CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione - Parma

Orari e Tariffe

Servizi
Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Collina C. (a cura di), "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo", Bologna, Compositori, 2004, pp. 44-45
Artisti
Abbazia di Valserena
Via Viazza di Paradigna, 1
loc. Paradigna
43121 Parma (PR)
Tel: 0521 03 36 52, 0521 60 77 91
Arte
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Arte figurativa
Arte astratta
Arte concettuale
Fondato da Carlo Arturo Quintavalle, sin dalla fine degli anni Sessanta all'Università degli Studi di Parma e direttore fino al 1989 quando subentrò Gloria Bianchino, lo CSAC viene ufficialmente riconosciuto nel 1986 con già alle spalle una cospicua attività d'archivio d'arti interdisciplinari, raccolta d'arte e centro studi, il cui modello è riconducibile alle collezioni universitarie degli Stati Uniti. Fortemente centrato sugli sviluppi di ricerca dell'Istituto di Storia dell'Arte di Parma, il CSAC si è primariamente caratterizzato per raccolta di materiali artistici riferiti alla Pop Art, all'Informale e al rapporto d'impatto tra media e suoi fruitori; in seguito a ciò si sono aperti altri filoni d'interesse per la produzione artistica riferita a comunicazione, pubblicità, satira politica, moda e fotografia, architettura, disegno progettuale e design, che hanno creato un rapporto osmotico di tipo orizzontale, di matrice culturale-antropologica, tra tutti i materiali raccolti dal CSAC; tutti leggibili trasversalmente come espressioni documentarie dell'epoca e della civiltà contemporanea cui si riferiscono.
Le sue vaste collezioni sono scaturite da un'intensa attività espositiva e da donazioni, e si dividono necessariamente in varie sezioni: nell'Arte sono presenti più di milleduecento dipinti, duecento sculture, quindicimila disegni, cartoni, tempere ed arazzi. Nuclei significativi sono quelli di opere di Mario Sironi, di Lucio Fontana, di Arnaldo Pomodoro, ma anche singoli pezzi testimoniano l'eccellente qualità delle raccolte, che spaziano dal locale all'internazionale: sono conservati lavori di Alberto Burri, Renato Guttuso, Renato Birolli, Carla Accardi, Afro Basaldella, Getulio Alviani, Franco Angeli, Enrico Baj, Vasco Bendini, Max Bill, Renata Boero, Rafael Canogar, Bruno Cassinari, Alik Cavaliere, Mario Ceroli, Pietro Consagra, De Rocchi, Lucio Del Pezzo, Enrico Della Torre, Luciano Fabro, Giuseppe Ferrari, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Lucio Fontana, Attilio Forgioli, Pinot Gallizio, Garau, Garcia Rossi, Marco Gastini, Franco Gentilini, Giunni, Giorgio Griffa, Carlo Guenzi, Pierluigi Lavagnino, Pompilio Mandelli, Carlo Mattioli, Fausto Melotti, François Morellet, Mattia Moreni, Ennio Morlotti, Mario Nigro, Gastone Novelli, Giancarlo Ossola, Padova, Giulio Paolini, Gianfranco Pardi, Armando Pizzinato, Arnaldo Pomodoro, Concetto Pozzati, Mario Raciti, Mario Radice, Mauro Reggiani, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso, Alberto Savinio, Emilio Scanavino, Mario Schifano, Toti Scialoja, Atanasio Soldati, Giuseppe Spagnulo, Emilio Tadini, Joe Tilson, Giuseppe Uncini, Emilio Vedova, Luigi Veronesi, Wolf Vostell, Xiao Ching e molti altri.
La sezione Media, i cui materiali si riferiscono alla grafica, all’illustrazione e alla creazione di manifesti testimoniata da diversi archivi tra cui si ricordano quelli di Sepo, Erberto Carboni e Anselmo Ballester.
comprende oltre quindicimila opere d'artisti italiani e di altri paesi, inoltre l'attenzione al campo dell'illustrazione ha consentito la creazione di una raccolta ove sono compresi undicimila disegni di satira e fumetto e tremila riguardanti periodici e quotidiani.
La sezione Progetto è formata da eccezionali archivi di architettura e design che raggiungono più di un milione di disegni di Giò Ponti, Ignazio Gardella, Giuseppe de Finetti, Pier Luigi Nervi, Figini e Pollini, Giuseppe Samonà e Marcello Nizzoli; contiene inoltre gli archivi della Moda che comprendono settantamila disegni originali, tra cui modelli di Giorgio Armani, Krizia, Versace, Schubert, Lancetti e Gianfranco Ferrè e nuclei di abiti, come quelli di Walter Albini.
La sezione Fotografia è composta da oltre sei milioni di pezzi formati da consistenti acquisizioni, come l'archivio integrale della romana Publifoto, Vasari e Tosi di Parma, mentre nella sezione Spettacolo sono conservate macchine da ripresa, pellicole e materiali inerenti la progettazione filmica e scenografica.
L’attività espositiva e di ricerca del CSAC è intensissima: le mostre nazionali ed internazionali cui l'Archivio ha collaborato o ha personalmente organizzato, dalla fine degli anni Settanta all'attualità, sono più di trecento; tale impegno ha richiesto la creazione di specifiche collane editoriali, prevalentemente a carattere monografico, che sviluppano ricerche ed approfondimenti sugli artisti le cui opere sono conservate al CSAC. In un'attività organizzativa che conta circa duecentocinquanta mostre in collaborazione con i più prestigiosi istituti del globo si ricordano alcune delle principali collettive e monografiche, dal 1978 al presente, realizzate a Parma come Bruno Munari, Alfredo Chiappori, Pericoli - Pirella, Sepo, Anselmo Ballester, Renato Calligaro, Walter Albini, Andrè Masson, Giosetta Fioroni¸ Emilio Tadini, Remo Gaibazzi, Erberto Carboni. Dal Futurismo al Bauhaus, Adriano Braglia, Bruno Zoni e Gastone Biggi; ed ancora sono state presentate le personali di Ugo Sterpini e William Xerra nel 2003, Alberto Sughi nel 2006 e Hsiao Chin a cavallo fra 2008 e 2009. Nel 2010 ha avuto luogo "Nove100", prima esposizione di oltre settecento opere della Collezione CSAC di Parma esposte in tre sedi diverse: Palazzo del Governatore, Galleria San Ludovico e Scuderie della Pilotta.
Le collezioni sono state originariamente ospitate nei Contrafforti del Palazzo della Pilotta. Nel 1982, visto l'accrescersi dei fondi, lo CSAC ha ottenuto la cessione della sede attuale, l'Abbazia di Valserena ("Certosa di Paradigna"), mentre è stato temporaneamente riadattato il Padiglione Nervi, spazio ex industriale nella zona nord della città di Parma, oggi dimesso, che ha ospitato il centro dal 1982 al 2006. Il trasloco di tutti i materiali all'interno dell'antico complesso cistercense, restaurato nel XVIII secolo, dell'abbazia di Valserena è avvenuto nel 2006-2007.
Dal 23 maggio 2015 il centro è stato trasformato in un nuovo spazio multifunzionale che mantiene le funzioni di Archivio e Centro di Ricerca, affiancandogli un Museo aperto al pubblico.
Attualmente la governance è affidata a un consiglio presieduto da Francesca Zanella.



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