Teatro Nuovo - Mirandola

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
capienza totale della sala 409 posti.
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
G. Morselli, Mirandola trenta secoli di cronaca, Modena 1976, p. 169- 225;
Teatri Storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 205;
M. Lucchi, Musica e teatro a Mirandola nel Settecento e nell'Ottocento, in: Mirandola e le terre del basso corso del Secchia, a cura della Deputazione di Storia Patria, Modena 1984, p. 191-200;
Le stagioni del teatro: le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, Bologna 1995, p. 193-194;
L. Bortolotti, Luoghi d'arte contemporanea nei teatri della regione, in: Luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna. Arti del Novecento e dopo, seconda edizione aggiornata, a cura di C. Collina, Bologna 2008, p. 45-57.
Piazza Costituente, 7
41037 Mirandola (MO)

opera di inaugurazione:
La Gioconda di A. Ponchielli
Fondazione: XX (1900-1999)
Il Teatro Nuovo inaugurato nel 1905 viene a rinnovare l'antica tradizione musicale della cittadina.
Infatti a Mirandola esisteva, anche se ormai in completo disuso, un vecchio teatro detto Greco dal nome del conte Greco che "per ovviare alla carenza di un teatro 'moderno' nella città mirandolese" aveva voluto ed ottenuto dal duca Ercole III di trasformare due saloni del castello, allora abitato dalle milizie di soldati, in edificio adatto agli spettacoli teatrali. Il teatro Greco che fu inaugurato nel 1791 e di cui si conserva il progetto originale, si può considerare una delle ultime realizzazioni teatrali avvenute nel ducato estense nel corso del Settecento" (Bondoni, in Teatri Storici): a tre ordini di palchi, con cavea a ferro di cavallo con sala decorata e ricchi apparati scenici secondo la tipica tradizione teatrale tardo settecentesca. Le vicende musicali del vecchio teatro, sebbene giunte a noi in modo frammentario, segnalano che dall'ultimo quarto del sec. XIX "quel preludio di decadenza che accomuna in questo periodo tanti teatri storici della regione e che troverà la propria conclusione quando (...) nel 1905 verrà costruito su progetto di Lorenzo Colliva il Teatro Nuovo" (Lucchi 1984, p.f 204).
Nel 1904 si decide di erigere un nuovo e più moderno teatro a gestione sociale e il comune di Mirandola risulta essere solo uno dei nuovi comproprietari avendo fornito l'area nella piazza principale della cittadina.
Nel 1905 il teatro edificato dall'ingegnere bolognese Lorenzo Colliva viene inaugurato con l'opera di Ponchielli "La Gioconda".
Lorenzo Colliva riprende il disegno della facciata che poco più di un decennio prima aveva ideato l'architetto Vincenzo Maestri per il teatro Storchi di Modena. Si tratta di due corpi agettanti separati da un corpo centrale porticato a piano terra e terrazzato al primo piano che lasciano intuire dall'esterno gli spazi di servizio per il pubblico e le dimensioni dell'ambiente che ospita la cavea arretrata e coronata da timpano.
Il soffitto della cavea è affrescato con cinque figure di donne che danzano al suono di campanelli. I palchi sono decorati con insegne dedicate ai più noti compositori intervallate da fiori e ritratti di volti femminili.
Il teatro è dotato di un ampio retropalco con sette camerini e sale di prova per il coro e per l'orchestra. Esiste un sottopalco con strutture di metallo. In tempi recenti è stato usato anche come sala di proiezione.
Analogamente ad altri teatri anche il foyer del Teatro Nuovo è stato concesso saltuariamente per mostre d'artisti contemporanei in occasione delle locali fiere.
Il teatro è stato danneggiato dal terremoto del maggio 2012, attualmente è inagibile.
(Caterina Spada / Lidia Bortolotti)


The Teatro Nuovo, which was inaugurated in 1905, helped renew the town’s musical traditions.
Indeed, Mirandola had a long-abandoned theatre known as Teatro Greco, named after Count Greco who “in order to make up for the lack of a ‘modern’ theatre in the town of Mirandola” successfully asked Duke Ercole III to turn two of the castle’s halls – which at the time were inhabited by soldiers from the militia – into a venue that could host theatre performances. The Teatro Greco was inaugurated in 1791 and its original project sketches are still extant. It was one of the last theatres to be built in the Duchy of Este in the 1700s (Bondoni, in Teatri Storici): it had three orders of boxes, a horseshoe-shaped auditorium, a decorated hall, and varied stage props, in keeping with late-eighteenth century theatre tradition. The musical history of the old theatre, about which very little is known, indicates that in the last quarter of the nineteenth century “in common with many other local historical theatres, the first hints of decadence emerged, and eventually culminated when (...) in 1905, the Teatro Nuovo was built, with a project by Lorenzo Colliva" (Lucchi 1984, p. 204).
In 1904, it was decided to build a new, modern theatre under social management, and the municipality of Mirandola was a part owner, having made available a lot on the town’s main square.
In 1905, the theatre, which was built by Lorenzo Colliva, an architect from Bologna, was inaugurated with Ponchielli’s opera La Gioconda. Lorenzo Colliva designed a façade similar to that designed ten years earlier by the architect Vincenzo Maestri for Modena’s Teatro Storchi.
The façade features two jutting bodies separated by a central body with a portico on the ground floor and a terrace on the first floor, which hinted at the size of the hall and the spaces for the public. The hall had a tympanum-crowned auditorium, whose ceiling had frescos with five female figures dancing to the sound of bells. The boxes are decorated with insignias dedicated to illustrious composers, separated by flowers and portraits of women’s faces.
The theatre has a large backstage area with seven dressing rooms and rehearsal halls for the choir and orchestra. There is an understage with metal scaffolding. In recent times, it has been used as a projector room.
Much like in other theatres, the Teatro Nuovo’s foyer is occasionally used to host contemporary art exhibitions during local fairs.
(Caterina Spada / Lidia Bortolotti)


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