Terme di Castrocaro - Grand Hotel Terme - Castrocaro Terme e Terra del Sole

Orari e Tariffe
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Pubblicazioni e Cataloghi
Tamburini P., Tani R. (a cura di), Insediamento storico e beni culturali, Valle del Montone: comuni di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Dovadola, Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto, Cesena, Società Editrice Il Ponte Vecchio, 1998 (Istituto per i Beni Artistici, Culturali e Naturali della Regione Emilia Romagna, Amministrazione Provinciale di Forlì Cesena).

Donatini E., Terra del Sole - La città ideale, fortezza della Romagna fiorentina, Forlì, Edizioni Grafiche Leonardo, 1998

Chini Velan L., Chini T., L’uomo e l’artista: 1898-1947. Ricordi, documenti, riproduzioni, corrispondenze, Firenze, Pagliai Polistampa, 2002

Gori M., Tramonti U., Castrocaro città delle Acque, Castrocaro Terme, Vespignani Editore, 2002

Gori M., Le Terme di Tito Chini, in Mariacristina Gori, Ulisse Tramonti, Castrocaro città delle Acque, Castrocaro Terme, Vespignani Editore, 2002, pp. 161-191
Viale Guglielmo Marconi 14/16
47011 Castrocaro Terme e Terra del Sole (FC)

Arte
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Il complesso termale di Castrocaro, utilizzato dal 1830 grazie alle proprietà delle acque salmastre scoperte in età moderna dal prof. Antonio Targioni Tozzetti, fu inaugurato ufficialmente nel 1851 per iniziativa del conte Antonio Marescotti, che mise a disposizione della struttura il palazzo già appartenuto ai conti Guarini. Nel 1869, l’acquisto delle sorgenti da parte del dott. Aristide Conti diede un nuovo impulso alla nascente industria termale, aumentata di un nuovo stabilimento. Nel 1887 fu avviata la costruzione delle Terme Conti, e nel 1899 ebbe inizio la sistemazione del parco, poi decorato con le sculture prodotte dal primo quarto del XIX secolo dalla bottega dello scultore Casalini. Al 1924 risale invece il complesso architettonico e decorativo della “Fonte Littoria”, dovuto alla fabbrica di maioliche Focaccia e Melandri.

