Teatro Giuseppe Verdi - Forlimpopoli

Dati tecnici
pianta a U con balconata
capienza totale della sala 204 posti
1981-1982
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
M. Vecchiazzani, Historia di Forlimpopoli, Bologna 1647 (ed. cons. Bologna 1967), p. 325;
Monografia della provincia di Forlì, a cura di Bordanini e Casali, Forlì 1866-1880, p. 86;
E. Rossetti, Forlimpopoli e dintorni, storia e descrizione, Milano 1900;
F. Serantini, Fatti memorabili della banda del Passatore in terra di Romagna, Faenza 1929 (ed cons. Ravenna 1973);
F. Farneti - S. Van Riel, L'architettura teatrale in Romagna 1757-1857, Firenze 1975, p. 178;
L. Costa, Il rovescio della medaglia: storia inedita del brigante Stefano Pelloni detto Il Passatore, Faenza 1976, p. 379-381;
M. Gori, Il teatro Comunale di Forlimpopoli, Firenze 1982;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 242-243;
A. Bacchi, Documentazione del restauro, in: La Rocca di Forlimpopoli, Forlimpopoli 1990, p. 236-238;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 175-176;
I Teatri e i luoghi dello spettacolo, a cura dell'Ufficio Attività Culturali Amministrazione Provinciale di Forlì - Cesena, [Forlì] 2002, p. 10;
E. Vasumi Roveri, I teatri di Romagna. Un sistema complesso, Bologna 2005, p. 169-170, 187.
Rocca
Piazza Fratti, 7/8
47034 Forlimpopoli (FC)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
opere buffe e balli
Fondazione: XIX (1800-1899)
Abbiamo testimonianze documentate che almeno dal sec. XVII, a Forlimpopoli le rappresentazioni teatrali, aperte a varie categorie sociali, si tenevano, come d'uso, in un'ampia sala, situata all'interno del Palazzo Comunale. Nel 1710 il teatro ebbe bisogno di alcuni restauri come pure nel 1748 quando un certo Andreini di Cesena dipinse un nuovo sipario e ritoccò le scene. Il vecchio teatro comunale continuò a funzionare almeno fino al 1825 quando ne fu ricordata l'esistenza dallo storiografo Emilio Rossetti.
Nel 1833 iniziò a delinearsi con chiarezza nel tessuto urbano la presenza di un nuovo Teatro Comunale che veniva arricchito di locali di servizio e di un cornicione per la facciata. Questo era situato in una sala della Rocca divenuta nuova residenza municipale. Per decorare la sala dall'irregolare perimetro trapezoidale, verrà chiamato, prima del giugno 1842 il pittore bolognese Filippo Bibiena (1765-1842). Un disegno del 1842, dello scenografo Romolo Liverani, mostra il prospetto esterno del nuovo Teatro Comunale con l'ingresso principale: un'apertura assai semplice con un ambiente agettante colonnato al piano superiore.
Leggendaria la serata del 25 gennaio 1851 quando vi fece irruzione nel teatro Stefano Pelloni detto il Passatore.
Dieci anni dopo, dato che si dovevano realizzare le fognature cittadine, fu accantonato il progetto per la costruzione di un nuovo e più accogliente teatro presso la Loggia della Misura e si decise allora di rinnovare il teatro già esistente. Il 29 agosto 1877 iniziarono i lavori su progetto dell'ingegnere Giacomo Fabbri. La figura dell'ingegnere che sul finire del secolo si va sempre più qualificando sembra incarnata da Fabbri: egli si mostra entusiasta delle nuove scoperte sulla resistenza dei materiali, tanto che redige ampie relazioni statiche nelle quali afferma tra l'altro che "l'altezza e l'importanza del lavoro e lo scopo per cui deve servire" lo obbligano ad "adottare metodi di costruzione solidissima" ed al tempo stesso che offrano "la massima leggerezza."Nella sala vengono costruiti due ordini di balconate poggianti su trentadue esili colonnine di ghisa dorate. Ogni galleria ha un parapetto panciuto in ferro ed è divisa da tramezzi mobili a formare, quando necessario, in tutto sedici palchi. Viene ricavato un ambiente con soffitto a volte sotto la platea, costruita una scala a chiocciola per accedere alla sala, divisa l'orchestra con una balaustra di ferro e risistemati i solai con armature pure in ferro. Nel 1879 lo stesso Fabbri scrive che il pittore Paolo Bacchetti "ha già dipinto tutta la parte sopra la bocca d'opera e la parte superiore delle pareti laterali, nonché l'interno delle due gallerie. Il soffitto benché non possa dirsi interamente finito perché mancano alcune rifiniture... in pochi giorni sarà concluso" (AS Forlimpopoli, Teatro, 1879). Bacchetti dipinse anche il sipario con il cardinale Albornoz che entra in Forlimpopoli di cui esiste ancora il bozzetto preparatorio mentre il telone è stato restaurato e si trova ora nella Sala del Consiglio Comunale. Delle decorazioni rimane solo una testimonianza fotografica.
Numerose altre migliorie furono fatte anche dopo l'inaugurazione del teatro avvenuta il 12 ottobre 1882 con una serie di opere buffe e di balli. Dopo la morte di Giuseppe Verdi il Consiglio Comunale decise di dedicare al musicista il teatro.
Il teatro fu gestito da un comitato fino al 1920 quando, dato in concessione ad un privato, venne trasformato in cinematografo.
Nel 1934 si coprono le decorazioni originali come pure le colonnine tortili ora verniciate in simil-marmo. Il palco fu arretrato snaturando completamente i rapporti spaziali della scena.
Sotto la direzione dell'architetto Alberto Bacchi nel 1981-1982 è stato ultimato un restauro conservativo del teatro. Oggi la sala ristrutturata con fondi regionali, può contenere 204 posti. Sono stati ricavati una sala ristoro al primo piano e nuovi servizi igienici al secondo.
Attualmente il teatro è gestito da un privato e svolge ancora regolarmente attività cinematografica inoltre una convenzione con il Comune ne consente anche un uso a fini sociali.
(Caterina Spada)

