Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali - Bologna

Orari e Tariffe
9-18
Servizi
Tipologia Collezioni
Storia dell edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Una politica dei beni culturali./ Emiliani A. - Torino: Einaudi editore, 1974

Collina C. (a cura di), I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna: arti del Novecento e dopo - 2. ed. aggiornata, Bologna, Clueb, 2008.
Artisti
via Galliera, 21
40121 Bologna (BO)
Tel: 051 217400
Fax: 051 232599
Arte figurativa
Arte concettuale
Arte astratta
Multimediale
L'Istituto ha acquisito diverse opere d'arte del Novecento e del presente che artisti della regione hanno voluto donare quale testimonianza riconosciuta all'impegno dell'organizzazione istituzionale nel settore: sono opere di Carlo Leoni, Mario Nanni, Giorgio Amadori, Manuel Carmo, Davide Benati, Luka Monkaleano, Maria Assunta Karini, Massimo Pulini, Andrea Renzini, Alberto Zamboni, Pinuccia Bernardoni, Antonio Violetta, Nanni Menetti, Mario Schifano, Massimiliano Fabbri, Piero Dorazio e Concetto Pozzati.

Dal I gennaio 2004 l'Istituto per i beni culturali della Regione Emilia-Romagna ha una nuova sede, sempre nel centro storico di Bologna: palazzo Bonasoni. Rimangono, per ora, ancora nella storica sede di via Santo Stefano il Servizio beni architettonici e ambientali, la Biblioteca "Giuseppe Guglielmi" e la Fototeca.
L'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna (IBC) è stato istituito nel 1974 come strumento della programmazione regionale e organo di consulenza degli enti locali nel settore dei beni culturali. Dal 1983 fa parte dell'Istituto la Soprintendenza regionale per i beni librari e documentari che gestisce gli interventi per le biblioteche e gli archivi storici, a cui si sono nel tempo affiancati il Servizio Musei e il Servizio Beni Architettonici e Ambientali. l'Istituto "promuove e svolge attività conoscitiva e operativa, di indagine e ricerca, per la valorizzazione ed il restauro del patrimonio storico e artistico, per la tutela, la valorizzazione e la conservazione dei centri storici, per lo svolgimento di ogni funzione relativa ai beni artistici, culturali e naturali, prestando in tali campi la propria consulenza alla regione, e agli enti locali" ed "esercita altresì, nell'ambito della legge, della programmazione regionale e degli atti di indirizzo regionali, le funzioni amministrative di competenza regionale relative alla materia musei e biblioteche di enti locali" (L.R. 29/95); e tali funzioni sono state di recente riorganizzate dalla L.R. 18/2000 "Norme in materia di biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali". L'attività di ricerca e di valorizzazione del patrimonio culturale condotta nel corso di questi anni e la costante azione di consulenza e di servizio prestata al governo regionale e agli enti locali fanno dell'Istituto un'esperienza originale e unica in Italia. Nel corso degli anni l'Istituto ha avuto una costante attività di conservazione, catalogazione, valorizzazione e promozione dell'arte del Novecento del territorio, attraverso azioni di restauro, pubblicazione di ricerche, banche dati, mostre e convegni e non è certo un caso che le azioni di valorizzazione e promozione della letteratura e dell'arte contemporanea del territorio regionale si siano maggiormente intensificate grazie alla sensibilità di Ezio Raimondi, Presidente dall'Istituto dal 1992: a questa data, infatti, risale la mostra "Marino Moretti Filippo De Pisis mare scritto mare dipinto", a cura di Orlando Piraccini e Simonetta Santucci. Nel 1994 l'Istituto pubblicava, in collaborazione con il Comune di Cesenatico, "La casa sa che sono anch'io uno scrittore. Visita alla casa di Marino Moretti", mentre l'anno seguente l'ampio spettro delle arti del Novecento era affrontato nuovamente a tema, questa volta fluviale, attraverso Il Po del '900. Arte, cinema, letteratura, sede espositiva ed editoriale che ha visto diversi autori lavorare sui linguaggi letterari e visivi intersecandoli nell'interpretazione dello stesso tema, dando vita ad un coro di difformi e suggestive voci della cultura padana. Il seguente anno l'IBC realizza una grande mostra su "La Pietroburgo di Anna Achmatova" e "Il laboratorio di Luciano Anceschi. Pagine, carte, memorie", a cura di Maria Giovanna Anceschi, Antonella Campagna, Duccio Colombo: un importante evento che resta in un volume edito in occasione della donazione che Luciano Anceschi ha voluto fare al Comune di Bologna e oggi conservate all'Archiginnasio di Bologna.
Nel 2003 è stata pubblicata, on line, la Banca dati dei luoghi di scultura del Novecento e del presente in Emilia-Romagna (<a href="http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/scultura/"; rel="nofollow" title="Apri collegamento esterno">http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/scultura/<;/a>) a cui si è affiancato il convegno I territori delle scultura contemporanea svoltosi al Salone del Restauro di Ferrara dello stesso anno; nel 2004 è seguita la pubblicazione del volume "I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna. Arti del Novecento e dopo", a cura di Claudia Collina, ripubblicato nel 2005, aggiornato ed ampliato, nella forma elettronica della Banca Dati dei luoghi d'arte contemporanea della Regione Emilia-Romagna; lo stesso anno è terminata la catalogazione della collezione d'arte contemporanea della "Casa Museo Remo Brindisi", sfociata nel volume omonimo a cura di Orlando Piraccini. Nel 2006 alcune opere di proprietà della Regione hanno trovato collocazione museale nella Collezione permanente della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea di Riccione Villafranceschi, la cui catalogazione è stata espletata dall'IBC; ed è stata fatta la mostra "Vie di dialogo: Pinuccia Bernardoni e Antonio Violetta" nella sede espositiva di Castell'Arquato del Mim.Museum in Motion di Castell'Arquato per valorizzare l'impegno nella scultura contemporanea di due artisti docenti nelle due Accademie di Belle Arti del territorio.
Nel 2009 sono stati pubblicati il volume "Il percento per l’arte in Emilia-Romagna. La legge del 29 luglio 1949 n. 717: applicazioni ed evoluzioni del 2% sul territorio", a cura di Claudia Collina e la banca dati digitale sul censimento del patrimonio artistico nei luoghi dell’Emilia-Romagna in cui è stata applicata la legge del 2% (<a href="http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/samira/v2fe/risultatiricerca.do?d-16544-p=1"; rel="nofollow" title="Apri collegamento esterno">http://bbcc.ibc.regione.emilia-romagna.it/samira/v2fe/risultatiricerca.do?d-16544-p=1<;/a>), il tutto corredato da una mostra fotografica e conferenze che hanno illustrato il capillare e pionieristico lavoro di indagine circa le opere d'arte realizzate sul territorio grazie alla legge n. 717 del 29 luglio 1949 che prescrive che il 2% della spesa complessiva per la costruzione di un edificio pubblico sia destinato alla realizzazione di opere d’arte contestuali, da acquistare o realizzare appositamente, mediante una scelta tra artisti effettuata con bando di concorso a tema.

