Museo Romagnolo del Teatro
Corso Garibaldi, 96
Forlì (FC)
Ditta Uebel & Lechleiter
autopiano verticale

legno di abete,
legno di faggio,
avorio,
metallo
larghezza vano tastiera 1440//lunghezza porzione anteriore tasti diat. 50//tre ottave (Stichmass) 495
mm 1603 (la) 1375 (a) 763 (p)
sec. XX (1926 - 1926)
Cassa e sostegno: lo strumento ha sviluppo verticale, con tastiera aggettante sorretta da un sostegno sagomato che termina superiormente con una mensola sagomata e inferiormente si innesta sulla struttura sporgente dal piano sotto la quale sono avvitate le ruote che fungono da piede. Lo strumento è lastronato, e la lastronatura è tinta di nero e danneggiata in alcune parti, specie sui fianchi. Sopra la tastiera la cassa ha una apertura con due ante scorrevoli che permette l'accesso alla parte pneumatica della meccanica per il cambio dei rulli. Il meccanismo pneumatico è azionato da due pedali a scomparsa a cui si accede dal portello inferiore della cassa, situato sotto la tastiera, immediatamente sopra i pedali. I soffietti sono in pelle d'agnello bianca e sono collegati tra loro e al dispositivo di lettura con tubi di gomma. Il dispositivo di lettura è in acciaio.
Tavola armonica e incordatura: la tavola armonica è d'abete. La struttura in ghisa. Il ponticello della tavola, in un unico pezzo, è diviso in due settori tra le note La#1 e Si1. L'incordatura è disposta in senso verticale. Le caviglie di ferro hanno testa quadrata e sono forate in tutto l'ambito. Le corde presenti sullo strumento sono d'acciaio rivestite in rame a spire strette da La-1 a La#2, d'acciaio nudo da Si2 a Do7. L'ambito è monocorde da La-1 a Sol#0, bicorde da La0 a La#2, indi tricorde.
Tastiera: la tastiera, di 88 note, ha per ambito La-1 - Do7. I tasti diatonici sono ricoperti con lastrine d'avorio in due pezzi. I frontalini sono lastrine piane dello stesso materiale. I blocchetti dei tasti cromatici sono d'ebano. I tasti sono guidati nella loro corsa da perni fissati alla traversa anteriore del telaio. Questa traversa delimita anche l'affondo della tastiera.
Meccanica: la meccanica è munita di scappamento, con bretelline e paramartelli. Le teste dei martelli, rivolte verso il retro dello strumento, sono rivestite di feltro. Gli smorzatori, basculanti, sono guarniti di feltro soffice. L'ambito smorzato è compreso fra La-1 e Re#5.
Lo strumento ha due pedali per i dispositivi una-corda (spostamento a destra della martelliera) e risonanza (leva smorzatori).

Pianoforte a verticale con dispositivo pneumatico per la lettura ed esecuzione di musica tramite rulli di carta forati. Questi vengono trascinati da un meccanismo su un lettore cavo dotato di una serie di finestre pari al numero dei tasti. Quando una finestra del foglio perforato coincide con quella del lettore, l'aria passa attraverso di essa per la durata stabilita dalla lunghezza della perforazione e dalla velocità di trascinamento del rullo ed aziona un dispositivo che aziona il tasto corrispondente generando la percussione del martello sulla corda. Il vuoto viene creato da una serie di mantici azionati da due pedali. I pedali si trovano in un comparto sopra la normale pedaliera dello strumento e possono essere estratti e sovrapposti a quelli da pianoforte. Un piccolo portello centrale sotto la tastiera aziona il meccanismo di questa e permette di stabilire la velocità di avanzamento del rullo e il suo riavvolgimento. La meccanica è in eccellente stato, tranne un tubicino di gomma staccato e probabilmente la leva di riavvolgimento da ricollegare. Lo strumento sembra quasi funzionante, probabilmente è necessaria una semplice revisione. Persino l'accordatura è stata in parte mantenuta. Questo tipo di strumento ebbe una certa diffusione con l'avvento dell'epoca radiofonica che diede un impulso vitale, per ovvi motivi, alle tecniche di riproduzione del suono. Gli autopiani ebbero una certa dignità musicale, diversi compositori ed esecutori "registrarono" loro esecuzioni su fogli perforati. Il risultato manca della voluta espressività, ma fu un notevole passo in avanti sulla strada della registrazione e riproduzione, all'epoca più fedele e pulita di un gracchiante grammofono. Così oggi siamo in possesso dei nastri perforati originali di molti compositori: Debussy, Ravel, Mahler, Richard Strauss e di diversi pianisti come Busoni. Gli autopiani erano strumenti costosi e non alla portata di tutte le tasche. Questo esemplare fu donato nel 1988 al museo dalla famiglia Pavone in memoria del dottor Gaetano Pavone, stimato medico della città di Forlì.
Lo strumento ha il numero di serie n. 26232, che corrisponde all'anno di costruzione 1926.
La ditta Ubel & Lechleiter, fondata nel 1871, attiva a Heilbronn e Württ, in Germania, cessa la produzione nel 1983. Nel 1903 si fregia del titolo di "fornitore di Pio XI". Nel 1913 conta 122 lavoranti e produce 1200 strumenti l'anno. Ha prodotto un gran numero di strumenti di buona qualità, dagli autopiani agli strumenti a gran coda. I suoi strumenti vengono ancora rigenerati e commercializzati dopo il restauro da ditte specializzate.