Teatro Comunale - Rio Saliceto

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta ellittica con balconate/a
capienza totale della sala 210 posti
1980-1990
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
A. Gianolio, Storia popolare di Rio Saliceto, Reggio Emilia 1980, p. 195 e 343;
La rete teatrale nella provincia di Reggio Emilia, a cura di W. Baricchi, Reggio Emilia 1982, p. 22-23, ill. p. 27;
Pier Giacinto Terrachini, Rio Saliceto 1989, p. 32;
Premio Nazionale di Arti Naives "Cesare Zavattini" XXVI rassegna, Luzzara 1993, p. 171-177;
Rio Saliceto: guida informativa, Rio Saliceto 1993, p. 4;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, p. 234-236;
L.Bortolotti, Luoghi d'Arte Contemporanea nei teatri della Regione, in: Luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna. Arti del Novecento e dopo, seconda edizione aggiornata, a cura di C. Collina, Bologna 2008, p. 45-57.
Via Giuseppe Garibaldi, 28
42010 Rio Saliceto (RE)

opera di inaugurazione:
Il cardinale di G. Parker, commedia
Fondazione: XX (1900-1999)
Il progetto di questo teatro risale ai primi anni del XX secolo, infatti il 18 ottobre 1910 fu trasmesso al Comune di Rio Saliceto da Pietro Montanari, che ne era il proprietario, affinché fosse inoltrato alla prefettura di Reggio Emilia per essere allegato al verbale della Commissione di vigilanza sui teatri.
L'inaugurazione ebbe luogo il 9 febbraio 1911 con la commedia di G. Parker Il Cardinale, rappresentata dalla compagnia Giovanni Zannini. Nella stessa stagione agì nel teatro la compagnia di operette Guido Giovannucci, che aveva in repertorio tra le altre La vedova allegra.
Nel 1912 il teatro è acquistato da un certo Oliviero Santachiara, successivamente la proprietà passa alla Società Cooperativa L'Enologica di Rio, quindi a Lugli e Pavarotti di Carpi, ed infine a Carlo Lugli sempre di Carpi da cui lo acquista il Comune di Rio nel 1986.
L'attività teatrale risulta assai intensa negli anni che precedono il primo conflitto mondiale, rallenta notevolmente durante la guerra per riprendere quindi nel 1921 con spettacoli di illusionismo, varietà, marionette e operette, nonché gli immancabili veglioni di carnevale, conferenze, ecc.
Gianolio in Storia popolare di Rio Saliceto riporta la documentazione relativa a due "grandiosi drammi con brillantissima farsa" messi in scena al teatro Montanari nel 1915 e nel 1916 allo scopo di raccogliere fondi da destinare all'acquisto di generi di prima necessità per i soldati al fronte. Nel 1919 il proprietario fa costruire una cabina per gli spettacoli cinematografici, che a partire dagli anni Venti si alternano regolarmente all'attività teatrale fino a soppiantarla del tutto. Gianolio riferisce ancora della rappresentazione dell'operetta Capuccetto Rosso data nel settembre 1932, vi recitavano i bambini delle scuole elementari guidati da Carla Petroncini di Correggio e dal maestro di musica Remo Cucchi. La rappresentazione fu replicata per alcune sere e costituì un vero e proprio avvenimento, di cui si parlò per molto tempo. Alcuni anni più tardi si costituì a Rio Saliceto una compagnia di filodrammatici dilettanti composta di studenti, insegnanti e operai.
Altre compagnie di dilettanti si formarono negli anni della guerra (1940-45), misero in scena commedie di Niccodemi, Pirandello e altri autori italiani; La nemica di Niccodemi fu quella ch'ebbe maggior successo e venne replicata per parecchie sere. Negli stessi anni furono inoltre date in questo teatro molte 'serate del dilettante' con l'orchestra Pattuglia Gaia di Novellara.
Nel dopoguerra il teatro continua ad essere usato come cinematografo, finché caduto in degrado rischia seriamente, all'inizio degli anni Ottanta, di essere demolito.
Dopo l'acquisto l'Amministrazione comunale provvede al recupero dell'edificio, affidandone il progetto all'architetto Luciano Pantaleoni.
Il 31 gennaio 1993 il teatro riapre i battenti con un'esibizione dell'Orchestra Istituti Musicali A. Peri e C.Merulo e inaugura ufficialmente l'11 marzo successivo con un concerto per flauto di Andrea Griminelli. Da quel momento il teatro svolge regolare attività, vi si alternano prosa, operette, balletto, concerti e teatro ragazzi.
Architettonicamente l'edificio costituisce un curioso esempio di connubio tra edilizia privata ed edilizia pubblica. Infatti all'interno dello stesso contenitore convivono con il teatro, fin dalla sua origine, tre unità abitative che il restauro ha rispettato e recuperato adeguatamente.
