Teatro Comunale - Cesenatico

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a ferro di cavallo con palchetti
capienza totale della sala 271 posti
1981-1992
Pubblicazioni e Cataloghi
Monografia della Provincia di Forlì, a cura di Bordanini e Casali, Forlì 1866-1880, pp. 83-84;
F. Savini, Cenni storici e vicende del Teatro Comunale di Cesenatico, Cesenatico 1979;
R. Marone, Il Teatro Comunale di Cesenatico, tesi di laurea discussa presso la Facoltà di Architettura dell'Università di Firenze, relatore prof. R. Nizzi Griffi, a.a. 1980-1981;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 241-242;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 148-149;
I teatri e i luoghi dello spettacolo, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Forlì Cesena, Forlì 2002, p. 9;
E. Vasumi Roveri, I teatri di Romagna. Un sistema complesso, Bologna 2005, p. 164-165, 167, 187.
via Mazzini 10-12
47042 Cesenatico (FC)
ER Cultura - Teatri e sedi

Fondazione: XIX (1800-1899)
"Opera decorosissima pel paese di Cesenatico si è il Teatro, la cui costruzione intrapresa nel 1863, è stata nel 1865 compiuta colla spesa di L. 80,000. Ne fu architetto l'ingegnere comunale sig. Candido Panzani di Gambettola, e ne diresse i lavori l'ingegnere sig. Enrico Bocchini di Cesena. E' posto nel centro del paese, ed occupa un'area di metri quadrati 488.99"(cit. Monografia..1866). Fu inaugurato la sera dell'11 luglio 1865, come risulta dalla lapide posta nell'ingresso. Altre due lapidi ricordano Ermete Zacconi nelle serate dell'8 e del 10 agosto 1908 e i restauri del 1926. La facciata in cotto, neoclassica, si compone di un'alta zoccolatura con bugne a fasce continue fino al marcapiano. Su questo si innesta un corpo a lesene decorative con basi e capitelli ionici, terminante con una trabeazione a mensolette dalla quale spicca, nella parte centrale, il timpano. Oltre al portone centrale, vi si aprono due finestre e due porte laterali con ingressi e uscite di sicurezza al piano terreno. Al primo piano tre finestre di prospetto e due laterali illuminano le sale nelle quali aveva sede la locale scuola di musica. L'atrio di accesso alla platea e ai palchi del primo ordine è affiancato da due stanze laterali ad uso servizi vari. La stessa suddivisione si ripete al primo piano, dove è il foyer. Nella sala centrale, con cavea a ferro di cavallo, si aprono due ordini di quindici palchetti ciascuno, comprendendo anche le barcacce, e il loggione. Il soffitto della platea era ornato con un grande rosone in legno al centro. Nella parte circolare intorno al rosone era dipinto un grande velo a trine. Eseguito con elegante fattura, alla sua estremità erano posti sei medaglioni con busti su fondo oro, rappresentanti uomini illustri della storia dello spettacolo, tra cui Goldoni, Metastasio, Donizetti. Si ricordano "gli ornati dei pittori Bellani e Canepa di Lugano, gl'intagli del Cuccoli di Bologna, i bassorilievi in gesso dello scultore Vittorio Rambelli di S. Giovanni in Persiceto, le dorature di Leonida Morsiani di Cesena e le scene maestrevolmente dipinte da Pirro Rota di Forlì"(cit. Monografia..1866).
Il sipario, opera del pittore forlivese Pompeo Randi, raffigurava il duca Valentino e il suo seguito a colloquio con Leonardo da Vinci, progettista del porto-canale di Cesenatico. Perduto nel dopoguerra, il velario ottocentesco, di cui si conservava documentazione, è tornato in vita grazie all'opera di alcune allieve del Corso di Scenografia dell'Accademia di Belle Arti di Brera (Paola Galli, Giulia Galli e Stefania Lomi) le quali, guidate da Gastone Mariani, hanno fedelmente riprodotto ambientazione e personaggi in tutto simili all'originale ma con le varianti suggerite dalla diversa funzionalità dell'opera nel teatro di oggi. Sono stati quindi eliminati le cornici e i fregi che inquadravano la scena (tipicamente ottocenteschi) affinché fosse garantito un più flessibile e diretto innesto nell'odierno impianto del palcoscenico. Al tempo stesso sono stati abbassati i tono cromatici, rispetto a quanto risultava dai documenti per l'originale, favorendo in questo caso una maggiore armonizzazione con l'attuale contesto della sala, parzialmente privata delle decorazioni ottocentesche.
Le condizioni conservative dei paramenti, nel corso del primo censimento condotto dall'Istituto per i beni culturali, erano veramente gravi: particolarmente deteriorate, e nella maggior parte dei casi perdute, le decorazioni del soffitto della sala, le colonnette di legno intagliate e dipinte a sostegno del primo e secondo ordine di palchi e i decori dei parapetti. Dal 1981 al 1992, sotto la direzione dell'architetto Augusto Savini, sono stati effettuati interventi di restauro conservativo sull'edificio (murature, copertura), mentre internamente sono stati completamente ricostruiti i solai della platea e del palcoscenico. Lavori di ampliamento, sul retro e sul lato dell'edificio confinante con il cortile del Comune, hanno permesso di ricavare servizi igienici, camerini e magazzino. L'intervento sulle decorazioni è consistito nel rifacimento dei decori esterni ai palchetti, tranne quelli del primo ordine, per i quali si è potuto recuperare in parte l'ornato originale. Per il soffitto, un tempo dipinto finemente, ora definitivamente perduto, non si è ritenuto opportuno ricostruire la decorazione primitiva, ma trattare le superfici con materiali neutri. L'impatto visivo con la sala, attualmente, è gradevole e fa di questo piccolo teatro un vero gioiello, anche se l'insieme, con le sue sottolineature cromatiche e decorative dovrà col tempo ritrovare la luce e l'atmosfera proprie di questo particolare tipo di ambiente.
Il teatro, di proprietà comunale, fa parte del circuito dei piccoli e medi teatri della Romagna gestito dalla Cooperativa "Accademia Perduta - Romagna Teatri" di Ravenna e Forlì per quanto riguarda tutte le attività di produzione e programmazione teatrale, mentre la direzione artistica è affidata a Sandro Pascucci.
Attualmente il teatro è in funzione e presenta rassegne di prosa, teatro dialettale, teatro ragazzi e rassegna di "teatro scuola" per le scolaresche di Cesenatico e comprensorio.
(Nadia Ceroni / Lidia Bortolotti)

