Cimitero Ebraico
vicolo Gozzi
Finale Emilia (MO)
manifattura emiliana
lapide
Simha Formigine

marmo rosa di Verona/ incisione
cm 64 (la) 79 (a) 10 (p)
sec. XVII (1625 - 1626)
Lapide semplice verticale con sommità arrotondata e bordo a bassorilievo che presenta una decorazione geometrica a rombi.

La lapide di Simha (nome maschile che in ebraico significa "gioia") Formigine, figlio del Rav. Moseh, è ritenuta essere la più antica del cimitero di Finale Emilia. Il nome di Simha Formigine fu proposto per la prima volta nel 1990 da Moshe Rosenfeld, che datò la pietra sepolcrale al 1585, basandosi sulla data di morte del defunto che allora vi leggeva nell'epitaffio (lettura confermata in seguito da Ida Zatelli, che visionò la lapide nel 1992). A causa della progressiva corrosione dovuta ai fenomeni atmosferici, oggi parte dei caratteri dell'iscrizione risulta essere illeggibile al punto che Mauro Perani e Alessio Creatura non solo non hanno più potuto rilevare nell'epitaffio il nome del defunto ma hanno anche revisionato la data di morte di quest'ultimo, leggendovi l'anno 1625. Se il defunto fosse veramente Simha Formigine, non solo egli apparterrebbe a una delle più influenti famiglie ebraiche presenti a Finale sino alla fine del XIX secolo (gestori di banchi di prestito dagli inizi del XVII secolo) ma, come ipotizza Maria Pia Balboni, egli si potrebbe identificare in uno dei figli nati dal primo matrimonio di Moseh Formigine, ebreo ferrarese trasferitosi a Finale definitivamente nel 1598, dopo aver sposato in seconde nozze la nipote Anna da Cologna, vedova del banchiere finalese Mattasia Lanternano.