Museo Dante
Via Dante Alighieri, 2/A
Ravenna (RA)
De Carolis Adolfo
1874/ 1928
xilografia

carta/ xilografia
mm 685 (la) 980 (a)
sec. XX (1921 - 1921)
n. 059
L’artista ritrae Dante a mezzo busto, il capo coronato d’alloro, le mani con le dita incrociate poggiate su un libro aperto e lo sguardo pensoso rivolto verso l’alto. Sul libro aperto è possibile leggere gli ultimi versi del "Paradiso". Sullo scrittorio, al di sotto del volume della Commedia sono collocati i libri del "Convivio" e della “Vita Nova”.
Sullo sfondo le tre arcate simboleggiano le tre Cantiche: quella a sinistra, immersa nel buio, l’ "Inferno", quella centrale, che s’intravede dietro al Poeta, il "Purgatorio", e quella a destra, illuminata da una piccola candela, il "Paradiso".

De Carolis aveva donato una delle copie della silografia al poeta Gabriele D'Annunzio, il quale la battezzò "Dantes Adriacus", titolo che rimase all'opera. L'immagine ebbe successo e venne riprodotta in più copie dalla casa editrice Alfieri e Lacroix.
La copia del Museo Dantesco fu donata da D'annunzio al comune di Ravenna in occasione delle celebrazioni del 1921 e il poeta la corredò di una dedica autografa: "A Ravenna illuminata per sempre da questa 'Santa lampada' Gabriele D'Annunzio 'suso in Italia bella' giugno 1921.
Il ritratto venne donato a Giugno, come reca la dedica dannunziana, e si presume il giorno 19, data in cui, in occasione del Raid Baracca (Ravenna-Venezia-Trieste- Pola-Fiume-Gorizia- Trento-Verona-Bologna- Ravenna), si lesse anche un messaggio di D'Annunzio.