Teatro Comunale Girolamo Magnani - Fidenza

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
capienza totale della sala 430 posti
1986-1988
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
P. Cassi, Vecchie cronache di Fidenza, Milano 1941, p. 32-33;
N. Musini, Il Teatro Girolamo Magnani di Fidenza e la sua storia, Fidenza 1961;
I teatri di Parma "dal Farnese al Regio", a cura di I. Allodi, Milano 1969, p. 217-218;
F. Ferrari - I. Jemmi - L. Pedrelli - G. Ponzi, Centro storico e centro città. Studio sulla città di Fidenza, Parma 1981, p. 47 - foto 40;
Teatri Storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 182-184;
A. Aimi - A. Copelli, Storia di Fidenza. Dalle origini ai giorni nostri, Parma 1982, passim;
Il teatro di Girolamo Magnani. Scenografo di Verdi, catalogo della mostra, Fidenza 1989, p. 46-47, 79-81;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 168-170;
E. Longo, Architettura e decorazione nel Teatro Magnani di Fidenza, Fidenza 2006;
L. Bortolotti, Luoghi d'arte contemporanea nei teatri della regione, in: I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna. Arti del Novecento e dopo, a cura di C. Collina, seconda edizione aggiornata, Bologna 2008, p. 45-57.
Piazza Verdi
43036 Fidenza (PR)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Il Trovatore di Giuseppe Verdi
Fondazione: XIX (1800-1899)
A Fidenza, prima del sec. XVIII vennero allestite sale per rappresentare spettacoli teatrali solo in particolari occasioni - come per il carnevale del 1597 in palazzo Zuccheri o nel 1609 in una sala della Rocca dei Farnese.
Ma intorno ai primi anni del Settecento dovettero sorgere almeno due teatri: "uno di modeste dimensioni e costruito in gran parte in legno, situato presso l'antico seminario [vescovile] ad uso dei Filodrammatici locali e di umili compagnie di guitti" (Allodi 1969, p. 217), l'altro posto accanto all'ospedale di San Giorgio, vicino alla Cattedrale e appartenente alla famiglia ducale.
Mentre del primo si perdono le tracce nel tempo, del teatrino ducale è conservata una certa fama nelle memorie storiche della città. Esso era già in disuso nel 1725 perché gli anziani chiesero il permesso al duca per "istruzione e divertimento della gioventù," di poter utilizzare il vecchio teatro adibito ad uso di "stalla e fienile" (Aimi-Copelli 1982, p. 194). Il teatro poi continuò ad essere utilizzato se due anni più tardi, in occasione delle nozze di Antonio Farnese con Enrichetta d'Este, "si fecero mascherate, corsa di Berberi, gioco di cavalli in teatro, danze in corte" (Aimi-Copelli 1982, p. 195). Da quel momento, per interesse della duchessa, il teatrino visse un lungo periodo di fortuna tanto che presto ebbe bisogno di restauri. Nel 1737 fu chiamato infatti il falegname Francesco Negri che rifece il palco e i palchetti mentre mastro Ippolito Pinozzi rinnovò i muri e il pavimento.
Ma anche nella Rocca, residenza della famiglia ducale, continuarono, per tutto il sec. XVIII e oltre, a tenersi rappresentazioni a corte con apparati effimeri (Aimi-Copelli 1982, p. 227).
Di due anni più tardi è la notizia relativa all'elargizione "per servizio ad Enrichetta d'Este" di una pensione conferita per merito a Pietro Zani "come attore nel suo teatro privato" (Aimi-Copelli 1982, p. 232) che testimonia ancora una volta la lunga e mai interrotta attività del teatro ducale.
Nelle note del 1791, il Consiglio degli anziani, sottolineando le assai gravi condizioni dello stabile oramai centenario, riporta anche una rara descrizione dell'aspetto interno del teatrino: "i vecchi legni che sostenevano la loggia a due piani [...] dovevano essere sostituiti " (Aimi-Copelli 1982, p. 235). Si preferì allora costruire un nuovo teatro e acquistata casa Granelli (già Ospedale di San Giorgio) fu chiamato per il progetto il capomastro Angelo Rasori da Parma. Ma i lavori dovevano essere stati accantonati se ancora dopo circa dieci anni al consiglio pervenne una richiesta di perizia sulle migliorie da fare al teatrino ducale e un gruppo di giovani lo chiedeva in affitto per qualche tempo.