La facciata principale posta sulla via Garibaldi si presenta infatti con le caratteristiche tipiche dell'abitazione privata: al piano terreno l'ingresso al teatro coperto da un balcone, sorretto da mensole con semplici decori e parapetto di ferro, ai lati due vetrine (che un tempo ospitavano altrettante botteghe). Ai piani superiori vi sono tre finestre per piano, la decorazione semplice ed essenziale, costituita da cornici e modanature, riflette il gusto dell'epoca. Mentre i prospetti laterali, privi di qualsiasi elemento decorativo, erano caratterizzati, prima del restauro, dalla presenza disordinata di varie aperture che denotavano, da un lato, uno scarso interesse al momento della realizzazione, dall'altro documentavano i successivi interventi per l'adeguamento del teatro alle normative di sicurezza. Nel corso dell'intervento di recupero sono state chiuse le aperture superflue mantenendo solo le uscite di sicurezza e i finestrini per aerare il tetto. Sul lato destro sono state inoltre collocate due nuove scale in materiale metallico, una per le uscite di sicurezza del teatro e l'altra, di forma elicoidale, per l'accesso agli appartamenti. Nelle intenzioni del progettista questi due particolari elementi dovrebbero caratterizzare anche esternamente l'edificio apparentemente 'normale' e permettere una lettura immediata delle complesse funzioni ivi contenute.
Sul retro è stato realizzato un nuovo corpo di fabbrica che prosegue quello originale in cui sono stati ricavati più idonei locali di servizio al teatro (camerini, magazzino per gli scenari ecc.).
All'interno l'eliminazione delle vecchie botteghe ha consentito di allargare e ridisegnare l'atrio del teatro, collocarvi la cassa, i servizi igienici, il guardaroba, la scala di accesso alle balconate.
Se l'esterno è anonimo la sala teatrale, a pianta ellittica, è senza dubbio uno spazio fortemente caratterizzato che nonostante le misure assai ridotte, sia in pianta che in alzato, finge attraverso determinati espedienti stilistici una dimensione assai più ampia. Esso è costituito, oltre che dalla platea, da due ordini di gallerie sostenuti da quattordici colonne poggianti su basamento e con capitelli corinzi dorati, secondo un'impostazione che richiama l'impianto classico da un lato e lo stile eclettico tipico dell'epoca dall'altro.
Benché siano state condotte accurate indagini sull'origine di questo teatro, non si conosce il nome del progettista. Si può solo supporre sia opera di Pier Giacinto Terrachini (1853-1935), personalità eclettica e versatile cui si devono, tra gli altri, l'ambizioso piano urbanistico di Rio Saliceto, l'edificio del Comune e la sede della cooperativa Enologica riese e di altri interessanti edifici a Correggio e San Martino in Rio, in quanto questa sala ne riflette senza dubbio lo stile.
L'opera di restauro, pur non snaturando le caratteristiche di base, è stata radicale e incisiva.
Sono stati rifatti in legno i pavimenti della platea e delle balconate, l'illuminazione originale costituita da semplici ma suggestive lampade in stile floreale di ferro battuto è stata ripristinata e integrata ove occorreva, inoltre sono stati aggiunti altri punti luce mediante moderne plafoniere.
L'arcoscenico assai semplice presenta come unica decorazione due mensole con voluta poste ai due angoli in alto, mentre il palcoscenico è stato abbassato e ricostruito, in materiale ligneo, per permettere una migliore visione dello spettacolo.
Il soffitto della sala, leggermente voltato è privo del lampadario centrale, inoltre non riportava più traccia di decorazione alcuna (pare che in origine vi fossero degli angioletti dipinti), è stato pertanto ridipinto con effetto tromp-l'oeil in un tenue azzurro che vuole figurare un cielo.
Dal soffitto delle balconate è stato rimosso l'intonaco e sono state messe a vista le pietre dei voltini. Sul fronte delle balconate, i cui decori apparivano ormai molto sbiaditi sono stati posti dei pannelli decorati dal pittore naif Luigi Pillitu. L'artista ha creato due nuovi ordini di segmenti allo scopo di alternare figure dipinte di gusto fiabesco ed ironico allo stesso tempo, al pubblico reale; su fondo nero ha pertanto raffigurato al primo ordine il direttore d'orchestra e i musicisti, mentre il secondo ordine spetta agli attori, ai giocolieri e ai clown. Infine è stata mantenuta la cabina di regia e per le proiezioni cinematografiche anche se ancora non attivata.
Il teatro svolge una regolare attività.
(Lidia Bortolotti)

There is no question that the project for this theatre dates back to the early twentieth century. On 18 October 1910 it was submitted to the municipality of Rio Saliceto by Pietro Montanari, who owned it, so that it could be forwarded to the prefecture of Reggio Emilia and annexed to the report of the Theatre Supervisory Committee.
It was inaugurated on 9 February 1911 with G. Parker’s comedy The Cardinal, staged by the Giovanni Zannini acting company. The Guido Giovannucci operetta company, whose repertory included The Merry Widow, also staged works during the first season.
In 1912 the theatre was acquired by a certain Oliviero Santachiara, but it was subsequently taken over by a L’Enologica, a local co-operative society, followed by Lugli and Pavarotti of Carpi, and – lastly – Carlo Lugli, also from Carpi, from whom the municipality of Rio purchased it in 1986.
