Museo dell'Agricoltura e del Mondo Rurale
Corso Umberto I, 22
San Martino in Rio

sec. XIX
Insieme composto da due briglie complete con paraocchi, una capezza, una groppiera con sottocoda, una collana, un sellino completo, due paraocchi eleganti, un sottosella in tela, una cintura sottopancia, una coperta per cavallo con cappuccio, un collarino con campanelle, una medaglia, una campanella, una corda con fibbia e maniglia ad anello, una corda con maniglia finale in legno. Si tratta di un insieme di elementi utilizzati per bardare il cavallo da attaccare ad una vetturina, quasi certamente un calesse.Alcuni elementi presentano identica incisione lineare lungo i bordi delle cinghie, borchie in ottone e altri piccoli elementi (come fibbie ed anelli) da far ipotizzare un corredo unico, o per lo meno una produzione piuttosto omogenea.La donatrice, Raffaella Bertani, indica come proprietario e utilizzatore il nonno paterno Raffaele, imprenditore agricolo dai primi anni del '900 e precedentemente commerciante di bestiame. I suoi viaggi erano soprattutto rivolti verso la Svizzera dove si diceva che avesse acquistato diversi finimenti, in particolare quelli più eleganti e raffinati (anche se Raffaella faceva riferimento alle selle da monta, in pelle di cinghiale, quindi non direttamente riferiti a questi finimenti da attacco).Il nonno Raffaele Bertani era in quel periodo commerciante di bovini, e spesso partiva da Cella di Reggio Emilia dove risiedeva (podere Arte) per andare in Svizzera e aqcuistare diversi capi di bestiame. In questo periodo utilizzava il cavallo e il calesse come mezzo di trasporto quotidiano. Solo successivamente (forse proprio nel 1900) si trasferì a Stiolo, acquistando un terreno e intraprendendo l'attività di imprenditore agricolo.Fonti di documentazione 3/4