Teatro del Castello di Vigoleno - Vernasca

Dati tecnici
pianta rettangolare
12 posti
Pubblicazioni e Cataloghi
E. Carrà, Vigoleno. Borgo medievale, Piacenza 1975, p. 40-51;
Teatri Storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 175;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 249-250;
F. Arisi, Il teatrino, in: G. Eremo, Vigoleno ... da Vicolo (ò sia hoggi da Vicoleno), Piacenza 1999, p. 187-196;
L.Bortolotti, Luoghi d'arte contemporanea nei teatri della regione, in: I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna. Arti del Novecento e dopo, seconda edizione aggiornata, a cura di C. Collina, Bologna 2008, p. 45-57.
Castello di Vigoleno
Piazza IV Novembre
loc. Vigoleno
29010 Vernasca (PC)

Il teatrino, che possiamo ipotizzare sia uno dei più piccoli al mondo, è posto in una sala rettangolare, al primo piano dell’antico Castello di Vigoleno, un imponente complesso fortificato medievale pervenutoci pressoché intatto. Dal 1922 al 1935 lo storico edificio fu proprietà della principessa Maria Ruspoli Gramont, che lo aveva ricevuto in dono dalla madre. Nel 1922, volendo rendere abitabile il maniero, al tempo gravemente degradato, la principessa diede avvio a numerosi e importanti restauri, in tale occasione fu realizzato questo teatrino. La stessa Ruspoli afferma in una lettera che fu il pittore russo Alexandre Jacovleff (Pietroburgo 1887 – Parigi 1938) a ‘fare’ il teatro che tuttora si conserva.
Jacovleff realizzò a tinte vivaci decori di gusto chinoise, rappresentando animali, maschere della Commedia dell’Arte, figure esotiche e danzanti dalla connotazione simbolica, musici e dame in abiti settecenteschi, tra cui ritrasse la stessa principessa, il tutto raccordato da una fitta vegetazione a tralci. Mentre la rappresentazione stilizzata di un elegante patio baroccheggiante, con scale, colonne ed arcate e statue trompe-l'oeil, posta al centro della scena, riconduce al realismo magico di Gino Severini.
Dopo i restauri la principessa fece del castello la sede di incontri mondani, tra gli ospiti si segnalano Gabriele D’Annunzio, l'attore Douglas Fairbanks, l’artista Max Ernst, il drammaturgo e poeta Jean Cocteau, l’attrice Mary Pickford, la scrittrice Elsa Maxwell e il pianista Arthur Rubinstein.
Il teatrino, recentemente restaurato, presenta due semplici pedane poste ai lati dell'entrata, queste separano l'area della platea da quella degli attori, cui è destinata la pedana-palcoscenico in fondo alla sala. Gli spazi destinati agli spettatori sono in tutto dodici, sei per parte.
(Lidia Bortolotti)

During the restoration of Vigoleno Castle - which took place at the request of Maria Ruspoli Gramont (owner of the manor between 1922 and 1934), who decided to make the long-abandoned castle inhabitable once again – a rectangular room on the castle’s first floor was converted to a theatre hall. The Russian artist Alexandre Jacovlef was asked to decorate the walls. He painted bright, Chinese-style decorations depicting animals, masks, highly symbolic exotic and dancing figures, musicians, dames wearing eighteenth century attire – including the princess herself – and dense vegetation with plant shoots. At the centre of the stage, a stylized depiction recalls Gino Severini’s magic realism.
Two simple platforms on both sides of the entrance divided the main floor from the area reserved for the actors, who performed on the stage at the back of the hall.
Restoration efforts have made this theatre fit for use once again.


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