A most dignified feature of the town of Cesenatico is its theatre, whose construction began in 1863 and was completed in 1865, for a sum of 80,000 liras. Its architect was the municipal engineer Candido Panzani of Gambettola, and the engineer Enrico Bocchini of Cesena oversaw the construction work. It is located in the centre of the town, and has a surface of 488.99 square meters"( Monografia, 1866). It was inaugurated on the evening of 11 July 1865, as the plaque at the entrance shows. Two other plaques commemorate Ermete Zacconi on the evenings of 8 and 10 August 1908, and the restoration efforts of 1926. The neo-classical cotto façade includes a high skirting board with a row of knobs that continues until the moulding. This is surmounted by a body with decorative pillars with Ionic bases and capitals, ending with a corbel entablature with a central tympanum. Along with the central doorway, there are also two windows and two lateral doors with security exits on the ground floor. On the first floor, three façade windows and two lateral windows illuminate the halls, which hosted the local school of music. The access atrium to the main floor and the first order of boxes is flanked by two lateral service rooms. The same sub-division is found on the first floor, which hosts the foyer. The central hall, with a horseshoe-shaped auditorium, features two orders of fifteen boxes each, including the boxes immediately to the side of the stage, and the gallery. The ceiling of the main floor was decorated with a large wooden central rose window. The circular area around the rose window featured a painting of a large lace veil. Elegantly crafted, its extremities were decorated with six medallions featuring busts of illustrious figures in theatre history – such as Goldoni, Metastasio, and Donizetti – against a golden background. Other decorations of note were "those by the painters Bellani and Canepa of Lugano, the engravings by Cuccoli of Bologna, the chalk bas-relief by the sculptor Vittorio Rambelli of S. Giovanni in Persiceto, the gildings by Leonida Morsiani of Cesena and the magisterially painted backdrops by Pirro Rota of Forlì"(cit. Monografia, 1866).
The stage curtain, by the painter Pompeo Randi of Forlì, depicts the Duke Valentino and his entourage meeting with Leonardo da Vinci, who designed Cesenatico’s harbour canal. The nineteenth century drapes, which were lost in the post-war period but documentation of which still exists, were re-created thanks to three students from the scenography course at the Brera Academy of Fine Arts (Paola Galli, Giulia Galli, and Stefania Lomi) who, under Gastone Mariani’s tutelage, faithfully reproduced the settings and characters depicted in the originals, albeit with some changes dictated by the different function of this piece in today’s theatre. The cornels and friezes that framed the scene, typical of the 1800s, were eliminated in order to allow a more flexible, direct insertion into the stage as it currently stands. The colour palette is also less intense than the original, so as to be in better harmony with the modern hall, which has been partly deprived of its 19th century decorations.
The condition of the wall surfaces, according to the first survey undertaken by the Institute for Cultural Heritage, was really poor, particularly with regards to ceiling decorations – most of which were lost – the engraved and painted wooden columns supporting the first and second order of boxes, and the decorations on the parapets. From 1981 to 1992, under the direction of the architect Augusto Savini, building restoration efforts took place (walls, roof), while the attics for the stage and main floor were completely rebuilt. Building enlargement efforts, in the back and along the side bordering the courtyard of town hall, made it possible to install restrooms, dressing rooms, and a storage room. The external decorations of the boxes were redone, except for those in the first order, for which it was possible to partly restore the original decorations. For the ceiling, which once featured fine paintings that have now been lost, it was decided not to attempt to re-create the original decorations, but rather treat its surface with neutral materials. The visual impact with the hall is currently quite pleasant and makes this theatre a true gem, even though the structure as a whole, with its decorations and colour palette, will in due time have to recover the light and atmosphere typical of this type of setting.
The theatre, which is owned by the municipality, is part of the Romagna small and medium theatre circuit, managed by the Cooperative "Accademia Perduta - Romagna Teatri" (based in Ravenna and Forlì) with regards to all theatre production and planning activity, while the artistic director is Sandro Pascucci.
The theatre currently hosts prose performances, theatre for kids, theatre in the local dialect, and theatre performances for schools from Cesenatico and nearby areas.
(Nadia Ceroni / Lidia Bortolotti)

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