Teatro Comunale - Russi

Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
305 posti dislocati in platea e palchi
sec. XIX
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
N. Pirazzoli, Russi: il volto della città, Ravenna 1978, p. 143-148;
P. Fabbri, Teatri di Russi: dal vecchio al nuovo Comunale, Ravenna 1979;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 237-238;
Le stagioni de teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 238-239;
Russi: una città e il suo teatro, a cura di E. Vita, s.l. 2001;
L. Bortolotti, Teatri storici? e' di scena il restauro, in: "IBC", X, 3 (2002), p. 47-54.
via Cavour
48026 Russi (RA)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Rigoletto
Fondazione: XIX (1800-1899)
Una prima sala teatrale autonoma viene costruita a Russi di Romagna tra il 1812 nel 1813, con i proventi ricavati dalla vendita degli effetti di casermaggio della Reale Gendarmeria comunale. In precedenza le rappresentazioni teatrali si tenevano in uno spazio inadatto e insufficientemente attrezzato: nel locale detto Scuola Vecchia, che confinava con la Chiesa arcipretale e la Casa della Compagnia di Carità . Nel 1811 si pensò di trasformare questa sede in teatro: fu costruito infatti con platea rettangolare e quattordici palchetti su tre ordini, disposti parallelamente al palcoscenico; quelli del secondo ordine avevano il parapetto in muratura, gli altri in legno. Vi erano quattro piccole stanze di ridotto, due al piano terreno e due al primo piano. Si suppone che l'inaugurazione sia avvenuta nel 1813, poiché in quell'anno è documentato, presso l'Archivio Comunale di Russi, un compenso a Stafano Zanzi per aver dato comiche rappresentazioni.
La stagione teatrale iniziava subito dopo il Natale, per registrare la maggiore attività in gennaio-febbraio. Dal 1836 si cominciarono a dare rappresentazioni anche per la fiera dell'Addolorata. Si davano soprattutto spettacoli di prosa: tragedie, commedie, farse. Saltuari furono gli spettacoli musicali, sia concerti che vere e proprie rappresentazioni liriche.
Scarsa era la dotazione scenica di questo teatro. Nel 1842 Romolo Liverani fu incaricato di dipingere il sipario; per l'occasione il famoso scenografo acquerellò sette vedute di Russi, conservate alla Biblioteca Comunale di Forlì. Nel 1881 il Genio Civile dichiarò inservibile questo teatro.
La costruzione di un nuovo teatro fu decretata in una seduta del Consiglio Comunale nel 1883. L'opera fu iniziata due anni più tardi su progetto dell'ingegnere capo del Comune di Russi: Giuseppe Tramontani. Questi ideò il teatro secondo la classica tipologia all'italiana: cavea con due ordini di palchetti e un loggione disposti a ferro di cavallo. L'opera muraria, appaltata a F. Fantini, fu terminata nel 1886. I lavori di pittura, decorazione e scenografia furono affidati a Silvio Gordini, che ornò i palchi con festoni di fiori e dipinse sul plafond medaglioni con ritratti di celebri artisti, mentre la decorazione floreale (sfumando verso il centro) faceva apparire più profonda la volta. L'inaugurazione avvenne il 24 settembre 1887 con il Rigoletto di Verdi. Con il nuovo teatro arrivarono così a Russi anche gli spettacoli lirici, praticamente mai documentati prima su questa piazza. Largamente preferiti dal pubblico, erano spesso surrogati (per motivi di costo) dalle operette, restando la lirica un avvenimento eccezionale di cui non si poteva godere ogni anno. Solo a partire dagli anni Venti le stagioni d'opera si susseguirono con una certa regolarità, il buon livello delle rappresentazioni date portò la fama di questo teatro fuori dell'ambito strettamente locale.
Anche le stagioni di prosa ebbero una certa continuità, annoverando qualche presenza di rilievo, quale per esempio quella di Maria Melato nel 1948. A Russi operavano inoltre molte società di divertimento, spesso in gara tra loro, che organizzavano nel teatro feste da ballo ed anche veri e propri spettacoli. Dopo l'ascesa al potere del fascismo questa proliferazione di attività fu soffocata.