L’origine del toponimo, Solona, nell’idioma degli umbri che per primi popolarono la regione e Salsubium in età romana, rivela la conoscenza della presenza di sale e di acque termali già nell’età antica. Menzionate nel 1348 da Flavio Biondo nella sua “Italia illustrata”, le acque di Castrocaro caddero nell’oblio per molti secoli: fino al 1829, quando un agricoltore venne arrestato per avere violato la legge sul monopolio del sale riempiendo un barile con acqua attinta alla sorgente detta “della Bolca”, nell’intento di estrarne il sale. Sequestrato in base ad un articolo del 1819, il barile fu affidato dalla magistratura fiorentina alla competenza di Antonio Targioni Tozzetti, il quale, medico e marito della ben nota musa di Giacomo Leopardi, rilevò le benefiche virtù della sorgente. Fu l’inizio di una moderna attività termale, avviata dal 1838 e da allora incrementata con una serie di iniziative a carattere privato. Nel 1841 la marchesa Martelli, una nobile fiorentina, guarì in seguito all’utilizzo dell’acqua di Castrocaro. L’episodio rese celebre la fonte e così l’avvocato Frassineti diede impulso ad una prima attività termale con uno stabilimento di cinque stanze, dotate di vasche di legno. Dieci anni dopo, l’istituzione fondata dal Frassineti si associò con quella allestita dalla famiglia Marescotti nel Palazzo Guarini di Castrocaro. L’acqua, estratta nella vicina Valle dei Cozzi, veniva travasata in appositi barili trasportati con vagoni. Alla morte del Marescotti, l’istituzione passò alla moglie e alla figlia di questi, con la denominazione di “Stabilimento balneario Sorelle Liverini”. Nel 1870 Aristide Conti, imprenditore di Castrocaro, scoperse una nuova sorgente di acqua termale nei pressi della sua abitazione. Cominciò allora una nuova impresa, che ampliò gli stabilimenti preesistenti con le acque delle sorgenti di Bolga e di Cozzi, situate nella zona settentrionale.
Nel 1929 la proprietà dei bagni, integrati nel 1924 con il complesso architettonico della “Fonte Littoria”, decorato con le maioliche della fabbrica Focaccia e Melandri, venne ceduta dagli eredi Conti all’INA. Nel 1936 le terme passarono allo Stato, con la denominazione di Regie Terme di Castrocaro, su ordine di Mussolini, il quale utilizzò personalmente lo stabilimento, alloggiando i propri ospiti al Grand Hotel (1939). L’edificio, progettato da Tito Chini (Borgo S.Lorenzo, 1898-Desio, 1947), rappresentò uno degli esempi più significativi del déco italiano prodotto dalla manifattura ceramica di Borgo S.Lorenzo. L’intervento del celebre designer e decoratore fiorentino, impose variazioni al progetto originale, dovuto, per gli stabilimenti termali, all’ingegner Diego Corsani: tra questi l’innalzamento di un piano di una parte dell’edificio, la terrazza verso il parco, e la torre dell’acqua. Di grande pregio le ornamentazioni del Padiglione delle Feste (1936-1941), progettato dal Corsani ma reinventato dalla creatività del Chini, coadiuvato, per le parti dipinte, dai disegnatori Donatello e Loris Faggi, e da Cosimo Donatini. Sapiente anche l’uso dei materiali: cotto (mattoni a vista), marmo nero, travertino e ceramica iridescente (Tramonti).
Nel 1961 il complesso termale, integrato, nel parco, da una piscina, fu convertito in SRL; negli anni settanta vennero aggiunte nuove costruzioni, destinate ad ospitare i reparti riservati alle cure inalatorie e alle terapie della sordità rinogena; tra il 1972 e il ’74 fu costruito lo stabilimento “A”, tuttora in uso. Questa imponente costruzione è suddivisa in tre sezioni virtualmente distinte che sorgono nella parte centrale del parco, a un centinaio di metri da via Marconi e dall’ingresso principale di via Roma, cui si collegano tramite una volta a “baldacchino” fiancheggiata da costruzioni pentagonali utilizzate come negozi.
Negli anni novanta venne creato lo stabilimento “C”, dotato di sezioni multiple riservate ai fanghi. Situato in prossimità del precedente, questo settore comunica nella parte sud est con lo stabilimento “B”. Purtroppo, a quei tempi gli studi sull’impatto ambientale non erano avanzati al punto da consentire una valutazione migliore dell’accostamento di un edificio nuovo alle strutture precedenti. Tutto ciò non è stato privo di conseguenze per l’assetto del complesso termale, dove le nuove unità edilizie, destinate al mercato termale degli anni settanta, hanno introdotto modifiche alle strutture esistenti, interrompendo la continuità del parco.
Dal 1995 il complesso è amministrato dalla “Salsubium SPA”, che attualmente sta rilanciando e migliorando l’attività termale attraverso una serie di adeguamenti e ristrutturazioni.

The Castrocaro thermal baths, in use since 1830 thanks to Professor Antonio Targioni Tozzetti’s discovery of the properties of its brackish waters, were officially inaugurated in 1851 after an initiative spearheaded by Count Antonio Marescotti, who allowed the baths to use a building that once belonged to Count Guarini. In 1869, the purchase of the thermal springs on the part of Dr. Aristide Conti gave a renewed impulse to the nascent thermal bath industry, with a new bathing establishment. In 1887 the construction of the Conti thermal baths began, while the landscaping of the surrounding park began in 1899; the park was eventually decorated with sculptures made in the first quarter of the 19th century in the workshop of the sculptor Casalini. The “Fonte Littoria” architectural and decorative complex dates back to 1924; it was built thanks to the Focaccia e Melandri majolica factory.