Nel 1812 ventotto cittadini riunitesi in società e rappresentati dal sottoprefetto Giacomo Locard, decisero quindi di acquistare un altro terreno per edificare il nuovo teatro. La scelta non cadde a caso sull'area occupata dalla chiesa di San Francesco, nell'attuale piazza Verdi. Dopo le soppressioni napoleoniche infatti la piazza, con la chiesa e l'attiguo convento di San Giovanni, aveva perso completamente il suo ruolo urbano di polo religioso. "Unica zona sopraelevata rispetto al resto della città [la piazza] aveva avuto in passato un'importanza considerevole e forse era uno dei cardini del nucleo più antico e successivamente il centro della città medievale" (Ferrari, Jemmi, Pedrelli, Ponzi 1981, p. 47).
Venne quindi abbattuta la chiesa e innalzata l'ossatura dell'edificio su progetto dell'architetto del teatro ducale di Parma, Nicola Bettoli. Sospesi ancora una volta i lavori per mancanza di fondi, la società propose nel 1831, la cessione al Comune trovando però l'opposizione di Maria Luigia dato che a suo parere la sola amministrazione locale si sarebbe dovuta accollare un impegno economico troppo gravoso. A complicare la situazione giunse nel 1835 una tromba d'aria che distrusse il tetto pregiudicando la stabilità del rustico. Nel 1848 il Comune ottiene finalmente la proprietà del teatro ormai sul punto di crollare ma i lavori non riprenderanno che dopo sei anni. Per la direzione della costruzione fu chiamato nel 1854 l'ingegnere del Comune Antonio Armarotti che avrebbe dovuto cercare di rispettare, con qualche economia, il vecchio progetto di Bettoli. Per le murature venne usato il materiale della chiesa di San Giovanni che era crollata improvvisamente in quegli stessi mesi.
Il celebre scenografo Girolamo Magnani, nativo di Fidenza, che aveva seguito con viva attenzione il procedere dei lavori dando preziosi consigli all'architetto Armarotti. "Avvalendosi quindi dell'aiuto dei suoi migliori allievi, come Giuseppe Giacopelli [...] e Francesco Spada, Magnani portò a termine il ciclo decorativo del teatro di Fidenza: molto semplice nell'Atrio con specchiature in finto marmo e lunette inferriate, con due figure allegoriche, la Musica e la Poesia, che anticipano quelle della sale di cui ci sono pervenuti i bozzetti preparatori"(Il teatro... 1988, p. 47).
Magnani decorò anche il "Ridotto bomboniera, dove tra letizia di fiori, il gioco apollineo si moltiplica nelle grandi specchiere di legno dorato fatte giungere appositamente dalla corte ducale di Parma" (cit., p. 47). Per la decorazione del soffitto della platea, Magnani modella degli stucchi dorati, preziosi come meccanismi di orologio. Dietro questi dipinge il cielo con figure allegoriche, creando un efficace effetto finale di apertura, in sintonia con una antica e festosa tradizione padana cinquecentesca. Il ricco ma equilibrato impiego di dorature conferisce a tutta la sala una certa aura francesizzante. Magnani disegnò e dipinse anche le scene per la rappresentazione del Trovatore in occasione dell'inaugurazione del teatro che avvenne il 26 ottobre 1861. La pianta della platea è a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e un loggione.
