Terme Berzieri - Salsomaggiore Terme

Orari e Tariffe
Per orari di visita e costi del biglietto consultare il sito web o contattare telefonicamente.
Storia dell'edificio
Pubblicazioni e Cataloghi
Bonatti M., con prefazione di Gatti Perer M.L., Nascita e sviluppo di una città termale Salsomaggiore, Parma, Tipografia benedettina, 1981

Bossaglia R., Bonatti Bacchini M., Tra Liberty e Déco: Salsomaggiore, Cassa di Risparmio di Parma, Parma, Artegrafica Silva, c. 1986

Bonatti Bacchini M., Salsomaggiore Art déco termale/Giornale di Alain Robbe-Grillet, Milano, Franco Maria Ricci, c. 1989

Bonatti Bacchini M. (a cura di), Galileo Chini e l'Oriente Venezia Bangkok Salsomaggiore, Parma, P.P.S., c. 1995

Bonatti Bacchini M., Viaggio alle Terme, Parma, P.P.S., 1998
piazzale Berzieri
43039 Salsomaggiore Terme (PR)

Arte
Arte contemporanea storica (1900-1950)
Note fin dall'antichità, le acque venivano utilizzate per l'estrazione del sale da una tribù celtica e dal II secolo a.C., in seguito all'assoggettamento di questa popolazione, anche dai romani. Cominciò così lo sfruttamento delle saline, abbandonate in seguito del sisma che nel 589 sconvolse l'assetto geologico di quell'area.
Fu Carlo Magno, fra l'VIII e il IX secolo, a volere il ripristino delle sorgenti tramite lo scavo di pozzi. Fu riattivata in tal modo l'importantissima salina continentale. Proprio il valore di questa risorsa naturale fece sì che la terra di Salso (toponimo in uso a partire da un privilegio del vescovo Guidubono, o Vibodo, datato all'877) fosse aspramente contesa. Nel 1204 fu scavato il Pozzo della Ruota, che dal XVI secolo, sotto il Ducato Farnesiano, era condotto dagli ergastolani, condannati al funzionamento manuale della ruota per l'estrazione dell'acqua salata, già affidato ai cavalli: una pena cruenta, vietata nei primi anni dell'Ottocento da Maria Luigia di Parma. In età ducale l’estrazione del sale mediante riscaldamento fece sì che gran parte dei boschi dei dintorni venissero sfruttati per procurare legname, tanto che si dovette ricorrere a una regolamentazione legislativa in materia. Durante il ducato di Ranuccio I Farnese, nel 1603, fu costruito un acquedotto di 76 archi per il trasporto dell’acqua salsa; in quel periodo si estraevano infatti ben 120 Kg di sale da ogni metro cubo d’acqua.

L’attività estrattiva determinò l’organizzazione urbanistica di Salsomaggiore che, come dimostra un disegno cartografico del 1742, venne condizionata dalla dislocazione dei pozzi e quindi, dal XIX secolo, dall'organizzazione termale che tra Otto e Novecento arricchì l’abitato di numerose aree verdi ed edifici in stile liberty, caratteristico nell'edilizia cittadina. Fu infatti nella prima metà dell'Ottocento che le qualità terapeutiche dell'acqua di Salsomaggiore furono ufficialmente riconosciute, grazie a Lorenzo Berzieri. Medico presso l'ospedale di Borgo San Donnino, l'attuale Fidenza, nel 1839 Berzieri utilizzò le acque, delle quali era uno studioso, per la cura di una bambina colpita da un'affezione ossea giudicata inguaribile. Il caso, presentato a numerosi congressi medici, ebbe risonanza internazionale. Cominciò così la storia termale di Salsomaggiore. Nel 1847 il medico Giovanni Valentini ottenne il riconoscimento ufficiale delle acque e Lodovico Rocca installò in una casa di campagna il primo rudimentale stabilimento, attrezzato con semplici tinozze. In conseguenza del successo ottenuto, nel 1852 il conte Alessandro d'Adhèmar aprì, nel punto in cui nel 1923 verrà poi inaugurato lo stabilimento Berzieri, il primo vero stabilimento, dotato di 12 vasche per i bagni alimentate con l'acqua madre, residuata dall'estrazione del sale. L'attività delle saline continuava infatti parallelamente a quella termale. Anche il governo ducale di Maria Luigia contribuì al completamento del nuovo edificio. Nel 1857 il marchese Guido della Rosa ampliò lo stabilimento e negli ultimi anni dell'Ottocento il professor Baistrocchi aprì un “sanatorium” destinato alla cura dei meno abbienti. Negli stessi anni sorsero anche le terme Magnaghi, eleganti e moderne e destinate ad una ricca clientela. La città si avviava così a diventare un centro termale di fama europea, arricchito dal Comune con giardini e viali per il passeggio. Nel 1912 gli architetti Giulio Bernardini e Ugo Giusti eseguirono i primi disegni per il progetto dello stabilimento termale Berzieri, mentre per l'apparato decorativo fu incaricato fin dall'inizio dei lavori Galileo Chini, della famosissima manifattura ceramica “Fornace di San Lorenzo al Mugello”. In seguito sarà proprio la felice collaborazione Chini-Giusti a dare al Berzieri la sua particolarissima fisionomia.



