Teatro Consorziale - Budrio

Dati tecnici
pianta ellittica con gallerie e palchi
capienza totale della sala 550 posti
1986
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
s.t., in "Bologna" foglio settimanale, 16 ottobre 1696;
D. Golinelli, Memorie istoriche antiche e moderne di Budrio, Bologna 1720 p. 192 e 205;
D. Inzaghi, Componimenti teatrali, Bologna 1806-1809, vol. 9;
G. Giordani, Indicazioni delle cose più notabili di Budrio, Bologna 1835, p. 54;
G. Gallini Del Macchia, Domenico Inzaghi, Tesi di laurea discussa presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna, relatore prof. R. Spongano, a.a. 1954-55;
F. Codice Pinelli, Domenico Inzaghi, in "La Fameja Bulgneisa", 11 (1961), p. 4;
F. Servetti Donati, Budrio casa nostra, Budrio 1963 (ed. cons. 1977);
F. Servetti Donati, Il Dottor Campanazzo da Budrio e la fondazione del Teatro consorziale budriese, in "Il Bolognino" 2 (1979);
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 211-213;
D. Borzacchini-D. Seragnoli, Luoghi teatrali in Romagna: uso, gestione e organizzazione, in Civiltà teatrale e Settecento emiliano, a cura di S. Davoli, Bologna 1986, p. 165-174;
F. Servetti Donati, Budrio, le maschere, il teatro, le feste. Memorie e cronache, in "Il Carrobbio" XV (1990), p. 345-353;
D. Veronesi, Il teatro Consorziale di Budrio, in "INARCOS", 8 (1993), p. 474-476;
A. Bonaveri - G. Goretti - M. Volonnino, Il Teatro di Budrio, Firenze 1995;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 128-130;
L. Bortolotti, Luoghi d'Arte Contemporanea nei teatri della regione, in: I luoghi d'arte contemporanea in Emilia-Romagna. Arti del Novecento e dopo, a cura di C. Collina, seconda edizione aggiornata, Bologna, 2008, p. 45-57.
via G. Garibaldi, 35
40054 Budrio (BO)
ER Cultura - Teatri e sedi
Tel: 051 692 824 4
Fax: 051 801 300
opera di inaugurazione:
La Gioconda di A. Ponchielli
Fondazione: XVII (1600-1699)
Arti dello spettacolo (cinema, danza, musica, lirica, teatro di figura, teatro di prosa)
Secondo il cronista Domenico Maria Baldassarri, padre servita, che tra il 1663 e il 1690 redasse le Memorie antiche di Budrio, la gioventù budriese era quasi tutta, per un'innata inclinazione, dedita al recitar nei teatri. Dovette perciò essere questo il motivo principale che spinse due privati cittadini, nella seconda metà del Seicento, ad erigere un teatro nelle loro rispettive abitazioni. Uno era il Teatro da Commedie per la gioventù, fatto costruire da Giambatista Fracassati (dotto religioso morto nel 1690), di cui assai presto si perdono le tracce. L'altro teatro, fatto costruire da Paolo Sgarzi nel 1672, nel suo palazzo sito in 'via Longa di S.Domenico', è giunto fino ai giorni nostri; ricostruito negli anni Venti è l'odierno Consorziale.
Questo edificio è stato di privata proprietà fino al 1802, quando fu acquistato dalla Partecipanza. Da Paolo il teatro passò al di lui figlio Giambattista, colto studioso di belle lettere e accademico Intrepido; da questi alle nipoti nel 1724. Le sorelle Sgarzi (o Sgargi) nel 1735 vendettero il teatro a Giuseppe Maria Boriani, notaio assai benestante. In quell'anno furono redatte alcune perizie fatte da mastri muratori locali, che verificarono lo stato dell'edificio. Costoro rilevarono come da molti anni il teatro fosse inutilizzato e in uno stato assai rovinoso. Nel 1793 Giuseppe Maria Boriani junior morendo lasci in eredità tutti i suoi averi, tra cui il teatro, all'Opera Pia Bianchi. Nell'inventario dei beni il teatro è valutato lire 2.200; risulta inoltre dotato di scenario consistente in diverse tele e rispettive "giunte" rappresentanti: sala, atrio e giardino (valutate in tutto 400 lire).
