STRADA
STRADA STORICA
StatoItalia
RegioneEmilia - Romagna
NomeVia Emilia Altinate
Denominazione anticaItem ab Aquileia Bononiam
Denominazione anticaAltera Aemilia
AutoritàTracciata dal console Marco Emilio Lepido
Anno187 o 175 a.C.
Periodoetà della colonizzazione
EpocaRepubblicano
Inizio (luogo)Aquileia
Fine (luogo)Bologna
DescrizioneDel percorso stradale che congiungeva Bologna con Aquileia come di una struttura autonoma ci sono giunte diverse testimoniante, tra le quali l’Itinerario Antonino lo definisce “item ab Aquileria Bononiam” (ll. 281,2-282,2), confermando una notizia di Strabone (V, 1.11): gli studiosi moderni hanno coniato il nome di Emilia Altinate perché da Modena fino a questa città, forse, la via ha un tracciato autonomo rispetto ad altre. Secondo il geografo era anzi una creazione dello stesso Emilio Lepido fautore della via Emilia, che evidentemente aveva pianificato la copertura della pianura padana in possesso dei romani con arterie stradali in grado di garantire rapidi spostamenti alle legioni impegnate contro i Galli, i Liguri, e, più a nord, gli Istri, i Reti, i Pannoni e gli altri vari popoli illirici ancora belligeranti e che minacciavano Aquileia e tutta la pianura. Il passo straboniano in realtà è di dubbia affidabilità perché assegna la realizzazione della Flaminia al collega di Lepido, Gaio Flaminio il giovane, e non distingue la realizzazione della via per Aquileia con l’originaria Emilia, pure citata poco prima. Rimane comunque il fatto che nel I d.C. esisteva già da tempo una via stradale che tagliava al centro la pianura padana collegando l’area Cispadana con le pianure venete evitando la difficile regione del delta, pure attraversata dalla Popilia, e costituendo quindi una valida alternativa, soprattutto per spostamenti di colonne e carovane militari, per i collegamenti nord-sud alla navigazione sottocosta e ai percorsi per l’Italia centrale partenti da Ravenna e Rimini. Il fatto che la prima parte del percorso coincidesse con la via Emilia, da cui si dipartiva poco oltre Modena, sottolinea il ruolo centrale di quest’ultima nella Cispadana; mentre la sovrapposizione con l’Annia nel tratto da Padova o da Altino verso nord, ed infine anche con la Postumia, nell’enfatizzare il ruolo di Altino ed Aquileia come crocevia verso il Danubio, complicano la ricostruzione della cronologia della realizzazione, anche se il collegamento con l’Emilia potrebbe suggellare la preesistenza rispetto ai successivi interventi. Benché i materiali relativi alla via si riducano a tre discussi miliari, segno forse della loro mancanza o della loro scomparsa già in antico, il ruolo strategico della via è segnalato in Zosimo, autore del VI sec., che narra del passaggio dei Visigoti di Alarico per Vicus Varianus nel 408 d.C.: più che una continuità, si deve vedere in questa citazione il rinnovato ruolo della via all’indomani del trasferimento della corte imperiale a Ravenna, città collegata soprattutto tramite canali e vie che attraversavano ampi corsi d’acqua, e che poteva quindi essere avvicinata via terra da nord solo aggirando l’area deltizia. La scarsità di dati materiali e lo stato delle testimonianze antiche, che presenta problemi sulle distanze miliari, ha portato a diverse ipotesi riguardo al percorso della via e dei luoghi attraversati: ma nonostante le ipotesi alternative, soprattutto l’identificazione del toponimo Vicus Varianus con Vigarano Pieve prevale, anche perché situata in un punto che doveva essere favorevole per l’attraversamento del Po. Su questa base studi ulteriori hanno potuto ricostruire un quadro più organico del percorso in età imperiale: identificando nell’Emilia Altinate un sistema stradale-fluviale presente nel III.4 della Tabula Peutingeriana posto tra Bologna e Modena senza nomi collegati, è stato proposto che la via, collegata a percorsi appenninici collocati nella valle del Reno, da Bologna seguisse il fiume verso Vicus Serninus, identificato col sito di Maccaretolo di S. Pietro in Casale, e di lì seguisse il fiume per poi deviare per Vicus Varianus, oltrepassare il Po e quindi proseguire per Padova, mentre il collegamento per Modena sarebbe un’aggiunta successiva alla costituzione della strada da Vicus Serninus e non da Bologna.

Bibl. G. Pellegrini, Item ab Aquileia Bononiam: un itinerario di età romana tra la via Emilia ed il Po, “Atlante Tematico di Topografia Antica” 13 (2004), pp. 43-64; F. Lenzi (a cura di), Regio VIII. Luoghi, uomini, percorsi dell'età romana in Emilia - Romagna, Bologna 2006, pp. 567-572; P.L. Dall'Aglio, I. Di Cocco, La linea e la rete. Formazione storica del sistema stradale in Emilia - Romagna, Milano 2006, pp. 192-201.

COMPILAZIONE
COMPILAZIONE
Data2011
NomeAssorati G.

ultima modifica: 10/08/2011
Viabilità storica

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