Known since antiquity, these waters were used by Celtic tribes to extract salt, and by the Romans who conquered them in the 2nd century B.C. Thus began the exploitation of the saltpans, which were abandoned after the 589 earthquake that disrupted the local geology.
Sometime between the 8th and 9th centuries, Charlemagne ordered for salt extraction activities to resume through the digging of wells, and these very important salt pans once again became operational. The great value of this natural resource resulted in fierce disputes over the land around Salso (a place name that was first used in privileges issued in 877 by the Bishop Guidubono, also known as Vibodo). The Pozzo della Ruota well was dug in 1204. Starting in the 16th century, under the rule of Duke Pier Luigi Farnese, this well was operated by convicts, who were sentenced to manually turn the wheel used to extract the brackish water, a task previously performed by horses: this cruel punishment was banned by Maria Luigia of Parma in the early 19th century. During the Duchy of Parma the extraction of salt using heat meant that the surrounding forests were heavily exploited for firewood, to the extent that special laws had to be adopted. During the rule of Duke Ranuccio I Farnese, in 1603, a 76-arch aqueduct was built to convey the brackish water; at that time, as many as 120 kg of salt could be extracted from a single cubic meter of water.

The urban layout of Salsomaggiore heavily reflected the impact of salt extraction activities, as evidenced by a map from 1742 that shows the influence of the location of the wells. In the 19th century, the thermal baths further affected the city with the construction of numerous Art Nouveau buildings and urban parks, which have come to typify the town. Indeed, the therapeutic qualities of Salsomaggiore’s waters were officially recognized in the first half of the 19th century by Berzieri. A physician at the hospital of Borgo San Donnino, the town now known as Fidenza, in 1839 Berzieri used the local waters, which he had been studying, to treat a young girl suffering from a bone disease that was deemed incurable. The case was presented at various medical congresses and achieved worldwide resonance. This is how the Salsomaggiore thermal baths came to be. In 1847 the physician Giovanni Valentini obtained official recognition for the waters, and Lodovico Rocca established the first rudimentary baths, equipped with a few tubs, in a rural homestead. This initiative was highly successful, and as a consequence in 1852 the Count Alessandro d'Adhèmar opened the first true thermal baths, with 12 pools fed by the thermal spring water from which salt had already been extracted. The baths were located where the Berzieri establishment would open in 1923. Salt extraction continued alongside the thermal baths, and the government of the Duchy headed by Maria Luigia contributed to the completion of the new building. In 1857 the Marquis Guido della Rosa enlarged the establishment, and at the end of the 19th century Professor Baistrocchi opened a “sanatorium” where the poor could have access to thermal treatments. The elegant and modern Magnaghi establishment, which targeted a wealthier audience, opened around the same time. The city thus became one of Europe’s leading destinations for thermal baths, and the municipal administration embellished it with gardens and boulevards. In 1912 the architects Giulio Bernardini and Ugo Giusti drafted the first plan for the Berzieri thermal baths, while Galileo Chini, from the renowned “Fornace di San Lorenzo a Mugello” ceramics factory, was responsible for decorations from the onset. The successful Chini-Giusti partnership gave the Berzieri thermal baths their unique appearance.

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione, propri e di terze parti.
Se vuoi saperne di più o negare il consenso consulta l'informativa. Proseguendo la navigazione nel sito o cliccando su chiudi acconsenti all'uso dei cookie.

