Biblioteca Classense
via Baccarini, 3
Ravenna (RA)
Porta Giovanni Domenico
1722/ 1780

dipinto
tela/ pittura a olio
altezza con cornice 154//larghezza con cornice 121
cm. 99 (la) 132 (a)
sec. XVIII (1777 - 1780)
Il cardinale Andrea Giovannetti è ritratto seduto a due terzi di figura, con croce al collo. Reca nella mano destra un foglio e nella sinistra una berretta. Sul tavolo a sinistra sono poggiati la mitria con due calamai ed una penna. Alle spalle, su uno scaffale sono collocati molti libri.

Il dipinto che raffigura Il cardinale Andrea Giovannetti risale al periodo compreso fra il 1777, anno dell'elezione dell'effigiato ad arcivescovo di Bologna, ed il 1780, anno di morte del suo autore Giovanni Domenico Porta. L'attribuzione dell'opera a quest'ultimo si evince dall'iscrizione riportata sul foglio che il personaggio reca in mano. Il Porta, valido ritrattista nato a Bonetto di San Maurizio d'Opaglio, in provincia di Novara, nel 1722, proviene dalla bottega di A.M. Visconti, pittore e restauratore epigono del Gaulli, presso la quale studio dal 1736 al 1744. Documentato a Roma dal 1742, redasse perlopiù ritratti per l'apparato pontificio, al servizio dei papi Clemente XIII, Clemente XIV e Pio VI con uno stile convenzionale, visto il genere, incline ai modi marattiani: sagace per l'uso vivace dei colori e per la naturalezza dei personaggi.
Se risulta essere convenzionale l'atteggiamento del corpo del cardinale, altrettanto non può dirsi per il volto rappresentato in maniera molto accurata al punto da preludere, in qualche modo ai dettami neoclassici. Altro ritratto di Giovannetti, ad opera di Antonio Tamburini (nctn: 00000111), è collocato nell'atrio dell'Aula Magna della Classense, sopra la grande arcata, inserito entro una incorniciatura di stucchi. Un ritratto a mezza figura del cardinale è inoltre nella Pinacoteca di Faenza (cfr. Casadei 1991, p. 186 n. 491) dove sono collocati anche due interessanti dipinti firmati da Giovanni Domenico Porta realizzati a Roma: il primo, datato 1776, è il Ritratto del cardinale Gian Carlo Bandi, l'altro, dipinto nel 1775, è il Ritratto di Papa Pio VI Braschi. Quest'ultima opera per la raffinatezza e l'accuratezza esecutiva unita alla analogia compositiva, è palesemente riconducibile alla mano del Porta. Un ulteriore dipinto di Giovannetti è collocato a Bologna presso la sede dell'Accademia Fialrmonica.
Andrea Giovannetti, nato a Bologna il 1722-28 e morto nel 1800, fu cardinale di notevole cultura al punto da venire rappresentato in questo dipinto nella sua biblioteca: teologo arcivescovile di Ravenna, poi decano perpetuo nella Provincia di Romagna per l'Ordine Camaldolese, indi lettore di teologia presso l'abbazia di San Gregorio al Celio in Roma. Per comprenderne appieno la figura si trascrive integralmente una biografia manoscritta conservata presso il Gabinetto Disegni e Stampe della Biblioteca dell'Archiginnasio di Bologna (G/I, c. 225): " D, Andrea Gioannetti. Bolognese figlio di Baldassarre, Monaco Camaldolese. Vestì l'abito Religioso nel dì de' SS. App. Pietro, e Paolo nel 1739 in cui mutò il nome di Melchiore [sic], in Andrea, e professò nel seg = te Anno, nel quale il gran Benedetto XIV dalla Chiesa di Bol =a fù assunto al Pontificato. Dal governo dell'insigne Monastero di Classe in Ravenna ove lesse Filosofia, e Teologia, ed ad un tempo stesso fù Teologo di Monsig = Guiccioli pur Camaldolese, ed Arcives = VO di quella città, passò a Roma Abbate di S. Gregorio in Monte Celio. Pio VI che da Prelato, e Card = le ammirò ed amò le sue virtù lo elesse Vescovo d'Imeria in partibus, ed il giorno 29 Gennaio 1776 lo destinò Amministratore della Chiesa di Bol = a. Dopo un anno, ed alcun Mesi di fedele, e lodevole Amminis = ne fù chiamato a Roma dal d = ° Pont = ce, e nel Concistoro delli 15 Dicembre 1777 fù pubb = t° Card = le del Titolo di S. Pudenziana, e nell'istesso tempo preconizzato Arciv VO di Bologna, di cui prese il possesso li 5 Febbraio 1778. Dal S. Padre sud = ° venne deputato a consacrare in Vescovo di Targa in partibus Monsig = r Giuseppe Castelli Bolognese, ed il giorno 29 Aprile 1781 con l'assistenza dei due Vescovi di Cesena, e di Faenza, fece nella Metropolitana la solenne Funzione con sommo decoro. Li 14 Marzo 1781 ottenne dal Pontefice Pio VI li Beni di Casio, e Chiese Parroc= I' unite già conferiti dal Vescovo Ubaldini nel secolo XIII ai Canonici Regolari, ora sopressi di S. Fridiano di Lucca, col peso però di dotare le dette Chiese Parroc = h, e mantenere due Alunni nel Seminario Arciv = le di Bologna. Con zelo instancabile visitò tutta quanta la vasta sua Diocesi. In Settembre 1788 cellebrò un Sinodo Diocesano, che fù di somma soddisf= ne, e vantaggio del suo amato Clero, e Popolo. Costruì con molta simetria, e bellezza la Capella interna del suo Arciv = le Palazzo. Eresse nella Chiesa Metrop. "a un magnifico, e nobile Altare di Marmo, che lo dedicò a S. Appolinare. Fù presente al Conclave di Pio VII tenutosi in S. Giorgio Mag = `e di Venezia, nel quale molto si addoprò affinché la creazione cadesse in favore del Pont = Ce sud = °, per aver conosciute, ed amirate le sue virtù. Terminato il quale Conclave, restituitosi alla sua Patria, e Chiesa s'infermò gravamente, per cui il giorno 8 Aprile 1800 passò agli eterni riposi ed essendo in quell'anno il Mercoledì della Settimana Santa, venne differito sino al Giovedì dopo Pasqua il suo Funerale che fù di una straordinaria Pompa, assistito dal Card = 'e Alles = 10 Mattei, ed a quattro de' suoi Vescovi suffraganei. Il suo Cadavere fù sepolto nella Metropolitana davanti il suddetto Altare da esso fatto costruire". A fronte della biografia è un'incisione con il ritratto a solo busto del cardinal Giovannetti contornato in ovale, recante l'indicazione: "Ant. Capellan Sculpsit" ed è sicuramente tratta dal nostro dipinto.