Arena del Sole - Bologna

Dati tecnici
tipologia composita
capienza totale sala grande 885 posti
1984-1995
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
Collezione di 50 vedute della città e contorni di Bologna, Bologna 1825;
R. Morara, voce Bologna (Arena del Sole), in Enciclopedia dello Spettacolo, Roma 1975, II, p. 735 - 736;
Un centro dello spettacolo: il recupero dell'Arena del Sole, Bologna 1980; Teatri Storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 211;
M. Amaduzzi, Arena delle meraviglie con quella platea volante, in: "La Repubblica", 18 febbraio 1995;
Bologna dei teatri. Itinerari, ritrovi e messe in scena di una Bologna tutta da vedere, a cura di R. Gabassi-M. Del Vecchio, Bologna 1995;
S. Casi, E si assisteva alle commedie con l'ombrello, in "La Repubblica", 18 febbraio 1995;
Cominciò fra acrobati, mattatori e cavalieri, in "Il Resto del Carlino", 15 febbraio 1995;
C. Cumani, In Arena alle cinque della sera, in "Il Resto del Carlino", 15 febbraio 1995;
M. Marino, Quella sala che vide drammoni, guitti e grandi divi, in "L'Unità", 17 febbraio 1995;
Riapre a Bologna L'Arena del Sole, in "Italia oggi", 21 febbraio 1995;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 111-114;
D. Sicari, I luoghi dello spettacolo a Bologna. Una città di Teatri, Bologna 2003, p. 54-56.
Via dell'Indipendenza, 44
40121 Bologna (BO)
ER Cultura - Teatri e sedi
Tel: 051 291 091 0
opera di inaugurazione:
Corradino d'Este al torneo o l'eroe del Rubicone
Durante l'occupazione francese a Bologna (1796-1816) furono fondati istituti letterari e scientifici ancora oggi in parte esistenti: nel 1802 l'Accademia di Belle Arti, nel 1803 l'Orto Botanico e l'Orto Agrario, nel 1810 la Società Agraria. Moltissimi conventi nella città vennero chiusi e i religiosi allontanati forzatamente. In questa congerie di cambiamenti, in una differente fruizione degli spazi urbanistici, si inserisce la nascita dell'Arena del Sole che andrà ad occupare un'area in cui sorgeva parte dell'antico convento di Santa Maria Maddalena espropriato alla Chiesa, comprendente due chiese e due chiostri. Del vecchio convento oggi rimane un solo chiostro, del Quattrocento, una parte del campanile e lacerti di importanti affreschi dello stesso periodo, distaccati e trasportati in Pinacoteca nel 1934. Nel 1799 fu un certo Pietro Bonini, commerciante di corami, che ebbe l'idea di costruire un'Arena per offrire durante i mesi estivi, nelle ore pomeridiane fino al tramonto, spettacoli di ogni tipo sfruttando la luce del giorno. Affidò il progetto al professore milanese Carlo Asparri che nel 1810 realizzerà l'Arena detta appunto «del Sole». Fortuitamente si conserva un'incisione del 1825 di C. Savini che indica come l'Arena fosse stata concepita, essendo andata distrutta la cavea originale e perduti tutti progetti per la realizzazione. Asparri insegnava architettura presso l'Accademia di Belle Arti ed era stato allievo del maestro Filippo Antolini che aveva progettato il Foro Bonaparte a Milano ai cui disegni sembra che Asparri si sia ispirato. E' stata notata una certa affinità dell'Arena bolognese anche con il progetto per un teatro milanese dell'ingegnere Pistocchi. L'Arena fu realizzata con una struttura semicircolare a gradoni che denuncia il prestito dalle idee proclamate da Francesco Milizia, uno dei più rigorosi assertori delle teorie del Neoclassicismo di impronta illuminista. Il luogo più adatto per le rappresentazioni di spettacoli pubblici doveva, secondo Milizia, annullare le differenze di censo e permettere a tutti di godere dello spettacolo alla stessa maniera. Non più palchi reali, né di primo o secondo ordine, ne' balconate laterali o loggioni, bisognava tornare alla semplicità dei teatri degli antichi. Ma l'Arena non fu realizzata seguendo pedissequamente le indicazioni di Milizia perché dall'incisione di Savini si nota che aveva una pianta a ferro di cavallo molto allargata anziché semicircolare. La platea era circondata da gradinate limitate da un muro a imitazione del bugnato. Al di sopra stava una galleria decorata con finte nicchie. Furono dipinte le decorazioni da Luigi Cirri di Prato. Davanti all'ingresso dell'Arena si apriva un grande giardino.
