Favelli Flavio
1967/ vivente
fotografia
pannello/ stampa fotografica
cm 100 (la) 70 (a)
(2000 - 2000)

La ricerca artistica di Flavio Favelli si contraddistingue per la forte componente autobiografia di cui le sue opere si caricano. Attraverso l’assemblaggio e la scomposizione di vecchi oggetti legati alla propria memoria familiare, Favelli compone opere dal carattere ibrido, sviluppando una poetica dell’oggetto nella quale i ricordi personali dell’artista si intrecciano alle vicende collettive della storia e dell'arte, come in questo caso in cui è rielaborata una personale interpretazione delle Ninfee di Claude Monet. I vecchi oggetti d’arredo e gli oggetti d’uso quotidiano al centro delle sue opere rimandano al contesto familiare borghese in cui l’artista è cresciuto o alla cultura orientale, da lui studiata negli anni dell’università, e diventano luogo di una sovrapposizione di senso, oltrepassando la condizione materiale del loro utilizzo per elevarsi nella dimensione artistica. Isolati dal loro contesto, questi manufatti amplificano il loro carattere evocativo, richiamando il ricordo di una quotidianità passata che, tuttavia, non cessa di convivere con quella attuale. Nei lavori di Favelli, lo spettatore si ritrova immerso nella dimensione familiare e personale dell’autore, ma contemporaneamente può lasciarsi coinvolgere, ritrovando il riflesso della propria storia particolare nell’opera stessa. (APL)