Ad esclusione di una notizia riportata nel foglio settimanale "Bologna", stampato da G.Monti, secondo cui il 16 ottobre 1696 fu rappresentata, del budriese Giuseppe Maria Cesari, "un'opera bellissima intitolata l'Incostanza costante, ove vi concorsero molte dame e cavalieri", nonché di un Sedecia ultimo re di Giuda del Granelli che sarebbe stato rappresentato nel carnevale 1742; nulla sappiamo di certo dell'attività svolta nel teatro in quel periodo. Benché svariati indizi lasciano supporre che la struttura funzionasse. Tra questi, l'esistenza di uno scenario, come abbiamo visto, nonché di un bando "sopra il rispetto dovuto ne' teatri", datato 13 gennaio 1787, conservato presso l'Archivio Comunale di Budrio. Ad operare nel teatro furono certamente i dilettanti di comica del paese. Pare inoltre che Faustino Trebbi vi abbia prestato gratis la sua opera di pittore-scenografo. Quasi certamente vi furono date le opere del capitano e membro del Consiglio della Comunità Domenico Inzaghi (1737-1824), letterato per diletto, autore di un gran numero di tragedie e commedie, e collezionista d'arte. Il quale, dando alle stampe le sue opere nel 1806, afferma nella prefazione: "Avevano è vero i miei drammi riportato in vari incontri il plauso degli ascoltanti".
Da quando nel 1802 il teatro diviene proprietà della Partecipanza, le vicende che lo riguardano sono ben documentate presso l'Archivio Comunale. I Partecipanti affidano al capo-mastro muratore Vincenzo Boriani numerosi lavori di restauro e abbellimento del teatro.
Esso probabilmente acquista in tale occasione quella sobria eleganza conservata fino all'ultima completa ristrutturazione. Viene rifatto e alzato il coperto del palcoscenico e della platea, quest'ultima con la volta a padiglione; sono costruiti i tre ordini di palchi sorretti da colonne doriche e i camerini.
Nel 1810 un tal Filippo Massarenti chiede alla Partecipanza il teatro gratis per cinque anni colla facoltà di subaffittarlo, impegnandosi a corredarlo di scenari: una reggia, un campidoglio, una strada ed una magnifica camera, che saranno dipinti dal budriese Francesco Cocchi entro il carnevale del 1811. Così in effetti dovette essere, poiché nel 1811 il Cocchi si trasferì a Roma. Nell'inventario, compilato nel 1815, degli effetti esistenti nel teatro, appare assai ricco il corredo di scena, tra cui figura appunto un campidoglio, un bosco, pezzi per un castello con torre e quinta di una camera non terminata. Un'altra consistente quote di opere di risistemazione della sala teatrale e del palcoscenico viene effettuata tra il 1837 e il 1838, inoltre si da incarico al pittore budriese Luigi Sacchi di dipingere nuovi scenari: un villaggio, una piazza, un bosco e una reggia. In un inventario del 1839 sono menzionate anche tre macchine per fingere il tuono, la pioggia e il vento. Altri scenari ancora vengono fatti nel 1841 e nel 1855, questi ultimi dipinti da un tale Marini, segno evidente di una intensa attività. Sulle scene si alternano dilettanti budriesi, compagnie di giro e filodrammatiche bolognesi. Si recitano commedie, tragedie; si fanno accademie vocali e musicali e spettacoli di vario genere. Immancabili i veglioni di carnevale. Gli spettacoli si susseguono in modo più o meno regolare nell'arco dell'anno, con maggiore frequenza in carnevale e in occasione della fiera di S. Lorenzo. Dal 1821 la programmazione si arricchisce con rappresentazioni di opere liriche, la prima è L’italiana in Algeri di Rossini.
Ma il teatro fu utilizzato anche per altri usi qui si tennero comizi e adunanze, vi parlarono più volte Quirico Filopanti, Andrea Costa e Aurelio Saffi.

Durante la prima guerra mondiale il teatro fu concesso per alloggiarvi i militari e usato come deposito per i fiori di tiglio. Negli anni 1922-23 il teatro viene dichiarato inservibile, privato dell'impianto di illuminazione, arredi e scenari, e ne è vietata l'apertura. Pertanto si rende necessaria la ricostruzione del teatro, il Consiglio della Partecipanza delibera in tal senso nel marzo 1923. Nel giugno successivo viene pubblicato il concorso a tal fine bandito le cui norme sono dettate dall'ingegner Lorenzo Colliva. Risulterà vincitore il progetto redatto dal geometra Francesco Fabbri di Budrio e dall'architetto Fausto Fiumalbi di Bologna. Con i proventi ricavati soprattutto dalla vendita di una tenuta consorziale e altri beni immobili, nonché con la partecipazione dell'Amministrazione Comunale è resa possibile la costruzione del nuovo e assai più ampio teatro.
