Teatro Comunale Politeama - San Giovanni in Persiceto

Elementi caratterizzanti
Dati tecnici
pianta a U con palchetti
capienza totale della sala 235 posti
1982
fonti archivistiche
Pubblicazioni e Cataloghi
M. Bazzoni, Cenni descrittivi dei lavori di abbellimento operati nel teatro di Persiceto, Persiceto 1860;
D. Ugolini, Il teatro di Persiceto attraverso un secolo, 1790-1890, Persiceto 1890;
G. Forni, Persiceto e San Giovanni in Persiceto, Bologna 1921 (ed. cons. Bologna 1968), p. 356, 412-413;
R. Fregna, Beni pubblici ed espropriazioni nelle leggi di unificazione amministrativa del Regno d'Italia, Bologna 1975, p. 71-74;
N. Ori, Giuseppe Tubertini, tesi di laurea discussa presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi di Bologna, relatore prof. D. Lenzi, a.a. 1980-1981, p. 17-35;
Fotografie del teatro, in: Persiceto (1857-1911). L'album fotografico del sindaco Lodi, Casalecchio di Reno 1981, p. 118-119;
M. Gandini, Per una storia della vita teatrale a San Giovanni in Persiceto, in: "Strada Maestra. Quaderni della Biblioteca Comunale G.C. Croce", 14 (1981), p. 121-173;
Teatri storici in Emilia-Romagna, a cura di S. M. Bondoni, Bologna 1982, p. 86;
L. Govoni, Il Politeama di San Giovanni in Persiceto: un teatro storico del Settecento, in: "Strada Maestra. Quaderni della Biblioteca Comunale G.C. Croce", 23 (1987), p. 117-150;
Le stagioni del teatro. Le sedi storiche dello spettacolo in Emilia-Romagna, a cura di L. Bortolotti, Bologna 1995, p. 241-243;
M. Zambonelli, L’opera lirica a San Giovanni in Persiceto. Cronologia commentata degli spettacoli dal 1725 al 1985, San Giovanni in Persiceto 1999;
M. Gandini, Una stagione lirica di fine Ottocento a San Giovanni in Persiceto, in: “Strada maestra”, 54(2003), p. 1-12.
Palazzo Comunale
Corso Italia
40017 San Giovanni in Persiceto (BO)
ER Cultura - Teatri e sedi

opera di inaugurazione:
Il duca di Borgogna di C.Federici, commedia.
Fondazione: XVIII (1700-1799)
Le più antiche notizie riguardanti spazi destinati alle rappresentazioni teatrali risalgono al biennio 1624-1626 quando il Consiglio cedette un'ampia sala situata all'interno del Municipio, per spettacoli di prosa e di musica ai giovani dilettanti dell'Accademia dei Candidi Uniti. Trent'anni più tardi, nel 1659 nella stessa sala fu costruito un vero e proprio teatro con strutture lignee a vari ordini di palchi la cui gestione rimaneva affidata all'Accademia. Il teatro doveva sicuramente avere acquisito una certa notorietà se Charles De Brosses nelle sue Lettere familiari dall'Italia del 1739-1740 ne segnalò la presenza. Essendo ormai pericolante per il grave degrado delle strutture lignee, il Comune nel 1757, invitò gli Accademici a porvi rimedio. Non potendo questi fare fronte alle spese, il Consiglio decretò la costruzione di un nuovo teatro in muratura aperto a tutti i cittadini. Il teatro prese il nome di Nuovo Teatro Politeama perché doveva essere adatto ad ogni tipo di spettacolo in sintonia con le nuove esigenze di rappresentazione allora in voga. Avendo concesso il legato pontificio, cardinale Boncompagni, la propria autorizzazione, il teatro fu riedificato al posto del vecchio teatro dell'Accademia nel salone del Municipio. Il Consiglio Comunale affidò il disegno e l'esecuzione del progetto all'architetto Giuseppe Tubertini coadiuvato da Giovanni Dotti e Francesco Tadolini.
Durante la costruzione del teatro sorsero polemiche riguardo le richieste di Tadolini che aveva presentato una nuova e piuttosto cospicua richiesta di denaro per portare a compimento il teatro. Nel 1788 l'architetto tuttavia diede conto delle spese sostenute.
