(foto Costantino Ferlauto - IBC)
(foto Studio Pagina)
(foto Urbano Sintoni)
(foto Gianni Grazia)
Cesenatico

Museo della Marineria

Orari e Tariffe
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Barriere architettoniche
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Medas S., D'Agostino M., Caniato G. (a cura di), Archeologia, storia, etnologia navale: atti del 1. convegno nazionale di archeologia navale: Cesenatico, Museo della Marineria, 4-5 aprile 2008, Bari, Edipuglia, 2010.

Gnola D. (a cura di), Guida al Museo della Marineria Cesenatico 2010, Villa Verucchio, La Pieve Poligrafica, 2010.

Tozzi Fontana M., Museo della Marineria, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 170, n. 12.

Nicoli A., Non solo di museo, <Informazioni IBC>, V, 3-4, 1989, pp. 23-26.

Marzari M., Il museo della marineria di Cesenatico, Roma?, Rivista Marittima, 1986.

Cesenatico. Museo della Marineria, Bologna, Piu grafica, 1984.

Zani M. (a cura di), Atti del Convegno La marineria romagnola, l'uomo e l'ambiente - Cesenatico, 7-8-9 ottobre 1977, Cesenatico, Minigraf, 1983.
Via Armellini, 18
Cesenatico (FC)
Tel: 0547 792 05
Fax: 0547 792 54
Tematico e/o specializzato
Etnologia/Etnografia
Archeologia classica
Il Museo della della Marineria di Cesenatico è costituito da due sezioni: una 'Sezione Galleggiante', nella quale possono essere liberamente visitate a bordo dieci imbarcazioni marinaresche, ancorate nel porto canale in assetto di navigazione e una 'Sezione a Terra' inaugurata nel 2005 che propone al visitatore un ampio e suggestivo percorso dedicato alla storia della marineria tradizionale dell’alto e medio Adriatico. Completa la visita l'Antiquarium comunale, sezione che raccoglie materiali archeologici, frutto di rinvenimenti per lo più non collegati a scavi sistematici, provenienti da insediamenti di epoca romana sparsi nell'entroterra della cittadina balneare. Il museo ospita anche una sala convegni, sale per mostre temporanee e un'aula didattica; ma è anche un ecomuseo che interagisce con la comunità locale proponendo un'ampia varietà di azioni e percorsi dedicati alla salvaguardia e trasmissione del patrimonio marittimo tangibile e intangibile, e alla promozione di una consapevolezza diffusa del mare come paesaggio culturale e risorsa sostenibile.

La 'Sezione Galleggiante' ospita nel Porto Canale leonardesco bragozzi, trabaccoli, lance, paranze, topi, battane, tutte databili tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento. Di grande effetto scenografico è il corredo delle vele colorate che anima il museo durante il periodo estivo. Le imbarcazioni, perfettamente restaurate secondo le caratteristiche e le funzioni d'uso, sono dotate delle strumentazioni originali sia per la pesca che per il trasporto di materiali.
L'altra sezione del Museo, la 'Sezione a Terra', si trova in un'area adiacente allo specchio d'acqua all'interno di un nuovo edificio progettato seguendo le linee degli antichi arsenali, offre un suggestivo percorso tra materiali e testimonianze della marineria tradizionale. Al centro del grande padiglione museale sono ospitate le due imbarcazioni protagoniste della marineria a vela nell'Alto Adriatico, il trabaccolo e il bragozzo. Nella prima parte del percorso, chiamata "struttura e costruzione", sono illustrati i semplici materiali e le tecnologie elementari con cui l'uomo ha navigato per millenni; qui è stata riallestita una bottega ottocentesca di carpenteria navale. Nella seconda parte, dedicata a "propulsione e governo", sono esposte ancore antiche e moderne mentre un'ampia parte e' dedicata ad illustrare l'evoluzione dell'attrezzatura velica e anche il passaggio dalle barche tradizionali agli scafi a motore. Il percorso si completa con la visita alle due terrazze per osservare le imbarcazioni dall'alto e scorgere i dettagli delle vele e delle alberature.
I materiali archeologici dell'Antiquarium sono presentati con un ordinamento didattico che agevola la conoscenza dei principali aspetti dell'organizzazione quotidiana in zone eminentemente agricole, segnate dalla presenza di ville rustiche e di agglomerati insediativi con le loro dotazioni edilizie e con i loro piccoli sepolcreti. Tra gli elementi di maggior valore vanno ricordate le testimonianze collegate all'esplorazione della fornace romana a Ca' Turci, un complesso produttivo del quale sono ancora visibili 'in situ' due dei forni con la relativa camera di combustione e il 'praefornium'. L'esemplificazione della gamma di prodotti di questo impianto proposta dal museo pone in evidenza un'attività artigianale iniziata nel corso del III sec. a.C. e specializzata da un canto nella fabbricazione di stoviglie di uso corrente e, dall'altro, nella modellazione di statue a tutto tondo da utilizzarsi probabilmente come complementi d'arredo per l'edilizia privata. Le realizzazioni di maggior rilievo della fornace sono costituite dalle due statue frammentarie, di un giovane e di un vecchio, che facevano parte di un gruppo unico fittile.

The Maritime Museum in Cesenatico comprises two sections: a ‘Floating Section’, in which ten ships ready for sailing and anchored in Cesenatico’s canal port can be freely visited, and a ‘Land Section’ inaugurated in 2005 with extensive, evocative exhibits on the history of traditional sailing in the upper and middle Adriatic. The museum also houses a conference room, rooms for temporary exhibitions and an educational room; but it is also an ecomuseum that interacts with the local community by proposing a wide variety of actions and paths dedicated to the preservation and transmission of tangible and intangible maritime heritage, and to the promotion of a widespread awareness of the sea as a cultural landscape and sustainable resource.

Cesenatico’s canal port, designed by Leonardo da Vinci, is home to the museum’s ‘Floating Section’, which features local traditional sailing, cargo, and fishing vessels (locally known as bragozzi, trabaccoli, lance, paranze, topi, and battane) all from the late 19th and early 20th centuries. The plethora of coloured sails that characterize the museum during the summer months is particularly striking. The vessels, which have been perfectly restored in accordance with their intended use, feature their original equipment both for fishing and cargo transport.
The other section of the Museum, the ‘Land Section’, is located next to the canal port inside a new building designed to recall ancient arsenals, and features evocative exhibits on traditional sailing. Examples of the two most typical sailboats types used in the upper Adriatic – known locally as trabaccolo and bragozzo – are on display in the middle of the museum’s large pavilion. The first section of the exhibits, called “Structure and construction”, illustrates the simple materials and technologies that were used for sailing for many millennia; a replica of a 19th century naval carpentry workshop is here. The second part, dedicated to “Propulsion and steering”, exhibits ancient and modern anchors and dedicates ample space to illustrating the evolution of sailing equipment and the shift from traditional vessels to motor ships. The exhibition ends with a visit to the buildings two terraces, where the floating section’s ships can be viewed from above, and the details of their sails and masts can be appreciated.

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