Galleria Alberoni
Via Emilia Parmense, 77
Piacenza
Tra le raccolte d'arte primeggia quella costituita da 18 arazzi fiamminghi in lana e seta divisi in tre serie, la prima raffigurante "Le Storie di Troia", detta anche di Priamo degli inizi del XVI secolo e le altre due (di 8 arazzi ciascuna) del XVII secolo, raffiguranti la storia di Enea e Didone e le gesta di Alessandro Magno, i cui cartoni furono dipinti rispettivamente da Gian Francesco Romanelli e Jacob Jordaens nel 1630-35 e tessuti dall'arazziere di Anversa Michiel Wauters e da un arazziere brussellese ignoto della seconda metà del Seicento. Di tutte le serie di arazzi conservate la più antica e rara è quella di Priamo, composta da due arazzi di superba bellezza oggi restaurati che per alcuni anni sono stati temporaneamente esposti al Museo Civico di Palazzo Farnese. La serie di Priamo, qui documentata da due panni raffiguranti "Il banchetto regale di nozze" e "Il corteo nuziale" è stata tessuta tra il 1520 e il 1530, con ogni probabilità , o da Pieter Pannemaker o dal grande arazziere fiammingo Jean Van Aelst, che eseguì la serie di arazzi dell'Antico Testamento per il Vaticano per Leone X, i cui cartoni furono disegnati da Raffaello.
L'altro nucleo tessile antico di grande rilievo storico-artistico è rappresentato dai paramenti liturgici del cardinale Alberoni che si conservano in gran parte ancora nella sagrestia del Collegio mentre i parati più prestigiosi sono esposti insieme agli arazzi nel museo attiguo al collegio progettato ad hoc dall'architetto Vittorio Gandolfi nel 1964. Dei tanti piviali, pianete tonacelle, stole, manipoli, veli da calci, veli omerali, paliotti, molti dei quali contrassegnati dalle insegne cardinalizie dell'alto prelato piacentino, va menzionato per tutti il prezioso parato in terzo ricamato d'oro e argento eseguito da Pietro Scilti nel 1751, insieme al cappello cardinalizio corredato di guanti, scarpe e libro pontificale.