Teatro Comunale Giovanni Rinaldi - Reggiolo

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
1984
Pubblicazioni e Cataloghi
R. Paralupi, Storia di Reggiolo, Reggio Emilia 1930, p. 288-289;
G. Sironi, La passione per il teatro a Reggiolo, in: "Il Resto del Carlino", 3 settembre 1966;
Indagine conoscitiva sulle strutture e gli organismi culturali nella provincia di Reggio Emilia, a cura dell'Amministrazione Provinciale, Reggio Emilia 1977;
S.M. Bondoni, Sette teatri allo specchio, Reggio Emilia 1980, p. 32-33;
La rete teatrale nella provincia di Reggio Emilia, a cura di W. Baricchi, Reggio Emilia 1982, p. 22;
Teatri Storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna, 1982, p. 197-198;
Le stagioni del teatro: le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 231-232.
Piazza Martiri
42046 Reggiolo (RE)
ER Cultura - Teatri e sedi

Fondazione: XVII (1600-1699)
Il centro storico di Reggiolo è dominato dalla Rocca medioevale caratterizzata da una struttura severa ed imponente, che rappresenta un punto di riferimento certo dell'antico nucleo della vita politica e culturale. A fianco di questo edificio, lungo il lato orientale, nell'Ottocento è sorto il piccolo Teatro Comunale, un fabbricato autonomo caratterizzato da una facciata timpanata, di gusto classico, retta da un porticato di quattro colonne. Nella Storia di Reggiolo il Paralupi scrive che alla fine del Cinquecento, vi si sarebbero tenuti spettacoli in occasione del passaggio dell'imperatore Carlo V. Mentre dal Seicento era attiva a Reggiolo una sala preposta agli spettacoli teatrali che sorgeva nella stessa area dove sorge il teatro attuale. Restaurata innumerevoli volte nel secolo successivo, rimase inattiva per più di quarant'anni; condizione che ne determinò un irreversibile degrado. Ferdinando Bianchi, podestà di Reggiolo, riuscì ad ottenere dalla duchessa Maria Luigia di Parma l'autorizzazione a ricostruire nella medesima area, un nuovo e più moderno teatro che, portato a termine, fu inaugurato nel 1838. L'opera fu compiuta con il contributo dei maggiorenti del paese che ne sovvenzionarono i lavori acquistandone i palchi. La realizzazione fu affidata all'architetto Luigi Sottili e le decorazioni ad un artista parmense rimasto anonimo. Il sipario di cui ora si conserva solo il lato sinistro perché danneggiato da un incendio nel 1973, è opera di Martini che riprende in maniera quasi identica il trionfo di Pallade dipinto sul sipario del Regio di Parma. Sono inoltre andati perduti i bellissimi scenari realizzati dal Piazza.
Nel 1880 fu aggiunto al primo piano, sopra il porticato d'ingresso, un Ridotto dedicato al musicista natio di Reggiolo, G. Rinaldi, cui in seguito è stato intitolato tutto il teatro. Nella stessa occasione fu realizzata la facciata porticata, coronata da tre finestre e un timpano classicheggiante. Nell'interno la sala a ferro di cavallo, piuttosto allungata, presenta tre ordini di palchi di cui si distingue al centro il principale solo per una forma appena più pronunciata della balconata. In generale la struttura dell'odierno teatro è rimasta uguale a quella originaria se si eccettua la decorazione del soffitto rifatta nel 1931 ad opera di Giuseppe Moscardini.
Durante l'ultima guerra, il teatro fu trasformato in granaio.
Intorno agli anni Cinquanta doveva essere abbattuto e poi trasformato in cinematografo ma fortunosamente si è deciso altrimenti tanto che nel 1964 furono fatti alcuni interventi di consolidamento alle strutture portanti quali i muri perimetrali, il tetto e i soffitti.
Prima del 1982 il teatro era utilizzato come magazzino comunale e gli atri dell'ingresso come sede di una società ciclistica. Nel 1982 vennero fatte opere di risanamento alle strutture, al pavimento ed è stata ridipinta la facciata.
Grazie ai contributi regionali e alla legge sul sisma del 1987, dal 1982 al 1994 erano stati realizzati un buon numero di restauri che avevano reso il teatro parzialmente fruibile. Erano di nuovo utilizzati il Foyer e il Ridotto come sala conferenze e sala mostre con un ricco programma di esposizioni, mentre nel sottopalco era stato ricavato un ambiente che ospitava la sede di una scuola di musica e di un complesso bandistico. Nel 2004 erano stati portati a termine un intervento per la messa in sicurezza del velario danneggiato da infiltrazioni di acqua piovana. I restauri da effettuare erano ancora numerosi sia per l'impiantistica come per gli arredi e le decorazioni.
Dalla seconda metà dell'Ottocento e per i primi trentacinque anni del Novecento il teatro è stato assai attivo con numerose rappresentazioni di prosa, talune portate in scena da famosissime compagnie (Melato, Baseggio, Gramatica, Paternò e Zacconi), né mancarono le stagioni liriche con rappresentazioni di operette e opere, tra cui si rammentano "La Traviata" e "La Norma", seppure realizzate con scenografie necessariamente contenute, date le dimensioni del palcoscenico.
Nel 2012 il terremoto ha creato ulteriori danni che hanno reso il teatro ancora una volta completamente inagibile. A sei anni di distanza grazie alla disponibilità di nuovi finanziamenti sarà possibile procedere al complessivo recupero del bene restituendolo alla comunità.
Il teatro è stato dedicato al pianista e compositore Giovanni Rinaldi (Reggiolo 1840 – Genova 1895) considerato lo Chopin italiano e nonno del compositore Nino Rota.
(Caterina Spada / Lidia Bortolotti)