L'Arena venne inaugurata nel luglio 1810 con la rappresentazione di autore anonimo Corradino d'Este al torneo o l'eroe del Rubicone, interpretato dalla Compagnia Comica Zuccato. L'Arena poteva contenere fino a duemila spettatori; tale cifra non deve sembrare irrealistica perché un tempo, come d'uso persino nei teatri d'opera, le persone si accalcavano stipate in ogni angolo libero. Dato che cinque anni prima Napoleone Buonaparte, avendo attuato nuove modifiche all'assetto della città, aveva trasformato anche la Montagnola, accanto alla piazza del mercato, in elegante passeggio, da subito l'Arena divenne una centralissima e fortunata struttura, imitata subito in altri quartieri della città. L'Arena divenne il teatro popolare per eccellenza con spettacoli di prosa, drammi, veglioni carnevaleschi, spettacoli cistercensi, di illusione e di giocolieri. Nel 1835, per la prima volta, la compagnia di Luigi Taddei chiede di coprire la platea con un velario per le recite serali.
Nel 1887-1888 il teatro chiude per una prima ristrutturazione totale in occasione della creazione della moderna via Indipendenza. Si pensò di creare una facciata (che è l'unica struttura ottocentesca dell'Arena conservatasi intatta fino ad oggi) progettata e realizzata dall'ingegnere Gaetano Rubbi nel 1888. E stato notato come l'esterno non fosse certamente riuscito ad adeguarsi all'interno essendo questo di forme molto meno auliche. La facciata è interamente formata da un alto e possente portico che poggia su tre grandi arcate sostenute da colonne binate con capitelli corinzi. Motivo unificatore della facciata è l'alto cornicione aggettante che decora la scritta gigante che corre a fregio sopra le arcate. In essa si legge «LUOGO DATO AGLI SPETTACOLI DIURNI» che caratterizza pomposamente già dall'esterno, la peculiarità del luogo di rappresentazione - anche se da tempo era già iniziata una saltuaria programmazione serale. Corona la facciata, alla maniera di un timpano, un «fastigio» con cinque statue di gusto accademico, tra le quali al centro sta assisa la figura alata di Apollo con ai lati sedute, la Poesia (a sinistra) e la Tragedia (a destra) realizzate in cemento dallo scultore Alfredo Neri.
Nel 1949, avendo deciso di trasformare l'Arena in teatro serale e cinematografo, fu costruito un tetto apribile e abbattute tutte le gradinate divenute inadatte. Nel 1950 riaprì al pubblico con la proiezione della pellicola Cavalcata di eroi: per vent'anni fu prevalentemente cinematografo. Negli anni Settanta l'architetto Cervellati studiò un progetto che prevedeva la trasformazione dell'Arena in centro culturale con alcune sale teatrali e cinematografiche, biblioteca e cineteca, con sale polivalenti e luoghi di ritrovo. Il progetto allora sembrò troppo ambizioso e si pensò di adattare l'Arena semplicemente a sala teatrale.
Nel maggio del 1984, il Comune di Bologna acquistò l'immobile dall'Opera Pia Giovanni XXIII per attuare un ampio progetto di ristrutturazione mancando a Bologna un teatro di prosa adeguato. Il primo lotto di lavori ebbe inizio nell'agosto 1984 fino al dicembre dello stesso anno con l'esecuzione di opere murarie e impianti per il palcoscenico a norma di sicurezza che consentirono di riaprire il teatro alle rappresentazioni con la direzione artistica di Yuri Lubimov. Nel giugno del 1986 fu dato avvio ad una seconda parte dei lavori che terminò dopo due anni, con il restauro e la ristrutturazione della sala teatrale, dell'atrio-foyer e della sala prove. In quell'occasione fu costruita per la prima volta in Italia una moderna pedana in legno modulare sollevabile idraulicamente con pistoni che permettono al piano della platea l'innalzamento a livello del palcoscenico raddoppiando cosi l'ampiezza per la rappresentazione da tredici a venticinque metri. Per questo motivo il graticciato metallico per il movimento delle scene sovrasta anche parte dello spazio della platea. Furono costruiti i ballatoi laterali, la prima gradinata circolare con quattro ordini di poltrone, sormontata da due ordini di palchi e da una galleria a gradoni con cinque ordini di poltrone. Sono stati costruiti tutti i servizi e una piccola sala teatrale a piano interrato. La terza fase dei lavori è iniziata nel 1991. Da quell'anno furono ultimati tutti gli impianti e l'arredo, come pure le strutture adiacenti del teatro. Realizzate nuove strutture orizzontali dei solai, della copertura della sala, dei piani ai vari livelli, degli impianti e delle pareti verticali tagliafuoco. Il palcoscenico è stato dotato di due ampi camerini e otto di media grandezza per gli artisti; più un camerone per circa quindici attori. Eliminando una parate del proscenio si forma il golfo mistico che può ospitare circa settanta orchestrali. Sopra la scena sono ubicati dei lucernari provvisti di congegni automatici di apertura ad azione termica. La sala grande ospita 952 spettatori mentre la sala piccola dai 220 ai 300 spettatori. Opere di adeguamento per quanto concerne l'acustica architettonica sono state realizzate dai dottori G. Righini e R. Spagnolo dell'istituto Galileo Ferraris di Torino. Il teatro, il palcoscenico e la sala piccola sono dotate di riscaldamento ad aria. All'interno del teatro sono situati: una biglietteria, tre guardaroba, gli uffici della Direzione, due caffetterie, quattro sale adibite a ridotto e ambienti per esposizioni situati nei corridoi.
