Teatro Augusto Massari - San Giovanni in Marignano

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a U con palchetti
capienza totale della sala 110 posti
1980-1982
Pubblicazioni e Cataloghi
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 247-248;
A. Nanni, Teatri dell'Italia "minore". L'esempio di S. Giovanni in Marignano (Fo), in: "INARCOS", XLVIII, 8 (1993), p. 471-473;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, Bologna 1995, p. 243-244;
E. Vasumi Roveri, I teatri di Romagna. Un sistema complesso, Bologna 2005, p. 155-156, 187.
Via Serpieri
47842 San Giovanni in Marignano (RN)
ER Cultura - Teatri e sedi

Fondazione: XIX (1800-1899)
Il teatro ha origine da un edificio ad uso religioso, già ritenuto la chiesa di S. Pietro in Castelnuovo, ma recentemente individuato come l'oratorio della congregazione del SS. Rosario di S. Giovanni in Marignano. La costruzione sorge lungo il perimetro del castello e, come si evince dalla documentazione catastale storica, la parete nord-orientale dell'edificio coincide con la cinta muraria malatestiana. Il luogo di culto venne soppresso in epoca napoleonica dalla stessa autorità ecclesiastica in quanto fatiscente e lo stabile venne adibito a teatro nel 1802. Le prime notizie relative ad una attività teatrale risalgono per al 1841, quando è documentata l'esistenza di una Società di dilettanti filodrammatici e sono ricordati contrasti interni sulla gestione degli spettacoli.
Ma la nascita del Teatro Condomini si colloca nel 1855, precisamente nella seduta del consiglio comunale del 21 aprile, quando venne deliberata la ristrutturazione dello stabile, a quella data giudicato inadatto alle "sue tanto istruttive e dilettevoli rappresentazioni" (cit. Il teatro.. ). L'incarico di restauro del locale fu affidato all'architetto riminese Giovanni Benedettini ed i lavori si svolsero fra il 28 giugno e il 30 dicembre del 1856, con una spesa di 610.97 scudi. Il vano interno viene ad assumere quell'aspetto, conservatosi fino ad oggi, con la sala dalla tipica pianta a U, a due ordini di palchetti, il primo intervallato da colonnine, il secondo da pilastrini sormontati da capitelli.
Il giorno di Natale del 1856 si riunì la Società dei Condomini concessionaria del teatro e si svolse l'assegnazione dei palchi; la prima stagione di recite, condotte da una nuova compagnia filodrammatica locale, fu quella del carnevale del 1857, con notevole concorso di pubblico dai paesi del Governatorato di Saludecio ed anche da Rimini. Una sommaria descrizione tecnica del teatro è contenuta in una relazione ispettiva del Corpo Reale del Genio Civile risalente al 1881: il locale definito "capace di circa 400 spettatori, risulta di due gallerie con 15 intercalarj ciascuna oltre la platea. Tutto quanto riduce a teatro l'ambiente, un tempo destinato a culto, è di legname, eccettuati i parapetti delle gallerie. La illuminazione è a tutt'olio minerale con lampade all'ingiro"(cit. Il teatro..). In seguito si verificarono interruzioni dell'attività a causa del colera (1884) e per lavori di modifica imposti dalle norme di sicurezza (1888). Negli anni compresi fra la fine dell'Ottocento e la prima decade del Novecento si registra un'intensa attività artistica, con una presenza sempre più accentuata di compagnie (filodrammatiche, comiche e marionettistiche) esterne all'ambito locale; la filodrammatica di S. Giovanni in Marignano esce definitivamente di scena nel 1891. Dopo la sospensione dovuta alla prima guerra mondiale riprendono le rappresentazioni e, fra il 1924 e il 1926, si segnalano le prime proiezioni cinematografiche. Ma l'attività di censura del regime fascista si fa sempre più sentire e gli interventi limitativi sugli spettacoli sempre più frequenti; nel 1930 il teatro viene chiuso perché non risponde, a detta della Questura di Forlì, alle norme di pubblica sicurezza. Riapre nel 1932, ma è ribattezzato Teatro dell'Opera Nazionale Dopolavoro ed è anche classificato come cinematografo di quarta categoria, adibito alla proiezione delle pellicole LUCE. Una scheda tecnica del Dopolavoro provinciale (1934) censisce 80 posti in platea, 200 nei due ordini di palchi, 50 in piedi e 4 camerini. L'attività teatrale è ormai assai diradata e gli eventi della seconda guerra mondiale determinano la definitiva decadenza; le ultime recite si svolgono nelle stagioni del 1946 e del 1947. Il locale, definito dal Sindaco del tempo come "l'avanzo di un piccolo teatro condomino" (cit. Il teatro..), viene chiuso nel 1948 e poi adibito a magazzino comunale. Lo stato di penoso abbandono dura oltre trent'anni, fino all'intervento di restauro concluso nel settembre del 1982.
Quando nel 1980 l'amministrazione comunale avviò i lavori, su progetto dell'architetto Augusto Bacchiani, le condizioni esterne ed interne del teatro erano disastrose. La struttura presentava numerose lesioni, i palchi erano inagibili, infiltrazioni d'acqua dal coperto avevano danneggiato gravemente l'apparato decorativo. L'intervento è stato rivolto ad un generale recupero dell'edificio, mentre all'interno si è proceduto al rifacimento di tutti gli impianti e al restauro delle decorazioni del soffitto e dei palchi, operazione particolarmente delicata che ha comportato anche alcune necessarie "riprese", nel rispetto del disegno originario, laddove non era possibile nessun'altra soluzione conservativa. La sala, a due ordini di quindici palchetti ciascuno, sostenuti da pilastrini con capitello e da colonnette poggianti sul pavimento della platea, ha una forma a U. Al centro del soffitto è rappresentato Apollo (?), avvolto in un manto rosso e con la lira in mano, all'interno del cerchio dei simboli zodiacali in movimento. Lungo il perimetro della volta si alternano grottesche monocrome a tondi racchiudenti figure femminili. L'autore dell'apparato decorativo è identificato nel pittore Angelo Trevisani da Savignano sul Rubicone. Il sipario, dipinto da Antonio Mosconi, raffigura , sullo sfondo, una veduta ottocentesca di San Giovanni in Marignano. Restaurato nel corso dei lavori di recupero dell'edificio teatrale, è attualmente ricollocato in palcoscenico.
Il teatro svolge regolare attività sulla base di una convenzione tra il Comune e un'Associazione teatrale, sotto la cui direzione artistica vengono allestiti, durante tutto l'anno, spettacoli di prosa, musica, danza e proiezioni cinematografiche. Saltuariamente alcuni ambienti vengono utilizzati per attività espositive.
(Luisa Masetti Bitelli)

