Teatro Regio - Parma

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
capienza totale della sala 1340 posti
1983 - 1993
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
G. Niccolosi, Il nuovo teatro di Parma rappresentato con tavole intagliate nello studio di P. Toschi e descritto per brevi cenni da G. B. N., Parma 1829;
A. Stocchi, Diario del Teatro Ducale di Parma dal 1829 a tutto il 1840, Parma 1841;
C. R. Bombelles, Monumenti e munificenze di S. M. la Principessa Imperiale Maria Luigia, Arciduchessa d’Austria, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma-Parigi 1845;
P. Grazioli, Restaurazione ed abbellimento del Regio Teatro, eseguiti nell'anno 1853, cenni storici e descrittivi, Parma 1853;
P. Martini, Intorno al sipario dipinto da G. B. Borghesi per il Regio Teatro di Parma, Parma 1869;
C. Alcari, Il Teatro Regio di Parma nella sua storia dal 1883 al 1929. In occasione del 1° centenario della sua inaugurazione (1829-1929), Parma 1929;
M. Corradi Cervi, Cronologia del Teatro Regio di Parma 1928 – 1948, Parma 1955;
M. Corradi Cervi, Il Teatro Regio, Parma 1962;
P. M. Paoletti, I 140 anni del Teatro Regio, in I teatri di Parma “dal Farnese al Regio”, a cura di I. Allodi, Milano 1969, p. 125-172;
G. Ricci, Teatri d’Italia dalla Magna Grecia all’Ottocento, Milano 1971, p. 243-244;
S. Tidworth, Theatres. An illustrated history, Londra 1973 , p. 147;
M. Tafuri, Teatri e scenografie, Milano 1976, p. 35, 140-141;
M. Corradi Cervi, Il Teatro Regio, in Parma. Vicende e protagonisti, a cura di G. Capelli, G. Marchetti, B. Molossi, Bologna 1978, p. 317-327;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 178-179;
G. Cappelli, Il Teatro Regio di Parma. Architettura. Scene. Spettacoli, Parma 1991;
R. Cristofori, Inventario dell’Archivio storico del Teatro Regio 1816-1859, Parma 1992, p. 541-570 (bibliografia generale);
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 211-213.


Via Garibaldi, 16/a
43121 Parma (PR)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Zaira di Vincenzo Bellini
Fondazione: XIX (1800-1899)
Nel 1821, su incarico della Duchessa Maria Luigia, Nicola Bettoli avviò la costruzione del Nuovo Teatro Ducale nell'area del Convento di S. Alessandro. Il teatro fu ultimato nel 1828 e inaugurato il 16 maggio 1829 con l’opera Zaira composta per l’occasione da Vincenzo Bellini.
Il teatro, poi denominato Regio, rappresenta ancora un significativo esempio dei numerosi e imponenti interventi pubblici realizzati dalla Duchessa. Sorse nel cuore della città, articolato in un corpo centrale e due ali laterali collegate al Palazzo Ducale e alla Chiesa di S. Alessandro, sì da diventare luogo di riferimento e aggregazione nella vita della città stessa, secondo quanto afferma G.B. Niccolosi, per il quale "non meno degli spettacoli scenici convenga la teatrale architettura appropriarsi ai tempi ed ai costumi" (G. B. Niccolosi, 1829, p. 10).
La facciata neoclassica presenta un porticato a colonne ioniche sovrastato da due fasce. Nella prima si trovano cinque finestre timpanate poste in corrispondenza degli intercolumni sottostanti, nella seconda un finestrone termale affiancato da due eleganti immagini della Fama in volo, bassorilievi di Tommaso Bandinelli, così come la decorazione con cetra e mascheroni che modula il timpano posto a coronamento dell'edificio. I due corpi laterali sono arretrati e risolti in due soli ordini.
Il vestibolo quadrato del teatro presenta un soffitto a lacunari sorretto da colonne ioniche e introduce alla platea a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi, dotati dei rispettivi camerini, ed una galleria. Vasto e ben attrezzato il palcoscenico, particolarmente elegante il ridotto coperto da una volta dipinta da G. B. Azzi, che vi ha raffigurato l'Armonia con baccanti e amorini, cui si affiancano gli stucchi e gli ornati di P. Piazza, G. Smit, G. Gelati, T. Bandini e C. Rusca. Alle pareti sono i finti bassorilievi di soggetto mitologico di S. Campana.
In origine la sala aveva una raffinata decorazione neoclassica, come documentano le incisioni del Toschi. Ogni ordine di palchi aveva differenti decorazioni a stucco: in basso si allineavano trofei militari, quindi la storia di Psiche, medaglioni con ritratti di poeti, ghirlande di fiori e frutti.
I palchi di proscenio erano decorati più riccamente con le immagini della Fama che sostenevano trofei d'acanto e ritratti di uomini illustri; nell’arcoscenico un orologio a luce era posto fra gli attributi di Febo e Minerva.
La trasformazione della sala iniziò, per volere di Carlo III di Borbone, nel 1853; vi lavorarono gli architetti Luigi Montecchi e Luigi Bettoli e lo scenografo Girolamo Magnani, nominato proprio in quell'anno pittore e direttore del teatro. Gli ornati neoclassici della sala furono sostituiti con altri più ricchi e fastosi, e nel soffitto, già dipinto da Giovan Battista Borghesi, il quale vi aveva rappresentato i protagonisti della scena antica e di quella moderna in volo sul fondo di un cielo stellato, furono inseriti una fascia purpurea ed un fregio a cornici dorate. Rimase invece intatto il bel sipario di Giovan Battista Borghesi, tuttora esistente, su cui è rappresentato il trionfo di Pallade.
Dopo l’elettrificazione, introdotta nel 1907 e la creazione del golfo mistico nel 1926, il teatro non ha subito modificazioni sostanziali fino al 1983, anno in cui sono iniziati i necessari lavori di restauro e risanamento conservativo condotti “a teatro aperto”, ossia senza interruzione dell’attività, per tutti gli anni Novanta. Il progetto complessivo, messo a punto dall’Ufficio Tecnico Comunale, ha realizzato, in successivi lotti, i consolidamenti strutturali delle murature delle volte e delle coperture; la ristrutturazione dell’antica sala degli scenografi e degli spazi della torre scenica; il restauro dei palchi, delle balconate, del foyer e della sala fumatori. Altri interventi hanno riguardato il recupero di spazi per gli artisti e le maestranze, nonché la messa a norma degli impianti di sicurezza.