Ogni ordine è diviso in diciotto palchi. Vi sono inoltre tre palchi per lato nel Proscenio e sopra l'entrata un grande palco reale. Il palcoscenico (ricostruito in cemento armato nel 1953) è dotato di ampio retropalco e di dieci camerini. Vi è pure una sala con una tribuna per i musicisti. Si conservano ancora alcune macchine da scena e cinque preziosi lampadari provenienti dalla corte di Parma come le specchiere del Ridotto. La facciata è porticata con cinque aperture sormontate da medaglioni. Sopra la finestra centrale sta un timpano decorato e lo stemma di Fidenza. Tra il 1870 e il 1871 sopra il palcoscenico fu costruita una sala da ballo con parapetto per i veglioni di carnevale e sette anni più tardi il teatro diventò sede di una scuola di musica teatrale. Alla morte di Girolamo Magnani (1889), il Comune decise di dedicare il teatro alla sua memoria. Ai saltuari lavori di mantenimento va aggiunto negli anni 1932-1933, un importante restauro delle tappezzerie, delle dorature, degli stucchi e del velario. Dal 1910 il teatro è illuminato interamente con luce elettrica e dal 1964 possiede un moderno impianto di riscaldamento. Recentemente è stata ripristinata la facciata. Nel 1988 il teatro è stato inaugurato dopo una chiusura di tre anni occorsa per adeguare le strutture principali dello stabile alle norme di sicurezza ma gli arredi della platea e dei palchetti non sono ancora stati sostituiti con materiale idoneo.
Il teatro è attivo e ospita stagioni di prosa, lirica, sinfonica. Saltuariamente si tengono spettacoli dialettali e per ragazzi.
(Caterina Spada)
Seppure in modo non sistematico il Teatro Magnani ha ospitato negli spazi del foyer, in occasioni particolari quali la Gran Fiera di Borgo San Donnino in ottobre e il Festival Teatrale 'Giostra di maggio', mostre d'arte contemporanea o di fotografia. Mentre è tuttora esposto nel caffè del teatro un piccolo nucleo di dipinti dell'artista Oreste Emanuelli che, poco prima della morte avvenuta nel 1977, ha donato al Comune di Fidenza oltre 1.300 dipinti, per la maggior parte conservati presso la Biblioteca Civica Leoni.
(Lidia Bortolotti)

Before the 18th century, theatre halls were set up in Fidenza only for special occasions: during the 1597 carnival in Palazzo Zuccheri, for example, or in 1609 in a hall in the Farnese Fortress.
By the early 1700s, however, there were at least two theatres: "a rather small one, made almost entirely out of wood, located in the former seminary and used by the local drama society and humble hacks " (Allodi 1969, p. 217), and another, which belonged to the ducal family, located next to the San Giorgio hospital near the Cathedral.
While the former left few traces, the Ducal theatre made its mark on the city’s historic memory. It had been abandoned as early as 1725, when the city’s elders asked the Duke’s permission to use the old theatre – which had been turned into “a stable and barn” – for the “education and entertainment of local youths" (Aimi-Copelli 1982, p. 194). The theatre must have resumed its activities, because two years later, on the occasion of Antonio Farnese’s wedding to Enrichetta d'Este, "there were masked balls, horse races, equestrian games in the theatre, and court dances" (Aimi-Copelli 1982, p. 195). From then on, thanks to the Duchess’ interest, the theatre enjoyed a lengthy period of success, to the extent that it soon needed restoration. In 1737 the carpenter Francesco Negri rebuilt the stage and boxes, while the master builder Ippolito Pinozzi renovated the walls and flooring.
The Fortress, where the Ducal family lived, also continued to host theatre performances throughout the 18th century and beyond, using temporary (Aimi-Copelli 1982, p. 227).
Two years later, a merit pension was granted to Pietro Zani “for his service to Enrichetta d’Este as an actor in her private theatre" (Aimi-Copelli 1982, p. 232), yet more evidence of the lengthy, uninterrupted activity of the Ducal theatre.
In its notes from 1791, the council of elders highlighted the serious decay of the century-old building, and included a rare description of its interior: "the wooden supports for the two-story gallery [...] needed to be replaced" (Aimi-Copelli 1982, p. 235). The decision was thus taken to build a new theatre, and after the purchase of Casa Granelli (the former San Giorgio hospital), the master builder Angelo Rasori of Parma was entrusted with the project. However, this project must have been discarded, since ten years later the council received a request for a study on the improvements to be made to the Ducal theatre, and a group of youths asked to lease it for some time.
