Museo d'Arte Cinese ed Etnografico
Viale S. Martino, 8
Parma
Repubblica Democratica del Congo, cultura Chokwe
cm 39 (a) 19 (la) 21 (p)
sec. XX seconda metà
Piccolo sedile a quattro gambe con riproduzione di due figure femminili nella funzione di spalliera. La scultura di sinistra, con l'acconciatura a visiera e scarificazione sulla fronte, sembra avere caratteristiche regali. Entrambe hanno collana di perle cilindriche al collo e mani appoggiate sull'addome. Sul pube di entrambe è incollata una strisciolina di pelle con peli. Tutta la superficie laterale del sedile è ricoperta di chiodi a sezione circolare. L'oggetto risulta essere ricoperto da una patina marrone rossiccio con tracce di terra.

seduta
Secondo le informazioni raccolte presso il museo, dei circa 600.000 Chokwe, 200.000 vivono nella RdC ed il resto in Angola. Durante il XV sec. una principessa Lunda (Lueji) sposò un principe Luba chiamato Tschibinda Ilunga. Fu tale la disapprovazione per questo matrimonio che i suoi due fratelli, arrabbiati perchè la successione era stata passata ad una sorella, decisero di emigrare in massa in Angola, ove fondarono dei territori retti da capi singoli e con diversi nomi. Intorno al 1860, una grande carestia ne consigliò il ritorno ai vecchi territori. Il re ha il titolo di "Mwana Ngana" e distribuisce le terre di caccia e coltivazione. Vi sono due società segrete: la "Mugonge" per i maschi e la "Ukule" per le femmine. L'arte Chokwe è oggi una delle meglio conosciute. I Chokwe hanno anche tratto ispirazione da stili mutuati da popoli confinanti: Kuba, Luba, Kongo e perfino europei. La fama di questi artisti è dovuta prima di tutto alla loro statuaria. I documenti storici attestano di contatti tra i Portoghesi e le popolazioni dell'Alto Kasai a partire dal XVII secolo. Sedie di stile barocco erano sicuramente in uso, soprattutto da parte delle autorità. E' dunque possibile che vi sia stata un'imitazione di questi modelli europei da parte dei Chokwe. La maggior parte degli oggetti provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo sono stati acquistati da Padre Andrea Tam, per molti anni in missione nella zona del Kivu. Insieme alle collezioni provenienti da altri paesi qualificano in maniera eccellente il Museo Etnografico e testimoniano la presenza e il lavoro dei Missionari Saveriani.