La sala realizzata - tra l'ottobre 1924 e il 1928 - ha pianta a campana, due ordini di gallerie rette da sottili pilastrini in ghisa, e una terza balconata che affianca lateralmente la vasta gradinata centrale del secondo ordine. Le sobrie decorazioni, policrome e dorate, di ispirazione neoclassica sono eseguite dal pittore Armando Aldrovandi. L'inaugurazione avviene el 6 ottobre 1928 con la Gioconda di A. Ponchielli.
Sciolta la Partecipanza, nel 1932 il teatro passa al Comune. Gli spettacoli continuano fino al 1940. Nel dopoguerra riprende la sua attività e contemporaneamente è oggetto di parziali interventi di riadattamento, quindi dal 1962 al 1985 è oggetto di numerose opere di manutenzione, infine nel 1986 si realizza un progetto di restauro e adeguamento normativo.
Il teatro presenta ad ogni stagione un cartellone assai ricco che comprende spettacoli di prosa, concerti, operette, teatro comico, dialettale e per ragazzi.
Negli anni Novanta nel foyer sono state allestite numerose mostre, di disegni in particolare, di autori quali Altan, Nespolo, Pratt, Quino, Maceraro, Chiappori e dell'argentino Roggerone. E' seguito un periodo espositivo di manifesti realizzati da artisti del '900 dedicati a grandi protagonisti della scena, quali per esempio il baritono Anselmo Colzani, il soprano Renata Tebaldi, l'attrice Valeria Morricone. Attualmente l'attività espositiva è più saltuaria, si rammenta, nell'ottobre 2006, una mostra di Tonino Guerra e più recentemente una mostra dedicata ad Alida Valli.
Nel 2003 l'esterno è stato oggetto di un restauro conservativo. Sono state inoltre apportate modifiche agli spazi interni dedicati all'ingresso, biglietteria e caffè del teatro.
(Lidia Bortolotti)

According to the chronicler and servite father Domenico Maria Baldassarri, who wrote Budrio’s historic chronicles between 1663 and 1690, almost all of Budrio’s youth had an innate vocation for theater acting. This was likely the main reason why two private citizens established theaters in their respective homes in the second half of the 1600s. One was the Teatro da Commedie per la Gioventù, built by Giambatista Fracassati (a religious scholar who died in 1690); traces of its existance were soon lost. The other theater, built by Paolo Sgarzi in 1672 in his palace in 'via Longa di S.Domenico', still stands today; it was rebuilt in the 1920s and is now known as Teatro Consorziale.
This building was privately owned until 1802, when it was purchased by the Partecipanza, a collective property management body. The theater’s ownership passed from Paolo to his son Giambattista, a learned student of literature and member of the Accademia degli Intrepidi; and from him to his granddaughters in 1724. In 1735, the Sgarzi (or Sgargi) sisters sold the theater to Giuseppe Maria Boriani, a wealthy notary public. In that year, some local master builders prepared evaluations of the building’s state. They found that the theaters had not been used for many years, and was in very poor condition. In 1793 Giuseppe Maria Boriani junior died and bequeathed all his possessions, including the theater, to the Opera Pia Bianchi, a religious charity. In the inventory, the theater is listed as being worth 2,200 liras; it is also listed as having stage props including several canvas backdrops and ropes representing a main floor, atrium, and garden (for a total worth of 400 liras).
Nothing is known about the theater’s activities during that period, except for a news item published in the weekly newspaper Bologna, printed by G. Monti, according to which on 16 October 1696 the Budrio-born Giuseppe Maria Cesari staged "a wonderful opera titled L’Incostanza costante, in which many dames and knight took part"; and news of a performance of Granelli’s Sedecia ultimo re di Giuda in 1742. Nevertheless, there is much evidence to suggest that the theater was functioning, including the existence of a stage set, and an edict on “respectful conduct in theater”, dated 13 January 1787 and held in the Budrio municipal archives. Local amateur comedians performed in the theater. It also seems that Faustino Trebbi contributed, free of charge, his work as a painter and scenographer. Almost certainly, the theater hosted the plays of the captain and member of the community council Domenico Inzaghi (1737-1824), an amateur man of letters, author of many tragedies and comedies, and art collector. Upon publishing his works in 1806, he stated in the preface: "It is true that my dramas received the audience’s applause on many occasions".
