Cimitero Monumentale Aldo Rossi
strada Cimitero San Cataldo
Modena (MO)
Rossi Aldo progetto
1931/ 1997
Braghieri Gianni progetto
1945



Notizie storiche: concorso
San Cataldo è la prima struttura cimiteriale di Modena ad essere costruita extra moenia. Il progetto si deve a Cesare Costa e la costruzione si protrae dal 1858 al 1876. L’impianto semplice e funzionale del Costa, a recinto rettangolare su più livelli, colonnato all’interno e cieco all’esterno, è senza dubbio una delle fonti d’ispirazione del progetto vincitore del concorso per l’ampliamento indetto dal Comune di Modena nel 1971. Aldo Rossi concepisce infatti una sorta di “città dei morti” composta da diverse forme geometriche elementari. La tipica predilezione rossiana per l’impianto planimetrico “osteologico” si esprime nell’asse centrale di spina, su cui si allineano i principali volumi del complesso: il cubo contenente il sacrario dei caduti in guerra, una struttura a cielo aperto color mattone aperta da semplici bucature quadrate senza serramenti; la torre tronco conica al di sotto della quale si trova la “fossa comune”, chiaro richiamo alla memoria “industriale” delle città e delle aree periferiche laddove anche si inserisce la struttura, tema prediletto da Rossi e gli ossari, disposti in una successione regolare di copi di fabbrica che si restringono e digradano in direzione della ciminiera, iscrivendosi nella figura del triangolo. Questo asse monumentale baricentrico è racchiuso all’interno di un doppio recinto formato dai volumi contenenti su vari livelli i loculi. Tali volumi, dal caratteristico tetto a due falde metalliche verniciate in azzurro, poggiano su una serie di setti in calcestruzzo armato a vista, sorta di reinterpretazione postmoderna del classico colonnato dell’originario fabbricato di Costa, ed elemento tipologico più volte ricorrente nella poetica rossiana. Sebbene la chiarezza compositiva del progetto riconduca ad uno schema rigido, esso non viene realizzato completamente, risultando in gran parte incompleto per quanto riguarda la torre, gran parte degli ossari e una porzione del “recinto”.


Espressione magistrale della poetica di Aldo Rossi, il cimitero è un analogico percorso attraverso le immagini collettive della "casa dei morti", filtrate attraverso la memoria personale dell'architetto. Il cimitero rimane un edificio pubblico con la necessaria chiarezza e razionalità dei percorsi , con un giusto uso del suolo. Esternamente è chiuso da un muro con finestre al fine di fornire ai cittadini ed ai visitatori un'immagine finalmente circoscritta dell'idea spaziale. La malinconia del tema della morte non lo stacca però dagli altri edifici pubblici. Il suo ordine e la sua collocazione comprendono anche l'aspetto burocratico della morte. L'edificio , oggi parzialmente realizzato, è strutturato in modo da intercludere ampi spazi verdi , scanditi ulteriormente dal reticolo dei percorsi pedonali previsti. I diversi corpi degli edifici si rincorrono parallelamente l'uno all'altro , verso l'asse centrale "vertebrale", che vincola oggettivamente, quasi "fisicamente" le linee orientatrici di questa porzione di progetto. Queste linee compositive volumetricamente degradanti in direzione sud-nord, vanno progettualmente a comporre un "costato" inscrivibile in un triangolo che a realizzazione ultimata, rappresenterà uno degli elementi caratterizzanti l'intera opera. Le scansioni ritmiche delle aperture, incorniciate dalla fredda pulizia del contorno murario sono, a tutt'oggi, interrotte, a contrappunto, solamente dall'elemento cubico centrale destinato all'ossario, che , ad opera finita, sarà in equilibrio visivo con la realizzata torre conica della fossa comune, grazie anche ad una decisa differenziazione cromatica delle pareti , utile ad una chiara percezione ed identificazione nell'ambito del paesaggio urbano circostante.