Nel 1924 furono affrontati indispensabili lavori di restauro, poiché il tempo e l'umidità avevano condotto l'ambiente ad uno stato deplorevole. Nel secondo dopoguerra il teatro fu adattato a locale cinematografico fino al 1964. Nel 1966 si fece un concerto vocale e la rappresentazione della Norma di Bellini, con la presenza del soprano C. Parada ; nel 1968 si registra il Werther, di J. Massenet; nel 1969 si fecero spettacoli musicali e d'arte varia. Da questa data il teatro è rimasto chiuso ed inutilizzato per ben trentadue anni.
Nell'atrio d'ingresso due lapidi ricordano le memorabili esecuzioni del soprano Claudia Parada e del tenore Ettore Bergamaschi.
Nel 1995 gli architetti dello studio Arc-Lab di Ravenna, Gabriella Lambertucci e Mara Bottoni, procedono ad un accurato rilievo dell'edificio redigendo il progetto di massima, consentendo per la prima volta di avere un preciso quadro della situazione su cui pianificare l'intervento di recupero. Il progetto è stato elaborato con l'intento di conservare inalterata, per quanto possibile, la tipologia e la dislocazione degli spazi, riportando la struttura alla conformazione originaria, storicamente documentata, ma adeguandola al tempo stesso alle esigenze dettate dalle normative di sicurezza, al fine di ottenerne la piena agibilità. Palchi e platea sono stati dotati delle necessarie uscite di sicurezza, inserendo due nuove scale antincendio al primo ordine e utilizzando a tal fine il cortile della chiesa adiacente al teatro. maggiori modifiche sono state necessarie nell'area del palcoscenico, che mancava dei camerini e dei servizi di scena. A tal fine si è scelto di utilizzare l'ampio spazio posto sotto il palcoscenico, avendo cura di adottare opportuni espedienti al fine di non alterare in modo irreversibile l'acustica della sala teatrale. Il progetto esecutivo è stato redatto nel 1997 e nel giugno dell'anno sucessivo sono state avviate le opere edili; gli interventi elettrici ed idraulici e antincendio, affidati a tre distinte ditte, si sono conclusi due anni dopo. Il completamento delle finiture e degli arredi eseguito dopo un'approfondita indagine sulla documentazione conservata presso l'Archivio comunale ha consentito la riapertura del teatro il 7 aprile 2001 con un concerto.
L'edificio presenta all'esterno una facciata così composta: cinque porte d'accesso ad arco a tutto sesto, intervallate da lesene con capitelli, su cui poggia una cornice con modanature a fascia. Al primo piano troviamo una serie di cinque fregi sopra i quali si trovano altrettante finestre, di cui le tre centrali a tutto sesto, sormontate da timpani; anche le finestre sono intervallate da lesene con capitelli. Chiude la facciata una cornice sormontata da un timpano entro cui figura un bassorilievo che rappresenta due Muse: si tratta della Musica e dell'Arte drammatica, che sostengono lo stemma di Russi. All'interno la sala, ormai priva delle decorazioni di Silvio Gordini, presenta una struttura molto semplice. I tre ordini di palchi sono sostenuti da esili ed eleganti colonne in ghisa con capitelli, per l'illuminazione ci sono appliques, a tre globi, in vetro.
(Lidia Bortolotti)

The first theatre in Russi di Romagna was built between 1812 and 1813 using proceeds from the sale of the barracks equipment of the municipal corps of the Royal Gendarmerie. Plays had previously been staged in unsuitable and poorly equipped space: a hall known as the “Old School” adjacent to the deanery church and the Casa della Compagnia di Carità. In 1811 the decision was made to transform it into a theatre. It was built with a rectangular arena and fourteen boxes set in three tiers arranged parallel to the stage. The second tier had a masonry parapet, but the others were made of wood. There were four small foyers, two on the ground floor and two on the first. The theatre seems to have been inaugurated in 1813, as the municipal archives of Russi have documents citing payment to Stefano Zanzi for the performance of plays.