Questo sito web è conforme alla normativa sull'uso dei cookie.
Per fornire in modo efficace  i nostri servizi e per abilitare determinate funzionalità, installiamo sul tuo dispositivo dei piccoli file di testo che si chiamano "cookie". I cookie vengono memorizzati sul tuo dispositivo per essere poi ritrasmessi al Sito alla tua successiva visita.  Un cookie non può richiamare nessun altro dato dal disco fisso dell'utente né trasmettere virus informatici o acquisire indirizzi email. Ogni cookie è unico per il web browser dell'utente.
Questo sito non utilizza alcun cookie di profilazione e a fini pubblicitari. Il sito consente invece l'installazione di cookie da sistemi di terze parti.
Se vuoi saperne di più sull'utilizzo dei cookie nel sito e leggere come disabilitarne l'uso, leggi interamente questa informativa estesa sull'uso dei cookie.

TIPI DI COOKIE CHE UTILIZZA IL SITO

Cookie indispensabili e funzionali

Questi cookie, definiti "cookie tecnici", sono essenziali al fine di consentire di navigare nel sito ed utilizzare appieno le sue caratteristiche. Senza questi cookie alcuni servizi necessari non possono essere fruiti. Verranno quindi sempre utilizzati e inviati, a meno che l'utente non modifichi le impostazioni nel proprio browser (leggi più avanti tutte le indicazioni su come fare). Navigando su questo sito, accetti di fatto che tali cookie possano essere installati sul tuo dispositivo.
Ai sensi dell'articolo 122, comma 1, del Codice della privacy (nella formulazione vigente a seguito della entrata in vigore del d.lgs.69/2012) i cookies "tecnici" possano essere utilizzati anche in assenza del consenso dell'interessato. L'organismo europeo che riunisce tutte le Autorità Garanti per la privacy dei vari Stati Membri (il c.d. Gruppo "Articolo 29" ) ha chiarito nel Parere 4/2012 (WP194) intitolato "Esenzione dal consenso per l'uso dei cookies" quali sono le tipologie di cookie per i quali non è necessario acquisire il consenso preventivo e informato dell'utente:
1) cookies con dati compilati dall'utente (identificativo di sessione), della durata di una sessione o cookies persistenti limitatamente ad alcune ore in taluni casi;
2) cookies per l'autenticazione, utilizzati ai fini dei servizi autenticati, della durata di una sessione;
3) cookies di sicurezza incentrati sugli utenti, utilizzati per individuare abusi di autenticazione, per una durata persistente limitata;
4) cookies di sessione per lettori multimediali, come i cookies per lettori "flash", della durata di una sessione;
5) cookies di sessione per il bilanciamento del carico, della durata di una sessione;
6) cookies persistenti per la personalizzazione dell'interfaccia utente, della durata di una sessione (o poco più);
7) cookies per la condivisione dei contenuti mediante plug-in sociali di terzi, per membri di una rete sociale che hanno effettuato il login.

Cookie di terze parti

Nel corso della navigazione sul sito potresti ricevere sul tuo dispositivo anche cookie che integrano funzionalità sviluppate da terzi come le icone e le condivisioni dei contenuti sui social network  o l'uso di servizi software di terze parti (come i software che generano le mappe e ulteriori software che offrono dei servizi aggiuntivi). Questi cookie sono inviati da domini di terze parti e da siti partner che offrono le loro funzionalità tra le pagine del sito. In altre parole, detti cookies sono impostati direttamente da gestori di siti web o server diversi dal sito.
Questo tipo di cookie ricadono sotto diretta e esclusiva responsabilità della stessa terza parte.
L'Utente è quindi invitato a consultare le informazioni sulla privacy e sull'utilizzo di cookie di terze parti direttamente sul sito internet dei rispettivi gestori, di seguito elencati.

COME DISABILITARE I COOKIE

Puoi negare il consenso all'utilizzo dei cookie selezionando l'impostazione appropriata sul tuo browser.  
Si forniscono di seguito i link che spiegano come disabilitare i cookie per i browser più diffusi (per altri browser eventualmente utilizzati suggeriamo di cercare questa opzione nell'help del software).
Internet Explorer, Google Chrome, Mozilla Firefox, Opera, Apple Safari 

Per cancellare cookie già memorizzati sul dispositivo

Anche se viene revocata l'autorizzazione all'utilizzo di cookie di terze parti, prima di tale revoca i cookie potrebbero essere stati memorizzati sul dispositivo dell'utente. Per motivi tecnici non è possibile cancellare tali cookie, tuttavia il browser dell'utente consente la loro eliminazione tra le impostazioni sulla privacy. Le opzioni del browser contengono infatti l'opzione 'Cancella dati di navigazione' che può essere utilizzata per eliminare i cookies, dati di siti e plug-in.