(Ugolini 1890, p.11). Il teatro fu inaugurato nel 1790 con la commedia di Camillo Federici Il duca di Borgogna. Ancora però mancavano completamente gli apparati decorativi e le attrezzature da palcoscenico. Il pittore Santini Francesco terminerà di decorare a tempera il teatrino solo nel 1810 e sotto la guida dello stesso Tubertini, un macchinista e un attrezzista eseguiranno il corredo da scena. Nel 1844 Calegari di Bologna costruì il lampadario che nel 1883 fu corredato di movimento a tamburo. Poiché il sipario originale era in cattive condizioni, nel 1846 Girolamo Dal Pane dipinse a tempera un nuovo sipario con la Danza del Boccaccio. Dato che per accedere al teatro si ascendeva a un pianerottolo e quindi si entrava senz'altro nella platea fu deciso nel 1850 di costruire finalmente anche un atrio di ingresso.
Una ristrutturazione completa del complesso fu eseguita negli anni intorno al 1859-1860 diretta dal professore Filippo Antolini e successivamente dall'ingegnere Luigi Ceschi. Venne alzato il tetto sopra il palcoscenico, costruiti i camerini per gli attori, gli inservienti e gli attrezzi. L'accesso ai servizi venne corredato di scale in pietra e il quarto ordine di palchi venne trasformato in loggione. Il celebre ornatista Andrea Pesci, ravennate che ha studiato a Bologna dove ha eseguito decorazioni nei Palazzi Malvasia, Malvezzi, Paleotti, Simonetti, e il giovane allievo Gaetano Lodi, appena ventenne, ridipingono la volta della platea con motivi a chiaroscuro, in una rigida scansione degli elementi ancora neoclassica che però il gusto eclettico riempie di fregi rinascimentali, mentre il pittore figurista Antonio Muzzi decora sei medaglioni con putti che suonano diversi strumenti musicali (Bondoni, in Teatri 1982, p. 86).
Antonio Tognetti ricoprì con scagliola e stucco lucido le colonne e l'architettura del boccascena, mentre Vincenzo Testoni decorò a bassorilievo i parapetti dei palchi con ritratti di celebri autori, coperti con dorature dal bolognese Luigi Spagnoli. Nel corredo da scena i panni e le giunte furono dipinti da Luigi Busi. I meccanismi del palcoscenico furono costruiti dal macchinista del teatro Comunale di Bologna Pacifico Grati. Nel 1860 il teatro rinnovato fu inaugurato con la rappresentazione del Rigoletto di Giuseppe Verdi.
L'interno mantiene intatta la struttura settecentesca che vorrebbe ricordare il prospetto di un edificio classico: un alto basamento in pietra (che comprende il primo ordine di palchi) dal quale si innalzano alti pilastri (che comprendono il secondo e il terzo ordine) coronati da una balaustra a cielo aperto (quarto ordine). Un forte slancio è dato a tutta la struttura della cavea dal bellissimo boccascena formato da due alte colonne corinzie dorate sormontate da una elegante trabeazione.
Nel 1880 il teatro, ora amministrato dalla Deputazione Teatrale, eseguì miglioramenti all'impianto di illuminazione sistemando lampade a petrolio al posto delle candele. Nel 1887 Ivo Manzi dipinse un nuovo secondino. Essendo stato utilizzato come magazzino di cereali durante la prima guerra mondiale, vennero eseguiti lavori di ripristino a spese del Governo nel 1921. Nel 1933 la gestione del teatro viene affidata in concessione alla signora Berta Ballanti di Luigi per spettacoli di prosa e varietà (proibiti nel 1938 dalla Questura di Bologna) contemporaneamente a spettacoli cinematografici. Per questo motivo fu montata una cabina di proiezione nel palco centrale del terzo ordine. Durante la seconda guerra mondiale, per un breve periodo, il teatro fu dichiarato inagibile per lo scoppio di una bomba in un locale attiguo. La licenza della signora Ballanti fu revocata nel 1964 dopo che la Soprintendenza nel 1961, si era dichiarata contraria al progetto di ripristino del cinematografo in cui si dichiarava di voler abbattere gli ordini dei palchi per sostituirli con ampie gallerie, alzare il coperto nella zona del palcoscenico, inserire un grande schermo per il cinemascope e abbattere le colonne del boccascena. Nel 1971 scoppiò un incendio sotto la platea che provocò danni ai palchi del primo ordine e al piancito.
