ambito area adriatica
matrice

pietra
cm 79 (la) 37 (a)
sec. XIV (1300 - 1350)
n. 1624
Il frammento di matrice ha impresso in negativo un'Ultima Cena, le lettere dell'alfabeto, un grande angelo ed un rosone polilobato con figure cortesi.

La matrice realizzata in negativo, serviva probabilmente per la lavorazione artigianale dei metalli e del cuoio. Potrebbe rappresentare una di quelle testimonianze materiali che denotano l'alto livello qualitativo, ma anche tecnologico, raggiunto dall'oreficeria locale del XIV secolo. L'Ultima Cena palesa stringenti affinità con la pittura giottesca della scuola riminese, tanto che "sembra riproporre, nella tavola imbandita, nella tipologia delle figure e nella loro disposizione, le Nozze di Cana che compaiono nel cappellone di San Nicola a Tolentino" (Giancarlo Benevolo 2006), o ancora la staticità degli affreschi di Pomposa. Si potrebbe allora relazionare l'iconografia alla pittura riminese del terzo o quarto decennio del Trecento (Renzo Grandi 1982), anche se una dimensione spiccatamente francesizzante traspare evidente dal rosone gotico con le sue figurette cortesi. Una fusione d'influenze che potrebbe si richiamare prepotentemente in causa la franca e trans-nazionale Bologna di Bertrando Del Poggetto, ma che non stenterebbe però a identificare la nostra matrice come un articolato e polifunzionale strumento, frutto di più culture e sensibilità artigianali e artistiche, diversificate sia per stile che per epoca. (P. Cova 2007)