There is documented evidence that, at least since the seventeenth century, theatre performances in Forlimpopoli were open to various social categories and held in a large hall in Palazzo Comunale. In 1710 the theatre required some restoration, as it did again in 1748 when an artist from Cesena named Andreini painted a new stage curtain and renovated the stage backdrops. The old municipal theatre continued to function until at least 1825, according to the historian Emilio Rossetti.
In 1833, a new Teatro Comunale, with service facilities and a cornice on its façade, was established. It was located in a hall in the fortress that had become the new municipal residence. The Bologna-born painter Filippo Bibiena (1765-1842) was asked to decorate the hall sometime before June 1842. An 1842 sketch by the scenographer Romolo Liverani shows the exterior of the new Teatro Comunale with its main entrance: a very simple façade with a jutting, columned body on the upper floor.
The evening of 25 January 1851 became legendary when the bandit Stefano Pelloni, also known as Il Passatore, raided the theatre.
Ten years later, a plan to build a new, more comfortable theatre near Loggia della Misura was shelved because it would interfere with the construction of a city sewer, and it was instead decided to renew the existing theatre. On 29 August 1877 the work began, with a project designed by the engineer Giacomo Fabbri. Fabbri seemed to embody the figure of the increasingly qualified nineteenth century engineer: he was enthusiastic about new discoveries on the resistance of materials, and wrote detailed static reports in which he stated that “the height and the importance of the project, and the purposes for which it is being built” forced him to adopt “very solid construction methods” that also needed to be “as light as possible". Two orders of balconies, supported by thirty-two thin, glided cast-iron columns, were built in the hall. Each gallery has a convex iron parapet and includes movable partitions which can form as many as sixteen boxes. A room with a vault ceiling was built underneath the stage, a helicoidal staircase was built to access the hall, the orchestra pit was separated from the hall with an iron balustrade, and the attic was restored with iron scaffolding. In 1879 Fabbri wrote that the painter Paolo Bacchetti "has already painted the entire area above the proscenium and the upper part of the lateral wall, as well as the interior of the two galleries. The ceiling will be ready in a few days, after a few finishing touches are added " (AS Forlimpopoli, Teatro, 1879). Bacchetti also painted the stage curtain (a preparatory sketch of which is still extant) depicting Cardinal Albornoz, while the drop curtain has been restored and is now in the municipal council’s main hall. Only photographs remain of the decorations.
Numerous other improvements were made after the theatre’s inauguration on 12 October 1882, with a series of opere buffe and balls. After Giuseppe Verdi’s death, the municipal administration decided to name the theatre after him.
The theatre was managed by a committee until 1920, when it was turned over to private management and turned into a cinema.
In 1934 the original decorations were covered, as were the Solomonic columns, now painted in false marble. The stage was furnished, and completely changed its spatial relations.
The theatre was restored in 1981-82, with Alberto Bacchi directing the work. Today the hall, restored thanks to funding from the regional administration, can hold 204 people. A café has been installed on the first floor, and new restrooms on the second.
Currently the theatre is under private management and regularly screens films; thanks to an agreement with the municipal administration, it can also be used for social purposes.
(Caterina Spada)

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