Fonti Preistoriche della Panighina












loc. Panighina
Bertinoro (FC)
Le fonti sono immerse in un parco di due ettari con aiuole, panchine e grandi alberi, in particolare pini domestici centenari, cipressi, tigli, cedri del libano e sequoie.
Caratteristiche delle acque:
salse (inclusi sottogruppi)
solforose (inclusi sottogruppi)
Personalità collegate:
Luigi Maria Ugolini (archeologo)
Giosuè Carducci (poeta)
Arroccata sopra il colle che domina le fonti della Panighina, sorge Bertinoro, da cui lo sguardo spazia sulla pianura fino all’Adriatico. E’ questa una cittadina le cui origini risalgono almeno al secolo XI e che fu contesa fra forlivesi, cesenati e riminesi; ancora oggi conserva il caratteristico aspetto medioevale, con le strette vie, tratti delle mura perimetrali e due delle antiche porte. Simbolo della città di Bertinoro è la Colonna dell’Ospitalità che si erge sul fondo della piazza. Secondo la leggenda per evitare le liti fra le famiglie locali che si contendevano l’onore di ospitare i visitatori, fu innalzata, nel sec. XIII, la Colonna provvista di anelli per legarvi le cavalcature: un anello per ogni famiglia e a seconda di dove veniva legato il cavallo dal viaggiatore, lì cadeva la scelta dell’ospite. Ancora oggi questi luoghi offrono un’accoglienza calorosa fatta anche di cibi rustici ma gustosi e buon vino. Forlimpopoli, vicino centro collocato sulla via Emilia, fu municipio romano col nome di Forum Popilii; venne distrutto dai barbari nel 672 d.C. e solo verso l’anno 1000 ricominciò ad essere abitato. La sua ricostruzione si deve in gran parte agli Ordelaffi, signori di Forlì, così come l’aspetto attuale della Rocca che domina la piazza centrale. Forlimpopoli diede i natali a Pellegrino Artusi, famoso gastronomo; in sua memoria ogni anno hanno luogo le celebrazioni Artusiane, occasione per degustare la cucina locale.
The springs are located in a wonderful Nature Reserve of two hectares [5 acres], with large trees, flowerbeds and benches. Particularly important are the more than a century-old pine trees, cypresses, lime trees, Lebanese cedars and redwoods.
Mineral water characteristics:
saltwater (including all subgroups)
sulphureous (including all subgroups)
Personalities:
Luigi Maria Ugolini (archeologist)
Giosuè Carducci (poet)
Bertinoro is built on the hilltop dominating the Panighina springs and overlooking the plain as far as the Adriatic sea. The town dates back to at least the eleventh century and was disputed by rival factions from Forlì, Cesena and Rimini. Even today it has a medieval imprint, with narrow alleyways, parts of a perimeter wall and two ancient gateways. The symbol of the city of Bertinoro is the Pillar of Hospitality, rising up from the main square. Legend has it that in order to avoid squabbles among local families keen to provide guests with hospitality, the Pillar was built in the thirteenth century with rings to tie up horses: one ring for each family. The visitor tied his horse to a ring and the corresponding family looked after him. The town is still one which provides a warm welcome with tasty local dishes and excellent wines. Forlimpopoli, a town on the via Emilia, was a Roman borough called Forum Popilii, destroyed by the Barbarians in 672 A.D. and repopulated only towards the year 1000. The reconstruction owed a great deal to the Ordelaffi family, noblemen from Forlì, who also renovated the Fortress dominating the main square. Forlimpopoli was the birthplace of Pellegrino Artusi, a famous gourmet, in whose honour a festival is held every year featuring local cuisine.