Città Metropolitana di Bologna
via Zamboni, 13
Bologna (BO)
Gentili Arnaldo
1890/ 1997
dipinto
tela/ applicazione su compensato/ pittura a olio
cm. 95 (la) 76 (a)
sec. XX (1920 - 1970)
Il dipinto rievoca una visione dell'antica Bologna seicentesca. Di piazza Maggiore si osserva di scorcio, sulla sinistra, il Palazzo Comunale o d'Accursio: di fianco al portale d'ingresso, sottolineato da due coppie di colonne, si vede un piccolo porticato ligneo contenente la garitta delle guardie del cardinale legato; il portale è sormontato dall'ampia nicchia con timpano curvilineo ospitante la statua bronzea del pontefice bolognese Gregorio XIII, fusa tra il 1576 e il 1580. Tra il Palazzo Comunale e il Palazzo del Podestà, con fronte porticato, sorge la fontana del Nettuno o del Gigante, realizzata dal Giambolgna tra il 1563 e il '66. Nel fondo si distingue con veduta di taglio l'altissima facciata in laterizi della chiesa vescovile di S. Pietro con l'alto campanile sormontato da cupola bronzea. Svetta sulla destra la Torre dell'Arengo al di sopra del Palazzo del Podestà.

Arnaldo Gentili, nato a Bologna nel 1890 e morto nel 1988, frequenta l'Accademia di Belle arti assieme a G. Morandi e per due anni il corso di pittura tenuto da Domenico Ferri. Il pittore si aggancia a quello che fu l'iniziatore della nuova e felice epoca della pittura bolognese, ossia Luigi Bertelli. Dice di lui Paolo Zauli: "Non accetta il floreale, preferisce il filone naturalistico con tutte le sue complicanze, fedele al contatto umano e spirituale con quella sua natura che dall'alba al tramonto emana un fantastico soave humour di poesia". La sua pittura vibrante contiene un cromatismo soffuso di intense trasparenze."E' il pittore che difende il passato, anzi lo trasmette al futuro con una chiave di lettura del tutto nuova". Nel 1911 vince il premio scolastico "Bevilacqua" e l'anno seguente si iscrive al corso di scultura, dove incontra Severo Pozzati. Nel 1914 partecipa con il gruppo dei pittori bolognesi alla IV Sessione Romana. Nel 1917 parte per il fronte di guerra e torna poi a Bologna, durante il periodo bellico, per prendere il diploma di "disegno architettonico", il cui studio si rivela nella sua produzione di vedute della città natale. Congedato nel 1919, Gentili riprende la propria attività artistica. In questi anni sono da ricordare la mostra del "Cenacolo" di Bologna, a Fano (1925), a cui è presente assieme all'amico Roberto Franzoni, e quella tenutasi al Circolo Ufficiali di Bologna (1931), ove espone un cospicuo numero di opere. Nel 1935 è richiamato in servizio e nello stesso anno sostiene l'esame di maturità artistica ottenendo così il diploma, che, abbinato a quello di "disegno architettonico", dava la possibilità di iscriversi al III anno di corso della Facoltà di Architettura. Gentili si iscrive quindi a Firenze, ma senza terminare il corso di laurea. Alla fine della II Guerra Mondiale, nel 1945, Gentili ottiene la cattedra di "Pittura decorativa" alla Scuola d'Arte di Bologna, mantenendola fino al 1960. Per dodici anni, dal 1950, è anche insegnante di Pittura al corso di Figuriniste dell'Istituto Rubbiani. Da segnalare in questo periodo è la mostra collettiva "Bologna vista dai pittori contemporanei", ove espone assieme agli artisti bolognesi più significativi. La Galleria d'Arte Moderna di Bologna nel 1980 dedica al pittore, ancora in vita, una interessante rassegna antologica curata da Renato Barilli. Il suo profilo biografico-artistico è incluso nel sito "La cultura artistica bolognese nel XX secolo" (www.ospitedibologna.it).