Nell'ultimo biennio l'Istituto ha acquisito diverse opere d'arte del Novecento e del presente che artisti della regione hanno voluto donare quale testimonianza riconosciuta all'impegno dell'organizzazione istituzionale nel settore: sono opere di Carlo Leoni, Mario Nanni, Giorgio Amadori, Manuel Carmo, Davide Benati, Luka Monkaleano, Maria Assunta Karini, Massimo Pulini, Andrea Renzini, Alberto Zamboni, Pinuccia Bernardoni, Antonio Violetta, Nanni Menetti. Diverse di queste opere sono state collocate, in deposito, presso il CRC srl (Centro Regionale per il Catalogo, via della Ghisiliera 18/2 a Bologna), società nata nel 1990 per iniziativa dello stesso Istituto, e dato vita al progetto 10 artisti per i beni culturali dell'Emilia-Romagna (<a href="http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/mostre_virt/10artistibeniculturali/dieciartisti.htm"; rel="nofollow" title="Apri collegamento esterno">http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it/mostre_virt/10artistibeniculturali/dieciartisti.htm<;/a>), a cura di Carmela Baldino e Collina, volto alla riqualificazione emotiva dell'ambiente di lavoro attraverso l'arte. Per rendere fruibile questo importante patrimonio CRC - che da anni si occupa, tra l'altro, della creazione di banche dati e della progettazione di opere multimediali - ha realizzato una visita "virtuale" alla sua sede con la possibilità non solo di visionare le opere in un ambiente tridimensionale, ma anche approfondire con link a schede critiche, biografie e visite agli atelier degli artisti. La visita virtuale è accessibile a tutti collegandosi al sito dell'Istituto Beni Culturali.
Nel 2009, all'interno del processo di riconoscimento dei musei regionali di qualità, l'IBC, con il supporto organizzativo dell'Ufficio Giovani d'Arte del Comune di Modena e la consulenza progettuale del Design Center Bologna, ha bandito un concorso patrocinato da Adi (Associazione Disegno Industriale) per la realizzazione del logo dei musei di qualità. Tale concorso è stato vinto dal progetto di Matteo Guidi e Laura Bortoloni che è riuscito a fondere in un singolo logo etimologia, mito, design, originalità e flessibilità.


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