Museo dell'Ottocento - Ferrara

Orari e Tariffe
MUSEO TEMPORANEAMENTE CHIUSO A CAUSA DEGLI EVENTI SISMICI DI MAGGIO 2012

Martedì-domenica 9-13 e 15-18. Chiuso 1 e 6 gennaio, Pasqua, 1 novembre, 25 e 26 dicembre. Intero: € 6,00 Ridotto: € 3,00 per maggiori di 65 anni, gratuito per minori di 18 anni.
Accessibile
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi

Toffanello M. (a cura di), Giuseppe Mentessi: opere nelle collezioni del Museo dell'Ottocento di Ferrara, catalogo generale completamente illustrato, Ferrara, 1999.

Museo dell'Ottocento, in I musei di qualità della regione Emilia-Romagna 2010-20112, Bologna, Istituto per i Beni Artistici Culturali e Naturali della Regione Emilia-Romagna, 2010, p. 37.

Guarino M., Museo dell'Ottocento, in Musei in Emilia Romagna, Bologna, Compositori, 2000, p. 132, n. 23.
Palazzo Massari - Palazzina Cavalieri di Malta
Corso Porta Mare, 9
44121 Ferrara (FE)
Tel: 0532 244 949
Fax: 0532 205 035
Arte
Arte moderna (XVI-XIX secolo)
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Le Gallerie d'Arte moderna e contemporanea, che hanno sede all'interno di Palazzo Massari, comprendono il Museo intitolato a Filippo de Pisis, il Museo Giovanni Boldini e il Museo dell'Ottocento. Quest'ultimo comprende la produzione più significativa dei pittori ferraresi del diciannovesimo secolo, ma anche opere di artisti di altra provenienza. Nelle prime tre sale sono riuniti dipinti di epoca preunitaria che evidenziano il rapporto con l'arte del passato rivisitata dai pittori locali attraverso la produzione di copie e l'attività di restauro. Vi figurano tra gli altri Giuseppe Pagliarini, Alessandro Mantovani, Gaetano Domenichini e Massimiliano Lodi. Storie e protagonisti del glorioso passato estense sono rievocati dai pittori romantici ferraresi: lo stesso Lodi, Giovanni Antonio Baruffaldi, Gaetano Turchi, Girolamo Domenichini.


In due sale del museo sono esposti numerosi ritratti. Nella prima figurano vari componenti della famiglia Massari (che acquistò il palazzo nel 1860), per lo più ritratti con stile verista da Giuseppe Mazzolani. Nella seconda, l'Autoritratto con la famiglia ' e 'La famiglia del Plebiscito' scandiscono i due estremi dell'opera di Giuseppe Pagliarini tra ritrattismo naturalista romantico e realismo fotografico. Negli ambienti successivi figurano due dei maggiori protagonisti dell'Ottocento ferrarese, Gaetano Previati e Giuseppe Mentessi. Del primo sono tra l'altro documentati l'incontro fondamentale del 1889 con Vittorio Groubicy e la conseguente esperienza divisionista simbolista ('Assunzione ' o 'Paolo e Francesca'). Dello stesso Previati figura nel salone d'onore del piano nobile la grande tela con 'Gli orrori della guerra'. Alla formazione accademica di Mentessi e ai suoi interessi prospettici e scenografici si riferisce il 'Frammento architettonico' esposto nel museo con le opere che rivelano l'influenza dei pittori scapigliati e con quelle ispirate ai temi sociali (Panem Nostrum Quotidianum). Di Alberto Pisa, Ignazio Turci, Giuseppe Coen, Giseppe Chittò, ma anche di Previati e di Mentessi, il museo illustra la veduta e la pittura di paesaggio con soggetti sia ferraresi che di altre città e luoghi d'Italia ed europei. Notevole, infine, la raccolta di opere grafiche, esposte a rotazione, comprendente fogli di Mentessi e Previati e di altri artisti ottocenteschi e incisioni, disegni e studi accademici. Conclude il percorso espositivo un esempio di collezione borghese cittadina tra Otto e Novecento, appartenuta alla famiglia Zajna ed acquisita dal museo grazie alla Fondazione Pianori.


The Galleries of modern and contemporary art, housed in Palazzo Massari, include the Museum dedicated to Filippo de Pisis, the Giovanni Boldini Museum and the Museum of nineteenth-century works. The Nineteenth-century Museum houses the most significant production of nineteenth-century painters from Ferrara, but also works by artists from other places. In the first three rooms there are paintings of the period before the Unification of Italy, showing the relationship with the art of the past revisited by local painters through the production of copies and restoration activity. Featured among others are Giuseppe Pagliarini, Alessandro Mantovani, Gaetano Domenichini and Massimiliano Lodi. Histories and protagonists of the glorious past of the House of Este are recalled by Ferrara’s Romantic painters: Lodi, Giovanni Antonio Baruffaldi, Gaetano Turchi, Girolamo Domenichini.

Numerous portraits are displayed in two rooms of the Museum. The first shows various members of the Massari family (who bought the building in 1869), mostly portraits in the veristic style by Giuseppe Mazzolani. In the second, the “Self portrait with the family” and “The family of the Plebiscite” mark the two extremes of the work of Giuseppe Pagliarini between romantic naturalistic portraiture and photographic realism. The next rooms feature two of the leading protagonists of the nineteenth century in Ferrara, Gaetano Previati and Giuseppe Mentessi. Previati’s fundamental meeting with Vittorio Groubicy in 1889 is documented and his consequent divisionist and symbolist experience (“Assumption” or “Paolo and Francesca”). The large painting “The horrors of war” by Previati hangs in the hall of honour on the upper floor. The “Architectural fragment” on show in the Museum refers to the academic training of Mentessi and his interests in perspective and scenery; also displayed are works that reveal the influence of the painters of the Scapigliatura and others inspired by social themes (Panem Nostrum Quotidianum). With works by Alberto Pisa, Ignazio Turci, Giuseppe Coen, Giseppe Chittò, but also by Previati and Mentessi, the Museum illustrates view and landscape painting with subjects set in Ferrara and other towns and places in Italy and elsewhere in Europe. Lastly there is a notable collection of graphic works, shown in rotation, by Mentessi and Previati and other nineteenth-century artists, and engravings, drawings and academic studies. The itinerary of the exhibition ends with an example of a bourgeois collection in the town between the nineteenth and the twentieth century, once owned by the Zajna family and acquired by the Museum thanks to the Pianori Foundation.

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