Nel 1975, con finanziamento regionale, fu realizzato fino al rustico, un nuovo solaio per la platea e per il palcoscenico, furono aperte due uscite di sicurezza e realizzato il golfo mistico. Le scelte progettuali non furono dichiarate idonee e i lavori di ripristino furono bloccati.
Nel 1982 è stato effettuato un restauro conservativo del coperto, delle strutture in legno e delle decorazioni. Il solaio della platea in laterizio e cemento costruito nel 1975 è stato mantenuto sovrapponendovi un pavimento ligneo sollevato di circa cm. 40 mantenendo una certa pendenza per ragioni di visuale e di acustica. Nei palchetti è stato conservato il solaio ligneo per il supporto dell'arellato decorato, mentre la parte superiore è stata scaricata sovrapponendovi una struttura in putrelle e tavelloni. Il palcoscenico il laterizio e cemento realizzato nel 1975 è stato completamente demolito e sostituito con struttura in legno e ferro.
Il golfo mistico anch'esso realizzato nel 1975, è stato mantenuto inserendo un pavimento mobile regolabile a tre livelli. Il graticcio ligneo originale del 1790 è stato mantenuto ma non è a norma di sicurezza, mentre i camminamenti sono stati rifatti in ferro. Nei due camerini principali ottocenteschi sono stati conservati i soffitti decorati ma attendono un restauro. Le volte dell'atrio e delle scale, ottocentesche, sono state consolidate e le murature, in genere ben conservate, sono state talvolta integrate per ragioni di coibentazione termica. E' stata rimossa la cabina di proiezione e lo schermo cinematografico.
Nella sola stagione 1990-1991 sono state organizzate centotrenta manifestazioni tra spettacoli, conferenze e fino al 1993 anche concerti. Oggi il teatro svolge attività di prosa, conferenze e teatro per ragazzi.
(Caterina Spada)

The oldest news on halls reserved for theater performances date back to 1624-1626, when the Council granted a large room located in the city hall for prose and music performances by the young amateurs from the Accademia dei Candidi Uniti. Thirty years later, in 1659 a proper theater was built in this same hall, made of wood and with several orders of boxes; its management remained in the hands of the Accademia. The theater had undoubtedly acquired some degree of fame, since Charles De Brosses mentioned it in his Lettres écrites d’Italie à quelques amis en 1739 et 1740. In 1757, when the theater was in danger of falling apart due to the degradation of its wooden structures, the municipality invited the members of the Accademia to restore it. Since the latter could not afford the full expenses, the Council decreed the construction of a new, brick theater open to all citizens. The theater was named Nuovo Teatro Politeama since it was meant to host all types of performances, in keeping with the spirit of the times. Once the Papal legate Cardinal Boncompagni gave his authorization, the theater was re-built where the old theater stood, in the main salon of city hall. The city council appointed the architect Giuseppe Cherubini to design and build the theater with the help of Giovanni Dotti and Francesco Tadolini.
During the theater’s construction, controversy arose over Tadolini’s new requests for a rather considerable amount of money for completing the theater. Nevertheless, in 1788 the architect did account for all the expenses sustained (Ugolini 1890, p.11).
The theater was inaugurated in 1790 with Camillo Federici’s comedy Il duca di Borgogna. Stage props and decorations were still absent. The painter Francesco Santini finished decorating the theater with tempera paintings only in 1810, and under Tubertini’s guidance a machinist and a propman completed all the stage sets and props. In 1844, Calegari from Bologna built a chandelier, which in 1883 was equipped with a cylinder rotation system. Since the original stage curtain was in poor condition, in 1846 Girolamo Dal Pane used tempera to paint a new one depicting Boccaccio’s Dance. Since the entrance to the theater led to a landing and then directly to the main floor, in 1850 it was finally decided to build an entrance atrium.