The historic center of Reggiolo is dominated by the austere, massive medieval fortress, a cornerstone of the town’s political and cultural life in past centuries. In the 1800s, the small Teatro Comunale was built next to the Fortress, along its eastern flank. The theater was housed in its own building, with a classical façade topped by a tympanum and supported by a portico with four columns. In his Storia di Reggiolo, Paralupo writes that this theater hosted performances on the occasion of Emperor Carl V’s visit in the mid 1500s. Starting in the 1600s, a hall hosting theater performances was active in the same area where the modern theater now stands. After numerous renovations in the eighteenth century, it remained inactive for over 40 years, leading to irreversible damage. Ferdinando Bianchi, Podestà of Reggiolo, obtained from Duchess Marie Louise of Parma the authorization to build a new, modern theater in the same area; it was completed and inaugurated in 1838. The work was completed with the help of the town’s wealthier citizens, who subsidized the project by purchasing the theater’s boxes. The architect Luigi Sottili was responsible for the project’s design, and an unknown artist from Parma for the decorations. The stage curtain – of which only the left side remains after damage from a 1973 fire – was made by Martini, who copied almost exactly the Triumph of Pallas depicted on the stage curtain of Parma’s Teatro Regio. Piazza’s beautiful stage sets have unfortunately been lost.
In 1880, a ridotto dedicated to the Reggiolo-born musician C. Rinaldo was added to the main floor above the entrance portico. On the same occasion, the porticoed façade was built, crowned by three windows and a classical tympanum. The elongated horseshoe-shaped hall had three orders of boxes; the main box, at the center, is barely distinguishable thanks to a more prominent balcony. Generally speaking, the modern aspect of the theater has remained unchanged, except for the ceiling decorations that were redone by Giuseppe Moscardini in 1931.
During World War II, the theater was turned into a grain warehouse.
In the 1950s, the theater was meant to be demolished and turned into a cinema, but plans eventually changed, and in 1964 some of the load-bearing structures – including the perimetral walls, roof, and ceiling – were consolidated.
Prior to 1982, the theater was used as a municipal warehouse, and its atrium as the headquarters of a cycling team. In 1982, structural improvements were made, the flooring was re-done, and the façade repainted.
Thanks to funds from the regional administration and the 1987 earthquake law, numerous restoration efforts took place between 1982 and 1994, making the theater partly fit for use. The foyer and ridotto are currently used to host conferences and a rich program of exhibitions, while the understage area hosts a music school and a band. In 2004, the velarium, which had been damaged by rainwater infiltrations, was restored. Additional restorations are however needed, with regards to the electrical and other systems, furniture, and decorations.
From the second half of the 1800s until 1935, the theater was quite active, with many prose performances – some staged by illustrious theater companies (Melato, Baseggio, Gramatica, Paternò, and Zacconi) – and opera and operetta seasons, including La Traviata and La Norma, which featured rather limited stage sets due to the small size of the stage. (Caterina Spada / Lidia Bortolotti)

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