The theatre was located in what was originally a place of worship, initially thought to be the Church of S. Pietro in Castelnuovo, but recently identified as the oratory of the Congregation of the Holy Rosary of S. Giovanni in Marignano. The building stands along the castle’s perimeter, and as the historical cadastral documentation shows, the north-eastern side of the building coincides with the boundary wall of Malatesta’s castle. The place of worship was suppressed under Napoleon’s rule by the ecclesiastic authority, since it was in poor condition, and the building was turned into a theatre in 1802. The first information on theatre activities there dates back to 1841, with documents on an amateur drama society testifying to internal disagreements on the way performances were managed.
Teatro Condomini was established in 1855, after the municipal council session of 21 April, when it was decided to restore the building, which had been deemed unfit for staging its “educational and entertaining performances "(cit. Il teatro.. ). The restoration project was entrusted to an architect from Rimini, Giovanni Benedettini and work took place between 28 June and 30 September, 1856, with an expenditure of 610.97 scudos. The theatre’s room took on the appearance it still has today, with a U-shaped floor plan and two orders of boxes: in the first, each box was separated by small columns, while in the second they were separated by pillars surmounted by capitals.
On Christmas Day 1856, the Società dei Condomini, which leased the theatre, met and assigned the boxes; the first theatre season, with plays staged by a new local drama troupe, started during Carnival 1857, and saw large audiences coming from the Saludecio area and even as far as Rimini. An 1881 inspection report from the Royal Civil Engineering Corps includes a brief technical description of the theatre: it was said to "seat about 400, with two galleries, each with 15 curtains, and a main floor. The furnishings of the theatre, which used to be a place of worship, are all fashioned out of wood, with the exception of the gallery’s parapets. Lighting was exclusively with mineral oil lamps placed all around the venue" (cit. Il teatro..). Theatre activities were interrupted due to a cholera outbreak (1884) and renovation efforts mandated by safety regulations (1888). Between the end of the 1800s and the first decade of the 1900s, artistic activity was quite intense, with an increasing presence of drama, comedy, and puppeteer troupes from outside the region; the S. Giovanni in Marignano drama troupe ceased its activities in 1891. After a suspension during World War I, performances resumed, and the first cinematograph screenings were held between 1924 and 1926. As the fascist regime’s censorship became ever more heavy handed, efforts to limit performances grew; in 1930 the theatre was closed because, according to the Forlì Prefecture, it was not in compliance with safety regulations. The theatre reopened in 1932, under the new name Teatro dell'Opera Nazionale Dopolavoro, and was classified as a fourth-category cinematograph, authorized to screen films by the LUCE institute. According to a 1934 technical report by the provincial OND office, the theatre had 80 seats on the main floor, 200 in the two orders of boxes, 50 standing-room spaces, and 4 dressing rooms. Theatre activities were much reduced by then, and the Second World War dealt the final blows; the last performances were staged during the 1946 and 1947 seasons. The venue, defined by the mayor at the time as “what is left of a small local theatre" (cit. Il teatro..), was closed in 1948 and subsequently converted into a municipal warehouse. It lay abandoned for over thirty years, until the restoration efforts that ended in September 1982.
When the municipal administration launched these efforts in 1980, and entrusted them to the architect Augusto Bacchiani, the theatre’s exterior and interior were in disastrous conditions. The building was damaged in many places, the boxes were unfit for use, and water seepage had seriously damaged the decorations. Efforts aimed at a general restoration of the building, while the electrical and other systems were redone, and the decorations of the boxes and ceiling restored. The latter was a particularly painstaking operation, which necessitated some changes to the original design when no other solution was possible.
The hall, with two orders of fifteen boxes each, supported by pillars topped with capitals and columns that rested on the main floor, has a U-shaped floor plan. The centre of the ceiling features a depiction of Apollo (?), wrapped in a red mantle and with a lyre in his hand, inside a circle of moving Zodiac signs. Along the vault’s perimeter, grotesque monochromes alternate with circles enclosing female figures. The painter Angelo Trevisani from Savignano sul Rubicone was responsible for the decorations. The stage curtain, painted by Antonio Mosconi, depicts a 19th century view of San Giovanni in Marignano. After being restored, it is now back on the stage.
The theatre is active thanks to an agreement between the municipality and the theatre association, under whose artistic direction prose performances, concerts, ballets, and film screenings are stage. Some rooms are occasionally used for exhibitions.
(Luisa Masetti Bitelli)

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