Galleria d'Arte Moderna "Ricci Oddi"
Via San Siro 13
Piacenza (PC)
Belloni Giorgio
1861/ 1944
dipinto

tela/ pittura a olio
cm. 140 (la) 90 (a)
sec. XIX (1890 - 1899)
Mareggiata resa con una pennellata corposa, attenta alla luce.

Acquistato a Milano, nello studio dell'artista, il 18-3-1911 (L. 1.100) tramite Pennaroli. Si vedano lettere del 18 e 23-3-1911.
Giorgio Belloni nasce a Codogno il 13 dicembre 1861 da Giuseppe, ingegnere, ed Emilia Folli che, in seguito alla morte del marito, sposò in seconde nozze Alessandro Bertamini. Artista e disegnatore, questi assecondò l'inclinazione per la pittura del giovane favorendone gli studi all'Accademia di Brera con il maestro Giuseppe Bertini. Dopo aver esordito ventenne con un Coro di San Vittore esposto a Milano nel 1883, si trasferisce a San Pietro di Legnago dove lavora in compagnia di Giuseppe Mentessi e del cugino Piero Belloni Betti. Nel 1890 si stabilisce a Milano e sposa Marianna Panighetti. Torna però spesso nella sua Codogno presso la madre e la sorella Antonietta e qui dipinge lavori ispirati alla sua famiglia, alla sua casa e all'ambiente codognese. D'estate soggiorna anche in montagna, nel Canton Ticino o sulle Alpi, ma frequenta anche il mare di Genova. Sviluppa una particolare predilezione per il paesaggio di stampo tardo romantico, rifacendosi al Carcano e a Mosè Bianchi, ma non disdegna di tentare strade nuove avvicinandosi ora a una pittura a macchia ora al divisionismo. Resta comunque fedele solo a se stesso nella elaborazione di temi del tutto personali quali le marine. Coltivò anche il ritratto, nel quale diede prove eccellenti cercando un punto d'incontro tra Cremona e Tallone. Ne sono testimonianza i vari ritratti della moglie e della sorella Antonietta in collezioni private o l'Autoritratto nello studio della Raccolta Lamberti. Si interessa anche alla natura morta: lo stipo del suo studio, i vasi di ceramica, la pendola, i bronzetti, ma anche fiori e frutta, furono gli oggetti più felicemente ritratti. La sua visione rimase comunque ancorata a un romanticismo di fondo che traspare non solo nei quadri di situazione ma anche nei grandi paesaggi come "Visione di pace" (Milano, Galleria d'Arte Moderna), "Fine serena" (Roma, Galleria d'Art Moderna), "I vecchi platani" (Venezia, Galleri d'arte Moderna) o "Crepuscolo al parco" (Firenze Galleria d'arte Moderna). Nel 1914 ebbe a disposizione un'intera sala alla Biennale di Venezia e una grande personale venne ordinata a Milano, alla Galleria Pesaro, nel 1919. Ma la sua pittura, pur sostenuta da abilità tecnica e doti inventive, continuava su schemi ormai desueti e non seppe cogliere il rinnovamento artistico che agli inizi del secolo attraversava tutta Europa. Durante i bombardamenti su Milano dell'agosto1943 il suo studio in via Circo, con molte sue opere, venne distrutto. Sfollato sul lago di Como, Giorgio Belloni moriva ad Azzano di Mezzegra il 12 aprile 1944.