Biblioteca Classense
via Baccarini, 3
Ravenna (RA)
ambito ravennate
dipinto
tela/ pittura a olio
cm. 51 (la) 60 (a)
sec. XVIII (1714 - 1714)
Il cardinale Ulisse Gozzadini raffigurato a mezzo busto con viso e corpo appena girati sulla destra. Sul collo reca la croce pettorale.

L'effigiato è il cardinale Giuseppe Ulisse Gozzadini, vescovo di Imola e Legato di Romagna dal 1714 al 1717 (cfr. Serie Cronologica 1822, p. 13, n. 74). Una sua esaustiva ricostruzione biografica è fornita da un manoscritto anonimo risalente ai primi dell'Ottocento conservato presso la Biblioteca comunale dell'Archiginnasio di Bologna. Il testo è affiancato da una incisione che ne riproduce l'immagine realizzata da Gerolamo Rossi, tratta da un ritratto ad olio di Pietro Nelli (Massa Carrara 1672 - Roma 1740), come si evince dalle iscrizioni presenti sulla stessa incisione. I tratti somatici del cardinale Gozzadini, così come le pieghe della veste, presenti nell'incisione, sono identici a quelli del dipinto in esame, è quindi evidente la derivazione da questo dipinto o da una replica di bottega. In virtù di una semplificazione formale della rappresentazione l'anonimo artista conferisce una buona introspezione psicologica al personaggio, anche se la qualità del dipinto non è eccelsa. Le condizioni generali della tela suggeriscono un urgente restauro che probabilmente consentirà una analisi critica più consistente. Sul retro della tela vi è la seguente scritta ad inchiostro: "Ulisse Gozzadini 1714" e sul telaio è riportata la scritta a matita: "18 Feb 1925 dal Comune". Pietro Nelli a partire dal 1712 e per oltre venti anni realizzò tutta una serie di ritratti cardinalizi ad olio tutti incisi da abili operatori quali Vincenzo Franceschini, Giacomo Frey, Gaspare Massi, Rocco Pozzi e, in primis, Gerolamo Rossi (cfr. Busiri Vici 1990, pp. 447-461). Fra i tanti ritratti di Gozzadini si segnala per l'originalità il mosaico realizzato in Santa Maria dei Servi a Bologna. Di seguito si riporta integralmente il testo della succitata biografia manoscritta del cardinale, assolutamente preziosa perché risalendo come detto ai primi anni del secolo XVIII si rivela fonte relativamente precoce nella datazione (Ritratti e biografie, G/I, c. 185): "Ulisse Giuseppe Gozzadini figlio di Marc'Antonio Senatore di Bologna, e di Ginevra Leoni Nobile Bolognese, nacque in Bologna li 10 ottobre 1650, e battezzato nel suo Palazzo in Castel de' Britti. Fù Felicissimo d'ingegno, divenne assai dotto nelle arti liberali, e prima di ricevere la Laurea Dottorale (con rarissimo esempio) fu ascritto nel Collegio de Dottori dell'una e l'altra Legge. Fù Canonico della Metropolitana di Bologna, e fù Lettore pubblico in quell'Università per lo spazio di Venti anni. Viaggiò in Francia, ed in Fiandra, e ritornato alla Patria d'Anni 40, si porto a Roma per suoi affari domestici, e giunto da Innocenzo XII ( di cui era stato confidente, mentre era legato in Bologna) lo fece ascrivere nel numero de' suoi Camerieri segreti. Poscia il detto Pontefice gli conferì un Canonicato nella Basilica Vaticana indi fatto Segretario de' Memoriali, e pocodoppo dei Brevi ai Principi, dovette portarsi a Firenze per farsi curare da Dolori de' Calcoli, e risanato ritornò. A Roma fù da Clemente XI confermato nella carica di Segretario dei Brevi. Il Pontefice sudd.to lo fece Arcivescovo di Todosia, e Vescovo al Soglio Pontificio, ed ebbe molte cariche laboriose, ed onorevoli per la S. Sede, e finalmente dal med.mo Sommo Pontefice li 15 Aprile 1709 fù dichiarato Cardinal Prete del titolo di S. Croce in Gerusalemme. Fù eletto Vescovo d'Imola, ove potè portarvisi soltanto dopo due Anni; ma appena giunto sedò felicemente le discordie vertenti frà il CApitolo, ed il Magistrato di quella Città. Fù Legato nell'Esercato di Ravenna in tempi calamitosi con somma lode. Fu parimenti Legato a Latere del Pontefice in Parma ad Elisabette Farnese destinata Sposa del Rè di Spagna.
Fù ai confini dell'Emilia a nome del Pontefice a ricevere Jacopo III Rè della Gran Bretagna, che dalla Francia passava a Roma. Celebrò un Sinodo nella sua Diocesi d'Imola. Nell'anno del Giubileo 1725 albergò in Imola i Pellegrini non schifandosi di servirli colle proprie Mani.
Finalmente esercitandosi sempre in opere pie, ed eroiche per il buon governo della sua Chiesa, e per l'esaltazione della S. Sede, agravato dalla Vecchiaja, passò agl'Eterni riposi il dì 19. Marzo 1728 in età d'Anni 78. avendo governata la sua Chiesa Anni 18. Fù sepolto nella sua Cattedrale in un grandioso marmoreo Monumento".