L'attuale Arena è un organismo teatrale dotato di una certa flessibilità in accordo con le -aspirazioni del teatro contemporaneo, mentre nella fase di progetto l'architetto responsabile della ristrutturazione, Gianfranco Dellerba si è ispirato nel suo impianto al teatro rinascimentale di Sabbioneta e al Farnese di Parma per la cavea con gradinate a forma di U. L'ingegnere Felice Monaco dell'ufficio tecnico del Comune ha diretto i lavori. L'architetto Emilio Battisti ha curato l'arredamento degli interni in cui particolare impegno è stato riservato all'uso dei materiali ma senza volere che risultassero troppo preziosi come legno massiccio, velluto verde acqua, vetro e ferro.
Nel lato sud, il teatro possiede una vetrata sul chiostro quattrocentesco, un cortile interno e a nord un cortile su via San Giuseppe.
Il teatro è stato inaugurato il 20 febbraio 1995 con una grande festa di apertura gremita di celebrità. Dedicata alla città di Bologna è stata la serata con Dario Fo che ha rappresentato Il tumulto di Bologna, e con i cantanti Francesco Guccini, Luca Carboni, Andrea Mingardi, gli Stadio, Jimmy Villotti e Steve Grossman.
Nel 2014 le sale dell'Arena sono state intitolate a due artisti che hanno lasciato un segno nel teatro degli ultimi decenni del '900, a Leo De Berardinis la sala grande e a Thierry Salmon la sala piccola.
(Caterina Spada)

During the French occupation of Bologna (1796-1816), several literary and scientific institutes, some of which are still partly extant, were founded: the Academy of Fine Arts in 1802, the Botanical Gardens and Agrarian Gardens in 1803, the Agrarian Society in 1810. Many of the city’s convents were closed and the nuns forcibly relocated. The establishment of the Arena del Sole - in an area where the ancient convent of Santa Maria Maddalena, expropriated from the Church and containing two churches and two cloisters, once stood – fits into this pattern of rapid changes and urban renewal. The only remains of the old convent are a fifteenth century cloister, parts of the bell tower, and remnants of the remarkable fifteenth century frescos, which were removed and transferred to the Pinacoteca in 1934. In 1799 Pietro Bonini, a leather merchant, had the idea to build an Arena that could take advantage of daylight to host all kinds of performances during summer afternoons. He entrusted the project to Professor Carlo Asparri of Milan, who built the Arena del Sole in 1810. Fortunately, an 1825 engraving by C. Savini is still extant; it is the only evidence of how the Arena was conceived, since the original auditorium was destroyed and all original building plans were lost. Asparri taught architecture at the Academy of Fine Arts and had been a pupil of the great master Filippo Antolini, who designed Milan’s Foro Bonaparte, apparently the inspiration for Asparri’s plans. There are also similarities between the Arena del Sole and Pistocchi’s plans for a theatre in Milan. The Arena was built with a terraced, semi-circular structure, which shows that Asparri was also inspired by the ideas of Francesco Milizia, one of the most rigorous supporters of illuminist, neo-classical theories. According to Milizia, the most suitable venues for public performances should erase class differences and allow everyone to enjoy the performance the same way. This meant that royal boxes, first and second order boxes, lateral balconies, and galleries were all out: the goal was to return to the simplicity of ancient theatres. However, Milizia’s indications were not followed to the letter when the Arena was built, since Savini’s engraving shows that its floor plan was not semi-circular, but rather featured a broad horseshoe shape. The main floor was surrounded by terraces, separated by a wall in rusticated masonry. Above stood a gallery decorated with false niches. The decorations were painted by Luigi Cirri from Prato. A large garden was located in front of the Arena’s entrance.