In 1812, 28 citizens formed a society represented by the Vice-Prefect Giacomo Locard and decided to purchase a plot of land to build a new theatre. They purposely chose the area where the Church of San Francesco stood, in what is now Piazza Verdi. After the Napoleonic suppressions, the square, with its church and adjacent San Giovanni convent, had lost its role as the city’s religious hub. "Being the only elevated area in the city, the square had once had great importance, and was likely one of the focal points of the town’s ancient nucleus, and the centre of the city in the Middle Ages" (Ferrari, Jemmi, Pedrelli, Ponzi 1981, p. 47).
The church was demolished, and the building’s frame was raised, thanks to a project by the architect of Parma’s Ducal theatre, Nicola Bettoli. After the work was suspended due to a lack of funds, in 1831 the society suggested that the theatre be sold to the municipal administration, but the Duchess Marie Louise was opposed, as this would have been an excessive strain on the administration’s finances. An additional setback occurred in 1835, when a tornado tore off the roof, endangering the building’s stability. In 1848 the municipal administration finally acquired the ownership of the theatre, which was about to crumble, but it took another six years for construction work to resume. In 1854, the municipal engineer Antonio Armarotti was appointed project director, with the task of remaining faithful to Bettoli’s old project while trying to cut down on expenses. The rubble from the Church of San Giovanni, which had unexpectedly collapsed just months before, was used for the masonry.
The illustrious Fidenza-born scenographer Girolamo Magnani, who had closely followed the work, gave precious advice to the architect Armarotti. "Thanks to the help of his best pupils, such as Giuseppe Giacopelli [...] and Francesco Spada, Magnani completed the decorative cycle of Fidenza’s theatre: the atrium’s decorations were very simple, with false marble panelling and grated lunette windows, with two allegorical figures, Music and Poetry, recalling those in the hall, whose preparatory sketches we have seen" (Il teatro... 1988, p.47).
Magnani also decorated "the jewel-like ridotto, where among a riot of flowers, the apollonian game is multiplied by the large mirrors with their gilded wood frames, specially brought in from Parma’s Ducal court" (cit. p. 47). For the decorations on the main floor’s ceiling, Magnani moulded golden stuccos, as precious as clock mechanisms. Behind them he painted a sky filled with allegorical figures, giving it an attractive, open appearance, and recalling the ancient, festive, 16th century traditions of the Po Plain. The extensive, yet well-balanced used of gilding gave the entire hall a French-like aura. Magnani also designed and painted the stage sets for the performance of Il Trovatore on 26 October 1861, the theatre’s inauguration. The main floor is horseshoe-shaped, with three orders of boxes and a gallery.
Each order has eighteen boxes. There are also three boxes on each side of the proscenium, and a large royal box above the entrance. The stage (which was rebuilt using concrete in 1953) has a large backstage area and ten dressing rooms. There is also a hall with a stand for the musicians. Some of the stage machinery, five precious chandeliers from the Parma Court, and the ridotto’s mirrors are still extant. The façade has a portico with five openings surmounted by medallions. A decorated tympanum and Fidenza’s coat of arms are above the central window. Between 1870 and 1871, a ballroom with a parapet – to be used during carnival celebrations - was built above the stage, and seven years later the theatre became home to a theatre music school. Upon Girolamo Magnani’s death in 1889, the municipal administration decided to name the theatre in his honour. Along with occasional maintenance work, a significant restoration effort focusing on tapestries, gildings, stuccos, and drapes took place in 1932-1933. Electrical lighting has been in place since 1910, and a modern heating system since 1964. The façade was recently restored. In 1988 the theatre was re-opened after being closed for three years, during which time it was made compliant with safety regulations, although the furnishings in the boxes and main floor have not yet been adequately replaced.
The theatre is active and hosts prose, opera, and orchestra seasons. Occasionally, plays in the local dialect and plays for kids are also staged.
(Caterina Spada)
From time to time, Teatro Magnani’s foyer has hosted contemporary art or photography exhibitions, mostly during special occasions such as the Borgo San Donnino Fair in October and the “Giostra di maggio” Theatre Festival. A small number of paintings by the artist Oreste Emanuelli are still on display in the theatre’s café. Shortly before his death in 1977, Emanuelli had donated over 1,300 paintings to the town of Fidenza; most are held in the Leoni Civic Library.
(Lidia Bortolotti)

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