o in pericolo di estinzione) dove vengono mostrati in modo organico oggetti ricavati da specie protette

The Museum, which is currently being updated by the Municipality of Bardi in collaboration with Parma University, contains exhibits and dioramas documenting the history of poaching and trapping, and the tools used in those activities over the centuries, on different continents. As regards poaching, which began in Europe in the 9th-10th century AD, a series of traps are shown or reconstructions of those used from antiquity to the present day. To achieve a better documentation of the stratagems and mechanisms used to capture different animal species, numerous dioramas are used, of which some life-size and some scale models.

The main aim of the museum is to explain the old significance that this illegal activity had in the life of the mountain people and, at the same time, to illustrate the principal aspects of protection of the fauna and of the environment.
The exhibits are set out in display cases and dioramas that repropose portions of the natural environment with stuffed examples of the species poached (including the wolf, buzzard, sparrow hawk) and the tools used for capturing them. Next to each display case are informative panels illustrating the biology of the animals and the particular aspects of their natural environment. A particularly interesting section is devoted to the Cites law (which governs the trade and possession of rare species or those at risk of extinction), with an organic display of items obtained from protected species.

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