stadera per usi agricoli

Museo della Bilancia
Via Garibaldi, 34/a
Campogalliano
Tipo: a doppia portata
Categoria: meccanica
ferro/ lavorazione a mano, ferro/ fusione
cm 125 (a) 107 (l)
sec. XX
n. 769D
Asta in ferro tarata da 12 a 47 kg, con divisione di 200 g, per la portata minore e da 45 a 137 kg, con divisione di 500 g, per la portata maggiore. Il braccio minore di forma piatta ha i coltelli riportati in acciaio. Il braccio maggiore, a sezione quadrata, termina con una testa quadrata in ferro. Il romano, in ghisa a forma di pera con cappio in ferro, ha il corrente in ferro estraibile terminante con gancio piatto ad uncino arrotondato. La stadera è sospesa mediante staffa, gancio ad occhiello e gancio a C terminante con punta in ferro. La merce è sospesa o mediante due catene alla catalana con anelli allungati in ferro terminanti con due ganci ad uncino, oppure mediante gancio ad uncino in ferro lavorato a mano. Sia il gancio per la merce che le catene sono sospesi ad un gancio ad occhiello e staffa in ferro.

L'invenzione della stadera, originaria quasi con certezza della Campania, è da attribuire ai romani intorno al 200 a.C. Ben presto per il suo facile impiego, per la sua immediatezza di lettura e il soddisfacente grado di precisione conquistò i mercati internazionali anche nei secoli successivi all'età romana e rimase, soprattutto in Italia, fino all'avvento delle bilance automatiche, uno degli strumenti per pesare maggiormente diffuso sul territorio.
La donatrice riferisce che questa stadera, insieme alla n. inv. 768D veniva utilizzata nell'azienda agricola del padre, Paolo Ferrari, situata a Castelnuovo Rangone (MO), nei pressi della fornace che costeggia l'antica linea ferroviaria, in via per Spilamberto vicino a Settecani.

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