Politeama Sociale - Sassuolo

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
politeama
Pubblicazioni e Cataloghi
Teatri storici storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 206;
Liberty in Emilia, Modena 1988, p.162-164;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 249;
F. Ferrari, Teatro, spettacolo e cinema a Sassuolo 1900-1980 in: "QB Quaderni della Biblioteca" 8 (2012), p. 23-155.
via Farosi
41049 Sassuolo (MO)

opera di inaugurazione:
Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni e Pagliacci di Ruggero Leoncavallo
Fondazione: XX (1900-1999)
All'inizio del Novecento a Sassuolo, va distrutto il settecentesco teatrino ducale sito in piazza dell'Orologio (v. scheda Teatro Carani). A seguito di questo evento si costituisce, nel 1906, una Società Cooperativa con l'intento di edificare un nuovo teatro. L'Amministrazione Comunale accoglie le istanze della suddetta Società concedendo un'area già destinata al gioco delle bocce, in prossimità delle scuole pubbliche. Il progetto viene affidato a Gaetano Malatesta, ingegnere del Comune.
Inizialmente si pensa di costruire un'arena all'aperto per ospitare spettacoli comici, equestri e di varietà, assai diffusi all'epoca; preferendovi poi la realizzazione di un Politeama, ossia una sala atta ad accogliere varie tipologie di spettacolo, dalla lirica, alla prosa, al varietà ecc.
L'opera procede con gradi difficoltà di ordine economico e si rende necessario l'intervento del Comune che acquista dalla cooperativa parecchie azioni. L'inaugurazione avviene con Cavalleria Rusticana e I Pagliacci soltanto il 12 ottobre 1912.
Il teatro mantiene le sue funzioni solo fino al 1935 quando viene definitivamente acquisito dal Comune. Quindi subisce una prima trasformazione. Con opportuni lavori di risistemazione è adibito a Casa del Fascio, e nel dopoguerra a sala da ballo. Successivamente (1964) viene veduto al Banco di S. Geminiano e S. Prospero, tuttora proprietario, che intenderebbe trasformarlo in centro di attività direzionale, il progetto comunque non è mai stato avviato.
Attualmente il teatro versa in grave stato di degrado, ed ha perduto in gran parte la sua identità originaria. Probabilmente nel corso della ristrutturazione del 1935 sono stati tamponati i palchetti della galleria ed eliminato il palcoscenico. Mentre all'esterno è ancora ben leggibile l'originaria funzione, in quanto l'edificio non ha subito manomissioni rilevanti.
La facciata è costituita da due corpi laterali aggettanti con terrazza e fastigio curvilineo al centro, inoltre porte e finestre presentano cornici con motivi decorativi a fiorami e testine, mentre le grate in ferro battuto sono caratterizzate dal motivo "a frusta", secondo il tratto stilistico di un Liberty sobrio ed essenziale.
Sono andate ormai perdute le decorazioni interne di Umberto Chicchi, costituite da motivi floreali stilizzati, rilevabili dalle immagini d'epoca.
(Lidia Bortolotti)

In Sassuolo the eighteenth-century ducal theatre in Piazza dell’Orologio was destroyed in the early twentieth century (see the “Teatro Carani” entry). Following its demolition, a co-operative society was established in 1906 to build a new theatre. The municipal administration accepted the society’s request, granting an area that had once been used to play bowls near the public schools. Gaetano Malatesta, an engineer for the municipality, was appointed to draw up the plans.
The initial idea was to create an outdoor arena to stage comedies, horse shows and varieties, which were quite common at the time. However, the decision was made to build a theatre that could accommodate various types of shows, from opera to plays, varieties and more.
The work faced serious financial difficulties and the municipality had to step in, purchasing numerous shares from the co-operative society. As a result, the theatre was not inaugurated until 12 October 1912, staging Cavalleria Rusticana and I Pagliacci.
The theatre continued to operate until 1935, when it was fully acquired by the municipal government. It then underwent the first of several transformations: it was restructured to turn it into a “Casa del Fascio” (headquarters of the Fascist party) and was made into a ballroom following the Second World War. In 1964 it was sold to the Banco di San Geminiano and San Prospero, which still owns it. The bank originally planned to turn into an executive complex, but the project was never started.
Today the theatre is in extremely poor condition and has lost most of its original identity. It was probably during the restructuring work of 1935 that the upper-tier boxes of the gallery were partitioned and the stage was removed. Nevertheless, the original function of the edifice is still evident from the exterior, as few changes were made.
The façade is composed of two projecting lateral bodies with a terrace and a curvilinear pediment in the middle. The frames of the doors and windows are decorated with floral patterns and small heads, and the wrought-iron grates are distinguished by the “whiplash” motif distinctive of a simple and understated Art Nouveau style.
Umberto Chicchi’s interior decorations, composed of stylised floral motifs, have since been lost but can be seen in period photographs.
(Lidia Bortolotti)

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