During this period, the theatre season commenced immediately after Christmas, peaking in January-February. In 1836 shows also began to be performed for the Fiera dell’Addolorata, the fair commemorating Our Lady of Sorrows. The theatre chiefly offered plays – tragedies, comedies and farces – but musical shows, both concerts and operas, were also performed occasionally.
Nevertheless, the theatre had little stage equipment. In 1842 Romolo Liverani was commissioned to paint the curtain and for the occasion the famous set designer painted seven watercolour views of Russi, which are now at the municipal library of Forlì. In 1881 the Civil Engineer Corps declared the theatre unserviceable.
The decision to construct a new theatre was made during a municipal council session in 1883. The work commenced two years later according to the plans drawn up by Giuseppe Tramontani, the head engineer of the municipality of Russi. He designed the theatre based on a classic Italian model: an auditorium with two tiers of boxes and a gallery, all of which arranged in a horseshoe layout. The construction work, contracted to F. Fantini, was completed in 1886. The painting, decoration and set design were commissioned from Silvio Gordini, who embellished the boxes with flowers and painted the ceiling with medallions bearing portraits of famous artists: the floral decoration (shaded towards the centre) made the vault look deeper. The theatre was inaugurated on 24 September 1887 with Verdi’s Rigoletto. The new theatre introduced operas to Russi, a genre that had almost never been documented here. Enormously popular, these works were often replaced by operettas due to cost, making them an exceptional event that could not be enjoyed annually. It was not until the 1920s that opera could be offered on a more regular basis, and the high quality of the works that were staged made the theatre famous outside the area.
The theatrical season also continued regularly, attracting noteworthy thespians such as Maria Melato (1948). Many recreational societies were also active in Russi, often competing with each other and organising dances and shows in the theatre. After the Fascist regime rose to power, this burst of activity was suppressed.
Crucial restoration work was undertaken in 1924, as time and humidity had seriously damaged the structure. In the post-war period the theatre was turned into a cinema that remained open until 1964. A vocal concert was held in 1966 and Bellini’s Norma was staged with the soprano Claudia Parada; Massenet’s Werther was performed in 1968, and various concerts and art shows were held in 1969. After these performances, however, the theatre was closed and was not used again for 32 years.
At the entrance, two tablets commemorate the exceptional performances of the soprano Claudia Parada and the tenor Ettore Bergamaschi.
In 1995 the architects from the Arc-Lab of Ravenna, Gabriella Lambertucci and Mara Bottoni, conducted a detailed survey of the building, drawing up a general outline and finally providing an accurate picture of the situation in order to plan restoration work. The project was developed with the idea of adhering to the original type and layout as closely as possible, restoring the original configuration – historically documented – while also adapting the structure in order to meet safety standards and make it fully practicable. Emergency exits were added for the boxes and the main seating area, installing two new fire escapes for the first tier and using the courtyards of the church next to the theatre for this purpose. However, more extensive changes were needed for the stage, as there were no dressing rooms or backstage areas. Consequently, the decision was made to exploit the large space under the stage, working carefully to avoid altering the auditorium’s acoustics irreparably. The working plan was drawn up in 1997 and construction work commenced in June of the following year. The electrical, plumbing and fire-prevention work, contracted to three different companies, was completed two years later. Once the finishing work and furnishings were completed following in-depth study of the documentation at the municipal archives, the theatre was reopened with a concert held on 7 April 2001.
The façade has five entrances with round arches, alternated with pilaster strips surmounted by capitals sustaining a cornice with fillet moulding. The first floor has a series of five friezes over which there are five windows – the middle three with round arches – that, in turn, are surmounted by gables. The windows are also alternated with pilaster strips topped by capitals. The façade ends with a cornice surmounted by a gable bearing a bas-relief depicting two Muses representing music and theatre, who hold the coat of arms of Russi. The interior, once adorned with Gordini’s decorative work, which has since been lost, is very simple. The three tiers of boxes are set on slender and elegant cast-iron columns and the theatre is illuminated by three-globe glass sconces.
(Lidia Bortolotti)

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