The Arena was inaugurated in July 1810, with a performance of Corradino d'Este al torneo o l'eroe del Rubicone, whose author is unknown, and which was staged by the Zuccato comedy troupe. The Arena could hold as many as 2,000 spectators; this is a realistic number, since at the time, people would crowd into any free space, much as they did in opera houses as well. Since Napoleon Bonaparte, when he modified the city’s urban structure five years earlier, had also transformed the Montagnola near the city market into an elegant promenade, the Arena, thanks to its location, became an immediate success, and was soon imitated in other city neighbourhoods. The Arena was the folk theatre par excellence, hosting prose performances, dramas, carnival celebration, circus performances, illusionists, and jugglers. In 1835, for the first time, Luigi Taddei’s troupe asked that the main floor be covered with draping in order to host evening performances.
In 1887-1888 the theatre closed for its first total restoration when what is now Via Indipendenza was built. The plan was to create a façade (which is the only 19th century feature of the Arena to have survived intact to this day), which was designed and built by the engineer Gaetano Rubbi in 1888. The exterior appearance was not a good match for the much less noble interior. The façade is made up of a high, massive portico resting on three great arches supported by twinned columns with Corinthian capitals. The façade’s unifying motifs is the high, jutting cornice, which decorates the giant inscription running as a frieze above the arches. It reads «Luogo dato agli spettacoli diurni» [Venue for daytime performances], which pompously highlights the peculiar nature of this venue, which already hosted occasional evening events.
The façade was crowned by a gable end – serving as a sort of tympanum – with five academic-style statues, the central one depicting a winged Apollo with Poetry sitting on his left and Tragedy on his right; they were sculpted from concrete by Alfredo Neri.
In 1949, with the decision to turn the Arena into an evening theatre and cinema, a retractable roof was built, and the terraces, now useless, were demolished. In 1950, it re-opened to the public with a screening of the film Cavalcata di eroi: for the following twenty years, it functioned mostly as a cinema. In the 1970s, the architect Cervellati drafted a plan to turn the Arena into a cultural centre featuring theatre and cinema halls, a library and a video library, with multiple-use halls and meeting places. The plan was deemed too ambitious, and it was decided to use the Arena as a theatre hall only.
In May 1984, the municipality of Bologna purchased the building from the Opera Pia Giovanni XXIII religious charity in order to perform extensive renovations, since Bologna lacked a suitable theatre. The first phase ran from August to December 1984, with construction work and stage improvements – ensuring compliance with safety regulations - which made it possible to re-open the theatre under Yuri Lubimov’s artistic direction. In June 1986 the second restoration phase began; it ended after two years and saw the renovation of the theatre hall, the atrium/foyer, and rehearsal rooms. A modern modular-wood platform, which can be raised hydraulically thanks to pistons and allows the main floor to be raised to the level of the stage, increasing the space available for performances from 13 to 25 meters , was built and installed, the first of its kind in Italy. For this reason, the metal instruments for moving the stage sets partly overhang the main floor. Small lateral balconies were built, along with a circular terrace with four orders of seats, surmounted by two orders of boxes and a gallery with five orders of seats. All service facilities were built, along with a small theatre hall in the basement. The third restoration phase started in 1991. Electrical and other systems were completed that year, the theatre was fully furnished, and adjacent structures were completed as well. New horizontal structures were added to the attic, the roofing, the various floors, the electrical system, and the fire walls. Two large and eight medium-sized dressing rooms for the performers were added to the stage, along with a larger room for up to 15 actors. By eliminating one of the proscenium’s curtains, an orchestra pit was formed that can host about 70 musicians. Above the stage are skylights, with automated thermally activated opening mechanisms. The acoustics were improved by the engineers Righini and Spagnolo of Turin’s Galileo Ferraris Institute. The theatre, stage, and small theatre halls are heated with air furnaces. The theatre’s interior features a ticket office, three cloakrooms, the Management Office, two cafeterias, a four-room ridotto, and exhibition spaces in the hallways.
Currently, the Arena is a flexible venue, in keeping with the aspirations of contemporary theatre, while the architect in charge of the restoration project, Gianfranco Dellerba was inspired by Sabbionetta’s renaissance theatre and Parma’s Farnese theatre for the auditorium featuring U-shaped terraces. The engineer Felice Monaco from the municipality’s technical office oversaw the work. The architect Emilio Battisti was in charge of interior decoration, with particular attention paid to the materials used, which were meant to not be excessively precious, and included solid wood, aqua green velvet, glass, and iron.
The theatre features a stained glass window overlooking the fifteenth century cloister on its southern side, an interior courtyard, and an additional courtyard on its northern side overlooking Via San Giuseppe.
The theatre was inaugurated on February 20, 1995, with a star-studded party. An evening dedicated to the city of Bologna featured Dario Fo staging Il tumulto di Bologna, the singers Francesco Guccini, Luca Carboni, Andrea Mingardi, Jimmy Villotti, and Steve Grossman, and the band Stadio. (Caterina Spada)

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