Once the theater became the property of the Partecipanza in 1802, its history is well documented in the municipal archives. The master builder Vincenzo Boriani was entrusted with numerous restoration and embellishment efforts.
It seems likely that this is when the theater acquired the understated elegance it maintained until the last full restoration. The roof over the stage and main floor was re-done and raised, with a cloister vault over the main floor; three orders of boxes supported by Doric columns were built, along with the dressing rooms.
In 1810 Filippo Massarenti asked the Partecipanza for a five-year lease on the theater free of charge, with the option of subletting it, on condition that he furnish it with stage props: a royal palace, a capitol, a road, and a magnificent chamber, to be painted by the Budrio-born Francesco Cocchi by Carnival 1811. This is indeed what happened, since Cocchi moved to Rome in 1811. The inventory of the theater’s holdings compiled in 1815 shows a wealth of stage props, including a capitol backdrop, a woodland backdrop, pieces of a castle with towers, and the wings of an unfinished room. Another significant effort to restore the theater and stage tool place between 1837 and 1838; among other things, the Budrio-born painter Luigi Sacchi was asked to paint new backdrops: a village, a town square, a forest, and a royal palace. An 1839 inventory also mentions three rain, wind, and thunder machines. Other stage props were built in 1841 and again in 1855, the latter painted by Marini; this is a sign of intense theater activities.
Performers included local amateurs, traveling troupes, and drama troupes from Bologna. Performances included comedies and tragedies, vocal and musical performances, and other forms of entertainment; Carnival celebrations were held each year. Performances were held regularly throughout the year, but they were more frequent during Carnival and around the Feast of Saint Lawrence. During World War I the theater was used as barracks for soldiers and to store linden flowers. In 1922-23 the theater was declared unfit for use, the lighting system, furniture, and backdrops were removed, and it was closed to the public. This made it necessary to rebuild it, as the Partecipanza council decreed in 1923. The following month of June, the call for tenders for the reconstruction project was issued; its terms were set by the engineer Lorenzo Colliva. The winning project was drafted by the surveyor Francesco Fabbri of Budrio and the architect Fausto Fiumalbi of Bologna. With proceeds from the sale of an estate belonging to the consortium and other real estate, and with the contribution of the municipal administration, it was possible to build a new and much larger theater.
The new hall – built between October 1924 and 1928 – has a bell-shaped floor plan, two orders of galleries supported by thin cast iron pillars, and a third balcony that flanked laterally the large central bleachers of the second order. The understated, neoclassically-inspired decorations, in gold and polychrome, were the work of the painter Armando Aldrovandi. The theater was inaugurated on 6 October 1928 with Amilcare Ponchielli’s Gioconda.
Once the Partecipanza was dissolved, the theater’s ownership was transferred to the municipality in 1932. Performances were held until 1940. Activities resumed after the war, when the theater was also subject to partial restructuring efforts; between 1962 and 1985, extensive maintenance activities took place, and in 1986, it was subject to restoration and brought into compliance with existing regulations.
Each season, the theater has a rich bill of events, including prose performances, concerts, operettas, comedy theaters, plays in the local dialect, and theater for kids.
In the 1990s, numerous art – particularly drawing - exhibitions were held in the foyer, by artists such as Altan, Nespolo, Pratt, Quino, Maceraro, Chiappori, and the Argentine Roggerone. Later on, there were several exhibitions focusing on posters created by 20th century artists and dedicated to famous theater performers, such as the baritone Anselmo Colzani, the soprano Renata Tebaldi, and the actress Valeria Morricone. Currently, exhibitions are held more sporadically: in 2006, Tonino Guerra held an exhibition here, and a more recent show was dedicated to Alida Valli.
In 2003, the exterior was restored. Some changes were also made to the theater’s interior, namely to its entrance, ticket counter, and cafe.
(Lidia Bortolotti)



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