The theater was completely restored in 1859-60 under the supervision of professor Filippo Antolini first, and the engineer Luigi Ceschi subsequently. The roof over the stage was raised, and dressing rooms for actors and service staff were built, along with a storage room. Stone steps leading to the restrooms were installed, and the fourth order of boxes was transformed into a gallery. The famous Ravenna-born decorative artisan Andrea Pesci, who studied in Bologna where he also decorated the Malvasia, Malvezzi, Paleotti, and Simonetti palaces, and his young apprentice Gaetano Lodi, barely twenty years old, repainted the main floor’s ceiling with chiaroscuro motifs, with the elements rigidly arranged in a neo-classical manner, but Renaissance-style friezes testifying to the artist’s eclectic tastes. The figurist painter Antonio Muzzi decorated six medallions with putti playing various musical instruments (Bondoni, in Teatri 1982, p. 86).
Antonio Tognetti covered the proscenium’s columns and architecture with scagliola and glossy stucco, while Vincenzo Testoni decorated the boxes’ parapets in bas-relief with portraits of famous authors, which were gilded by the Bologna-born Luigi Spagnoli. Luigi Busi painted the stage set’s ropes and drapings. The mechanism for moving the stage was built by Pacifico Grati, the machinist for Bologna’s Teatro Comunale. In 1860, the restored theater was inaugurated with Giuseppe Verdi’s Rigoletto.
The theater’s interior maintains its 18th-century structure, meant to recall the prospectus of a classical building: a high stone pedestal (which includes the first order of boxes) upon which tall pillars rest (which support the second and third orders), crowned by an open balustrade (fourth order). The beautiful proscenium, made up of two tall Corinthian columns crowned by an elegant entablature, gives the entire auditorium a streamlined appearance.
In 1880 the theater, under the administration of the Theater Deputation, improved its lighting system by replacing candles with oil lamps. In 1887 Ivo Manzi painted a new panel. Since the theater had been used for cereal storage during World War I, restoration efforts at the government’s expense were carried out in 1921. In 1933 the theater’s management was licensed out to Mrs. Berta Ballanti di Luigi for staging prose performances and variety shows (prohibited in 1938 by the Bologna Prefecture) along with film screenings. For this reason, a projection cabin was installed in the central box of the third order. During World War II, the theater was briefly declared unfit for use due to the explosion of a bomb in an adjacent building. Mrs. Ballanti’s license was revoked in 1964, after the Superintendence had, in 1961, given a negative opinion on the project to restore the cinematograph by demolishing the orders of boxes and replacing them with large galleries, raising the ceiling over the stage, installing a large screen for the cinemascope, and tearing down the proscenium’s columns. In 1971, a fire broke out underneath the main floor, causing damage to the boxes in the first order and the floor.
In 1975, with funds from the regional government, work began on a new attic for the main floor and stage, two new security exits and an orchestra pit. The plans for these restoration efforts were deemed unfit and the work stopped.
In 1982, restoration and conservation efforts were performed on the roof and on the theater’s wooden structures and decorations. The brick-and-mortar attic built in 1975 was maintained, and a wooden floor, raised by about 40 cm, was added; due to visual and acoustic reasons, this floor is sloping. The boxes maintained their wooden attics which support their decorated sand ceilings, while the upper part was replaced by H-beams. The brick-and-mortar stage built in 1975 was completely demolished and replaced with one made of iron and wood.
The orchestra pit also built in 1975 was maintained, with the addition of a three-level mobile floor. The original 1790 wooden trellises were maintained, but they do not meet safety standards, while the walkways were re-made in iron. The two main 19th century dressing rooms still have their decorated ceilings, but they need to be restored. The 19th century vaults of the atrium and staircase have been strengthened, while some of the walls, which are generally in good shape, have been caulked for thermal insulation reasons. The projection cabin and screen have been removed.
In the 1990-1991 season alone, 130 events were held, including shows, performances, and conferences, and concerts were held until 1993. Today the theater stages prose performances, plays for kids, and conferences.
(Caterina Spada)


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