The origins of the place name, Solona in the language of the Umbri tribe that first settled the region and Salsumbium in the Roman era, shows that the presence of thermal and brackish waters was already known in ancient times. Mentioned as far back as 1348 by Flavio Biondo in his “Italia illustrata”, the waters of Castrocaro sank into oblivion for many centuries, until 1829 to be exact, when a local farmer was arrested for violating the law on the monopoly of salt after filling a barrel with water from the “Bolca” spring in an attempt to extract salt from it. The barrel was seized pursuant to a law approved in 1819, and entrusted to the Florentine magistrature under the authority of Antonio Targioni Tozzetti, a physician and the husband of Giacomo Leopardi’s famous muse, who recognized its healthful properties. This was the beginning of the modern thermal baths, which were opened in 1838 and subsequently saw the addition of several private initiatives. In 1841, the Marquise Martelli, a Florentine noblewoman, was cured of her ailments after using water from Castrocaro. This episode made the springs famous, spurring an attorney named Frassineti to open a bathing establishment with five rooms and wooden tubs. Ten years later, the establishment founded by Frassinetti merged with one founded by the Marescotti family in Castrocaro’s Palazzo Guarini. The water, from nearby Valle dei Cozzi, was transferred to barrels and transported on wagons. Upon Marescotti’s death, his wife and daughter became the proprietors of the establishment, which took on the name of “Stabilimento balneario Sorelle Liverini”. In 1870 Aristide Conti, an entrepreneur from Castrocaro, discovered a new thermal spring near his home. He thus launched a new establishment and enlarged existing facilities using water from the Bolga and Cozzi springs to the north.
In 1929 Conti’s heirs sold the thermal baths – which in 1924 had been embellished with the “Fonte Littoria” architectural complex, decorated with majolica from the Focaccia e Melandri factory – to the INA insurance institute. In 1936, ownership was transferred to the state, under the name Regie Terme di Castrocaro. This was done on the orders of Mussolini, who patronized the establishment himself and put up his guests at the Grand Hotel (1939). The building, designed by Tito Chini (Borgo S.Lorenzo, 1898-Desio, 1947), was one of the most significant examples of Italian Déco produced by the Borgo S.Lorenzo ceramic factory. The famous Florentine designer and decorator modified the original project by the engineer Diego Corsani, who had designed the baths themselves. Modifications included raising the building by one floor, and adding a water tower and a balcony overlooking the park. Of great interest are the decorations of the Padiglione delle Feste (1936-1941), designed by Corsani and completely overhauled thanks to Chini’s creativity; the latter was helped by the designers Donatello and Loris Faggi and by Cosimo Donatini with regards to the paintings. The expert use of the materials - cotto bricks, black marble, travertine, and iridescent ceramic (Tramonti) – is also evident.
In 1961 the thermal baths, whose park now featured a swimming pool, were converted to a private limited company. New buildings were added in the 1970s to house facilities for inhalation therapy and the treatment of rhinogenous hearing loss. The “A” establishment was built between 1972 and 1974 and is still in use. This imposing building is divided into three distinct sections located in the middle of the park, about one hundred meters from Via Marconi and the main entrance on Via Roma, to which it is connected through an archway flanked by pentagon-shaped buildings housing various shops.
The “C” establishment was built in the 1990s and features several sections used for thermal mud treatments. Located near the “A” establishment, its south-eastern sector adjoins the “B” establishment. Unfortunately, the environmental impact study performed at the time was not advanced enough to allow for a better assessment of the desirability of adding a new building to the existing facilities. This had a significant impact on the aspect of the thermal baths, where the new buildings, designed for the thermal market of the 1970s, led to modifications of existing structures and to the fragmentation of the park.
Since 1995 the thermal baths have been run by “Salsubium SPA”, which is currently promoting and improving its thermal bath services through a series of renovations and refurbishments.

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