Teatro di Villa Raggio - Pontenure

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
teatro serra in villa
Pubblicazioni e Cataloghi
Teatri storici storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 175;
Liberty in Emilia, Modena 1988, p. 288;
A. M. Matteucci, C. E. Manfredi, A. Coccioli Mastroviti, Ville piacentine, Piacenza 1991, p. 246-249;
G. Glorioso, La serra di Villa Raggio: degrado, conservazione e ipotesi di riuso, in: "INARCOS", L, 1 (1995), p. 26-28;
P. Jacopini, La storia di Villa Raggio, in: "INARCOS", L, 1 (1995), p. 5-8;
F. Silva, La serra di Villa Raggio: tecnologia ed architettura, in: "INARCOS", L, 1 (1995), p. 23-25;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 218-219.
Villa Raggio
Parco di Villa Raggio
29010 Pontenure (PC)

Fondazione: XX (1900-1999)
Questa villa, denominata in origine "Villa Fortunata", fu fatta edificare da Armando Raggio, appartenente alla buona borghesia ligure, tra il 1882 e il 1885, su progetto del genovese Luigi Rovelli. È circondata da un vasto parco (circa 42.000 metri quadrati) caratterizzato dalla grande ricchezza di particolari essenze vegetali (750 circa), che ne fanno un bell'esempio di quello che viene definito "giardino d'importazione" di tipo mediterraneo.
In questo parco sorge il teatrino che costituisce un raro e curioso esempio del suo genere: esso in pratica collega tra loro due ali di serre la cui struttura in cemento, ghisa e vetro è del tutto simile a quella dei grandi vivai diffusi in Europa nella seconda metà dell'Ottocento.
Giovanna Pesci in Liberty in Emilia fa notare che il teatro, di piccole proporzioni, era perfettamente rispondente alle esigenze private di una famiglia borghese illuminata, "che replicava usanze aristocratiche nell'offrire agli ospiti e a sé stessa la conoscenza insieme al divertimento". Il teatrino è costituito da un palcoscenico in muratura, il cui arcoscenico conserva tracce di decorazioni floreali, e da una cavea caratterizzata da una struttura vetrata e da una volta a botte in legno e ferro sorretta da dieci colonnine in ghisa. Una modanatura curvilinea separa le due aree di copertura: in ferro la platea, in tegole il palcoscenico, suggerendo col suo andamento curvilineo il periodo di edificazione che va collocato tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Senza dubbio questa struttura che, teniamo a sottolineare, risulta assai rara e particolare, versa ancora in uno stato di conservazione piuttosto precario, benché una serie di interventi importanti ne abbiano scongiurato la perdita.
Alla fine degli anni Ottanta il Comune di Pontenure ha acquistato la villa e il parco e quest'ultimo è stato ripristinato e reso fruibile tanto che, nella buona stagione, vi si svolgono varie iniziative sia sportive (per esempio gare di tiro con l'arco) sia musicali e teatrali.
L'architetto Otello Mazzei ha redatto un progetto per il restauro della villa e del teatrino in parte attuato. Nella villa restaurata è stata trasferita la Biblioteca Civica mentre la serra e il relativo teatrino sono stati parzialmente restaurati con il ripristino delle vetrate e delle coperture.
(Lidia Bortolotti)

This villa, originally called "Villa Fortunata”, was built by Armando Raggio, a member of Liguria’s wealthy bourgeoisie, between 1882 and 1885; the project was designed by Genoa’s Luigi Rovelli. It is surrounded by a vast park (about 42,000 square meters) featuring a great variety of plant species, which make it a fine example of a Mediterranean-style exotic garden.
This park hosts the small theatre, a rare and unusual example of its kind, which links two greenhouses whose cement, glass, and wrought iron structure is identical to that of the greenhouses that were common throughout Europe in the second half of the 1800s.
A small theatre, it met (as Giovanna Pesci writes in Liberty in Emilia) the private needs of an enlightened bourgeois family "that replicated aristocratic customs in providing the family and its guests with knowledge as well as entertainment". The theatre includes a brick stage, whose proscenium arch still has traces of floral decorations, and an auditorium with a glass structure and a wood-and-iron barrel vault supported by ten small, wrought-iron columns. Curved moulding separates the two sections of the roofing: iron over the main floor, and shingle over the stage; with its curving shape, it provides a clue to when it was built: sometime between the late 1800s and the early 1900s.
This very rare and peculiar structure is poorly conserved, although several significant restoration efforts have managed to prevent its complete loss.
In the late 1980s, the municipality of Pontenure purchased the villa and the park. The latter was restored and opened to the public, and hosts various events during the summer, including sporting competitions (such as bow shooting), concerts, and theatre performances.
The architect Otello Mazzei drafted a (now partly implemented) plan for restoring the villa and the small theatre. The civic library has been transferred to the villa, while the roofing and windows of the greenhouse and small theatre have been restored.
(Lidia Bortolotti)

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