In 1821, the Duchess Marie Louise asked the architect Nicola Bettoli to build the Nuovo Teatro Ducale near the Convent of S. Alessandro. The theatre was completed in 1828 and inaugurated on 16 May 1829 with the opera Zaira, composed for the occasion by Vincenzo Bellini.
The theatre, which subsequently changed its name to Teatro Regio, is an important example of the many major public works built under the Duchess’ rule. Built in the heart of the city, and made up of a central body and two lateral wings connected to the Ducal Palace and the Church of S. Alessandro, it soon became a focal point for the city’s social life, according to G.B. Niccolosi, who stated that "the theatre’s architecture should reflect the current era and customs at least as much as the performances staged there" (G. B. Niccolosi, 1829, p. 10).
The neo-classical façade has a portico with Ionic columns surmounted by two bands. The first has five tympanum windows located above the spaces between the columns, and the second a large semicircular window flanked by two elegant bas-relief images of Pheme in flight by Tommaso Bandinelli, who was also responsible for the decorations of the tympanum that crowned the building, depicting zithers and large masks. The two wings of the buildings are set further back, and feature two orders.
The theatre’s square vestibule has a coffered ceiling supported by Ionic columns; it leads to the horseshoe-shaped main floor with four orders of boxes, each with its own facilities, and a gallery. The stage is large and well-equipped, and the ridotto is particularly elegant, with a vault ceiling painted by G. B. Azzi, who depicted Harmonia with cherubs and bacchants; stuccos and decorations by P. Piazza, G. Smit, G. Gelati, T. Bandini and C. Rusca completed the picture. The walls feature S. Campana’s false bas-reliefs depicting mythological subjects.
Originally, the hall featured fine neo-classical decorations, as documented by Toschi’s engravings. Each order of boxes had different stucco decorations: from bottom to top, military trophies, the myth of Psyche, medallions with portraits of poets, garlands of flowers and fruit.
The proscenium boxes had more elaborate decorations, with images of Pheme supporting acanthus trophies and portraits of illustrious men; the proscenium arch featured a light clock placed between Apollo and Minerva.
The hall began to be transformed in 1853, in keeping with the wishes of Charles III of Bourbon; the architects Luigi Montecchi and Luigi Bettoli and the scenographer Girolamo Magnani were involved in the work, and the latter was appointed the theatre’s director and painter that very year. The hall’s neo-classical decorations were replaced with more elaborate and sumptuous ones, and the ceiling, which had been painted by Giovan Battista Borghesi, who depicted ancient and modern stage actors flying against a starry sky, was further decorated with a golden-framed frieze and a purple sash. Giovan Battista Borghesi’s beautiful stage curtain was left untouched; it is still extant, and depicts the triumph of Pallas.
After an electrical system was installed in 1907 and an orchestra pit created in 1926, the theatre did not see significant changes until 1983, when the necessary restoration efforts began while the theatre remained open, and continued through the 1990s. The project, designed by the municipal technical office, included, in various phases, the structural consolidations of the walls holding up the vault ceiling and the roofing; the restructuring of the former scenographers’ room and the stage tower; the restoration of the boxes, balconies, foyer, and smokers’ room. Other interventions included the carving out of spaces for performers and construction workers, and ensuring the building’s compliance with safety regulations.

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