Nuovo Ospedale Giovan Battista Morgagni - Luigi Pierantoni - Forlì

Orari e Tariffe
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Tipologia Collezioni
Pubblicazioni e Cataloghi
Ulisse Tramonti, L’ospedale e la città, in Mariacristina Gori, Ulisse Tramonti, I Beni della Salute. Il patrimonio artistico dell’Azienda Sanitaria di Forlì, catalogo della mostra, Milano, Federico Motta Editore, 2004, pp. 58 e sgg.
Via C. Forlanini, 34
47121 Forlì (FC)

Arte
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Arte contemporanea attuale (1950 ad oggi)
Intitolato dall’INPS nel 1946 a Luigi Pierantoni, medico trucidato dai nazifascisti alle Fosse Ardeatine, il complesso sanatoriale di Vecchiazzano continuò ancora per un decennio la sua attività di convalescenziario. Alla fine degli anni ’50, infatti, il miglioramento delle condizioni di vita e le nuove terapie imposero un più aggiornato utilizzo della struttura. Nel 1970, infatti, con Decr. Pres. N. 1118, venne istituito l’ospedale specializzato provinciale Luigi Pierantoni, accorpato tre anni dopo all’Ospedale Morgagni. “Nel 1975, nel ristrutturato ex padiglione Postsanatoriale dedicato a Salvator Allende sono state trasferite dal Morgagni le divisioni di geriatria e di neurologia; successivamente, nell’ex padiglione dei Bambini, dedicato al …[celebre] naturalista del XVIII secolo, il padovano Antonio Vallisneri, hanno trovato posto le divisioni di oculistica, ostetricia-ginecologia, pediatria e otorinolaringoiatria, il centro oncologico, il servizio di laboratorio analisi chimico cliniche e microbiologiche e quello di anatomia e istologia patologica” (Tramonti).

Regolata dal progetto di Variante redatto dalla Fiatengineering SpA di Torino, approvato dall’Azienda USL di Forlì, la costruzione del nuovo complesso ospedaliero prevede, per la nuova struttura, due Piastre centrali per le diagnostiche e le terapie, una torre di degenza e i tre padiglioni attualmente operanti, di cui solo i primi due (Allende e Vallisneri) utilizzabili integralmente per funzioni sanitarie; il terzo, l’ex padiglione Adulti, dedicato all’anatomista e chirurgo Antonio Maria Valsalva, maestro di G.B.Morgagni, accoglierà invece funzioni direttive.
Pressoché intatto resta il grande parco, messo a dimora negli anni ’30; qui, grazie ad un vivaio, vengono prodotte le piante destinate a sostituire gli esemplari che tradizionalmente ornano il giardino. L’attenzione al verde si estende poi anche a sperimentazioni botaniche, e si segnala la presenza di un rarissimo e robusto ibrido sempreverde, germogliato circa trent’anni fa, dalla forma di leccio e dalle foglie simili a quelle della quercia. Oltre il fiume, il “giovane” grande parco fluviale antistante continua idealmente lo spazio naturale.


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