Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18
Imola (BO)
manifattura emiliana
divano

damasco Gros de Tours,
legno/ doratura/ intaglio
cm. 205 (la) 177 (a) 55 (p)
sec. XVIII (1738 - 1738)
Il divano ha sei gambe costituite da mascheroni intagliati poggianti su dado quadrato e con piede a zoccolo caprino, unite da traverse intagliate a crociera sagomata. Il piano del sedile rettangolare è delimitato da due braccioli desinenti a voluta che poggiano su sostegni scolpiti. La cornice sagomata dello schienale è arricchita di un fastoso intaglio naturalistico a volute, motivo floreali e vegetali con mascherone centrale.
Doratura con preparazione a bolo.
Tappezzeria in damasco gros de Tours giallo tono su tono: ordito e trama in seta formano il fondo in raso faccia ordito e il disegno in gros de Tours. Il motivo decorativo di base, a grande rapporto di disegno (cm. 121 x 63), è costituito da grandi maglie di racemi vegetali, entro le quali si impostano mazzi fioriti, e da una grande infiorescenza che si sviluppa dal punto di tangenza delle maglie. Due passamenerie di seta operata color perla, rispettivamente di cm. 2 e cm. 3.5, si distendono sui bordi dello schienale lungo la cornice e sul sedile.

I divani furono commissionati nel 1738 in occasione del matrimonio del conte Giuseppe Tozzoni. La tappezzeria, ancora originale, uguale a quella delle sedie, della cortina dell'alcova, della testiera e della coperta del letto, fu fornita a Giuseppe Tozzoni nel 1738 dal mercante bolognese Carlo Antonio Pedretti.
La concezione della decorazione di interni en suite, tipica dei primi decenni del Settecento, si riflette nella progettazione unitaria della stanza dell'alcova dove la stessa tappezzeria rivestiva probabilmente le pareti e il mobilio, i cui singoli componenti presentano motivi decorativi ricorrenti che sottolineano l'unitarietà dell'insieme. Nel caso del divano il motivo a cespo di foglie d'acanto racchiudenti un mascherone al centro della cornice dello schienale ritorna anche nel fastigio della cornice della testiera del letto. Al motivo a tralci vegetali a foglie d'acanto intagliati a sgorbia, già sensibili alla scioltezza e alla leggerezza rocaille, si accompagnano il motivo della masque-radié tratta dal repertorio dello stile Luigi XIV (1661-1715), ed elementi tipici del più corposo barocchetto emiliano come i due intagli floreali ai lati della cornice. A questo proposito si confrontino la coppia di cornici conservate al museo Davia Bargellini di Bologna.