The theatre worked intensely prior to the First World War but slowed down enormously during the war years, resuming its activities in 1921 with magic shows, varieties, puppet shows and operettas. Naturally, it was also used for Mardi Gras parties, conferences and similar activities.
In Storia popolare di Rio Saliceto Gianolio cites documentation regarding two “magnificent plays with brilliant farce” staged at the Teatro Montanari in 1915 and 1916 in order to collect funds to purchase goods needed by the soldiers fighting at the front. In 1919 the owner had a projection booth built, and in the 1920s films were alternated regularly with theatre activities, ultimately supplanting them entirely. Gianolio also reports that elementary school children, directed by Carla Petroncini of Correggio and the music teacher Remo Cucchi, participated in the operetta Little Red Riding Hood staged in September 1932. There were repeat performances for several evenings and the show was a sensational event that was long remembered. An amateur dramatic society composed of students, teachers and workers was founded in Rio Saliceto several years later.
Other amateur companies were formed during the war (1940-45), staging works by Niccodemi, Pirandello and other Italian playwrights: Niccodemi’s La nemica was the most popular and there were many repeat performances. During this same period, numerous “amateur nights” were held at the theatre with the Pattuglia Gaia orchestra of Novellara.
Following the war, the theatre continued to be used as a cinema but gradually deteriorated and was nearly demolished in the early 1980s.
When it was purchased by the municipality, the administration decided to renovate the building, hiring the architect Luciano Pantaleoni to oversee the project.
On 31 January 1993 the theatre was reopened with a concert by the orchestra of the A. Peri and C. Merulo music institutes, and it was officially inaugurated on 11 March with a concert by the flautist Andrea Griminelli. Since then the theatre has operated on a regular basis, offering plays, operettas, ballet, concerts and children’s theatre.
The building is intriguing from an architectural standpoint, as it combines residential and public construction. Indeed, from the very beginning the building has housed not only the theatre, but also three apartments that were maintained during the restoration work and suitably restructured.
The main façade, in Via Garibaldi, has the typical features of a residential building: on the ground floor a balcony over the theatre entrance is sustained by brackets with simple decorative motifs and an iron railing. Alongside the entrance, there are two display windows where shops were once located. Each of the upper floors has three windows, and the decorative work – simple and understated – is composed of cornices and moulding typical of the taste of the era. Prior to the restoration work, the sides, which have no decorative elements, were characterised by a disorderly array of openings that reflected not only a lack of attention when the work was done, but also documented a series of works to retrofit the theatre in order to comply with safety regulations. During the renovation work, the unnecessary openings were walled up, maintaining only the emergency exits and small windows to ventilate the roof. Furthermore, two new metal staircases were added on the right side, one as an emergency exit for the theatre and the other, a spiral staircase, to access the apartments. By adding these two elements, the architect strived to give the exterior of this seemingly “normal” building a distinctive character while making the complex functions it contains immediately legible.
A new structure, added onto the back as an extension of the original building, was designed to improve services for the theatre (dressing rooms, a storage area for the sets, etc.).
Inside, the old shops were eliminated in order to enlarge and redesign the theatre entrance, and accommodate the box office, bathrooms, the cloakroom and the stairs to the balconies.
Despite the building’s rather nondescript exterior, the elliptical auditorium is an extremely distinctive space that masks its small size (in both plan and elevation) and looks much larger thanks to specific stylistic devices. In addition to the front of the house, the theatre has two tiers of galleries sustained by fourteen columns rising from a base and surmounted by gilded Corinthian capitals, a formulation that evokes both the theatre’s classical layout and the eclectic style typical of the era.
Despite in-depth studies into the origins of this theatre, the architect’s name has yet to be discovered. Consequently, scholars can merely theorise that it was designed by Pier Giacinto Terrachini (1853-1935), an eclectic and versatile figure who can also be credited with the ambitious town-planning scheme of Rio Saliceto, the municipal building and the headquarters of the local wine co-operative, as well as other interesting buildings in Correggio and San Martino in Rio. Tellingly, the theatre clearly reflects his style.
Although the restoration work did not alter the structure’s basic features, it was radical.
The wood flooring of the front of the house and the balconies was redone, the original lighting, composed of simple but charming wrought-iron floral luminaires, was restored and recreated where necessary, and modern ceiling fixtures were added to provide additional lighting.
The only decoration on the rather simple proscenium arch is represented by two brackets with scrolls at the upper corners. Furthermore, the stage was lowered and rebuilt in wood to ensure a better view.
The slightly vaulted ceiling – without a central chandelier – no longer bore any trace of the original decorative work (it seems that there were painted angels) and was thus repainted with a pale blue trompe l’oeil representing the heavens.
The plaster was removed from the ceiling of the balconies, leaving the stones of the vaults visible. Panels decorated by the naïf painter Luigi Pillitu were added to the front of the balconies, as the original decorative work had faded. The artist created two new series of segments in order to alternate his figures, painted with a whimsical and magical air, with the real audience. Consequently, on the first tier he portrayed the orchestra conductor and musicians against a black background, and on the second tier he depicted actors, jugglers and clowns. The control room/projection booth was also maintained, although it has not been put into operation yet.
(Lidia Bortolotti)


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