Museo Civico d'Arte
Largo Porta S.Agostino, 337
Modena (MO)
Munari Cristoforo
Reggio Emilia, 1667 - Pisa, 1720
ambito emilano
dipinto

tela/ pittura a olio
cm 36 (la) 46.5 (a)
sec. XVIII (1706 - 1708)
n. Ser. 3
Natura morta caratterizzata da una ricca composizione di frutti, vassoi, bicchieri e brocche in vetro, tazzine e libri disposti su di un panneggio blu intenso.

Su un piano di marmo elegantemente modanato e ricoperto da un drappo azzurro, gli oggetti poggiano con lucido spicco, obbedendo a una dislocazione apparentemente casuale, eppure rigorosamente pensata, alla quale aggiunge slancio in verticale il basamento di colonna. Alla fragranza tattile dei frutti si accompagnano la fredda levigatezza dei metalli e la sottile trasparenza dei cristalli, aggettivati da lucidi riflessi.
Il dipinto, ricomparso presso la Sotheby's di Londra (8 luglio 1992, n. 82), esemplifica bene le doti maturate da Munari dopo il suo giovanile soggiorno emiliano, allorché viene in contatto a Roma con le raffinatezze ottiche degli specialisti di natura morta nordici ivi operanti; e tuttavia, rispetto a un Berentz o a uno Pfeiler, ammirevole rimane il senso di vellutata morbidezza e dunque di fisica presenza che il pittore riesce a conferire all'immagine attraverso il sempre attento gioco di luci e di ombre.
Per tali motivi il dipinto si merita una datazione non inoltrata nel percorso di Munari, che è stata specificata tra il 1706 e il 1708, per le palesi connessioni con i “Trofei con armature,frutta e cristalli” così datati, già presso le gallerie D'Orlane a Casalmaggiore e Lorenzelli a Bergamo. Vi si coglie lo stesso senso di naturalezza con cui Munari si avvicina alle soluzioni della natura morta di tipo aristocratico, praticata appunto dagli artisti citati, senza dimenticare le proprie origini padane. Vero e proprio motivo-firma di Cristoforo Munari è il coltello che sporge dal piano, a sondare, tra luce e ombra la profondità dello spazio.