Museo della Città
Via L. Tonini, 1
Rimini

1909/ 2004
cartoncino/ litografia a colori
cm.  93 (a) 114 (la)
cm.  99 (a) 123 (la)
sec. XX (1989 - 1989)
La stampa fa parte di un gruppo di 51 litografie, di diverse dimensioni donate dall'autore all'Assessorato alla Cultura di Rimini nel 2000. La donazione Gruau, piuttosto consistente, comprende inoltre 1 bozzetto, 26 cartoline, 5 dipinti, 3 disegni, 88 manifesti, 1 pannello pubblicitario, 53 affiches, 3 oggetti in tessuto.
Una litografia della stessa serie è stata esposta alla mostra di Roma del 1992. Peculiare dello stile di Gruau è l'efficace inquadratura, con alcune parti occultate per attirare l'attenzione dello spettatore, l'armonico e lineare giustapporsi delle masse di colore. La donna presenta le caratteristiche della "femme Gruau": i capelli raccolti, gioielli in evidenza, la posa maliziosa, l'inconfondibile charme.
René Gruau, al secolo Renato Zavagli Ricciardelli delle Caminate, nacque a Rimini nel 1909 in una villa sul colle di Covignano. Visse in città soltanto nel periodo della sua giovinezza e durante le stagioni estive. In tale periodo apprese i primi rudimenti pittorici dall'artista riminese Gino Ravaioli, che rimase colpito dai suoi disegni; di innato talento, egli non frequentò mai scuole artistiche, ma fin da piccolo disegnò moltissimo, traendo spunto, in particolare, dalle riviste di moda della madre. Di nascita parigina, la madre Marie Gruau, con la sua passione per la vita mondana e l'eleganza, influì notevolmente sulle scelte artistiche del figlio: separatasi ben presto dal marito, si trasferì con lui a Milano e nella capitale francese. La carriera artistica di Gruau si sviluppò a partire dagli anni '30 nel campo della moda; in particolare egli si dedicò all'ideazione di copertine di importanti riviste del settore e di manifesti pubblicitari per le grandi case parigine, fra cui, a partire dal secondo dopoguerra, la maison Dior. Con questa diede vita ad un lungo sodalizio artistico, che si ripetè per qualche altra importante ditta, fra cui l'industria tessile italiana Bemberg. Dal secondo dopoguerra divenne uno dei più ricercati ideatori di immagini pubblicitarie, grazie alle sue figure raffinate e sorridenti - di sovente create da una linea estremamente evocativa che ne traccia la sola silhouette - ed ai tre colori dal lui prediletti, ovvero bianco, nero e rosso.