Teatro Sociale - Gualtieri

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a U con palchetti
in corso
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
F. Simonazzi - C. Zini - A. Zecchi, Storia di Gualtieri e del suo centro storico, Parma 1967, p. 17;
G. Cuppini, Il Palazzo Bentivoglio a Gualtieri. Recupero di una struttura urbana, Modena 1969, p. 20, p. 26-27, p. 29-30;
Indagine conoscitiva sulle strutture e gli organismi culturali della provincia di Reggio Emilia, a cura dell'Amministrazione Provinciale, Reggio Emilia 1977;
S. M. Bondoni, Sette teatri allo specchio, Reggio Emilia 1980, pp. 23-24;
La rete teatrale nella provincia di Reggio Emilia, a cura di Walter Baricchi, Reggio Emilia 1982, p. 32;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 193-194;
F. Simonazzi - R. Cavandoli, Vita di una comunità dalle origini al 1963, Gualtieri 1983, pp. 140-141;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 178-179.
Palazzo Bentivoglio
42044 Gualtieri (RE)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni
Fondazione: XVIII (1700-1799)
E' situato nel Palazzo Bentivoglio nell'ala sinistra a fianco dell'ingresso principale. Nel 1775 quando già il Palazzo era proprietà del Comune, si decise di emanare una delibera per la costruzione di un teatro con l'intento di impiegare la gioventù in onesti divertimenti, e per istruirla e renderla vantaggiosa e liberarla dall'ozio in certi tempi dell'anno, e far nascere in questa una profittevole emulazione, come cita il Cuppini nel suo studio per il recupero del Palazzo Bentivoglio. Il progetto fu affidato all'architetto G.B.Fattori che ne fece un teatro finito in legno di stile barocco prospiciente allo scalone principale. Nel 1905 si iniziarono opere di rifacimento ed ampliamento dello stesso su iniziativa e con fondi di una Società Teatrale costituita con l'intento di gestirlo per la durata di novantanove anni. Progettista e tecnico dei lavori fu nominato il geometra V. Mazzoli, le decorazioni affidate a Villa di Reggio Emilia. I lavori si protrassero sino al 1907 e nell'Ottobre di quell'anno si aprì la prima stagione teatrale con la rappresentazione de I Pagliacci di Ruggero Leoncavallo e la Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni. La sala venne completamente ristrutturata adottando una struttura in ghisa: furono fatti due ordini di palchi ed una galleria sostenuti da colonnine, lo scalone marmoreo eliminato per rendere più spazioso il palcoscenico e si aprirono due porte ad arco sulla facciata del Palazzo. Il teatro ebbe un grande successo e dai paesi vicini accorreva un folto pubblico per assistere alle rappresentazioni operistiche perché la qualità degli spettacoli risultava assai elevata dal punto di vista dell'allestimento e dell'esecuzione lirico-musicale (p. 141). Il maggior successo fu raggiunto nel 1919, 1920 e 1923 con ben undici repliche delle opere eseguite: Bohème, Andrea Chenier e Tosca. Nel 1936, la stagione lirica terminò e si chiuse con l'ultima rappresentazione della Norma di Bellini. Dopo essere stato adibito a cinematografo il teatro venne chiuso. Alcuni restauri furono fatti già nel 1912. Nel 1954 le decorazioni floreali furono danneggiate dalla inondazione che raggiunse il livello della prima balconata e furono rozzamente restaurate. Nel 1975, in occasione del restauro del complesso bentivolesco, l'architetto Cuppini fece chiudere le due porte ad arco che interrompevano la continuità della facciata del palazzo e creò una porta laterale sulla sinistra dell'ingresso principale. A tutt'oggi è stato fatto un risanamento della struttura statica ed un rifacimento della copertura anche con fondi regionali. Tuttavia benché siano da effettuare il restauro degli interni e numerose opere di impiantistica il teatro è parzialmente utilizzabile ed è attivo dalla tarda primavera a fine estate.
(Caterina Spada)

The Teatro comunale is located in Palazzo Bentivoglio, in the left wing next to the main entrance. In 1775, when the building was already owned by the municipality, it was decided to issue a deliberation for the construction of a theatre, with the intention of providing honest entertainment for the town’s youth, to educate and edify them and free them from idleness at certain times of the year, and to steer them towards virtuous emulation (p. 20) as Cuppini states in his study for the recovery of Palazzo Bentivoglio. The project was entrusted to the architect G.B.Fattori, who built a baroque wooden theatre facing the main stairway. In 1905, work began to renovate and enlarge the theatre; the effort was spearheaded and funded by a Theatre Society created with the intent to manage it for a duration of 99 years. The surveyor V. Mazzoli oversaw the work, while Villa, from Reggio Emilia, was in charge of decorations. Work continued until 1907, and in October of that year the first theatre season was inaugurated with Ruggero Leoncavallo’s I Pagliacci and Pietro Mascagni’s Cavalleria Rusticana. The hall was completely redone, with a cast iron structure: two orders of boxes and a gallery supported by small columns were installed, the marble staircase was demolished to make the stage larger, and two arched doorways were opened on the Palazzo’s facade. The theatre enjoyed great success, and many people came from neighbouring towns to attend operetta performances, since they were quite good both in terms of their musical execution and stage sets (p. 141). The peak of success was reached in 1919, 1920, and 1923 with eleven replicas of the operas performed: La Bohème, Andrea Chenier and Tosca. In 1936, the opera season ended for good with a performance of Bellini’s Norma. The theatre was converted to a cinema. The first restoration efforts took place in 1912. In 1954 the floral decorations were damaged by flooding, which reached the level of the first balcony; they were rather roughly restored. In 1975, during the restoration of Palazzo Bentivoglio, the architect Cuppini closed the two arched doorways that broke the façade’s continuity, and opened a lateral doorway to the left of the main entrance. The static structure has been repaired, along with the roofing, thanks in part to funds from the regional administration. The interior and the electrical system still need to be restored.
(Caterina Spada)

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